venerdì, 03 luglio 2009
unadebuttantepericolosacv-michaels

Inghilterra, 1812

Come si comporta una vera signora? Morgan Becket non ne ha la minima idea. Impetuosa e ribelle, viene mandata a Londra per fare il suo debutto in Società proprio nella speranza che un gentiluomo riesca a domarla. Durante il viaggio, però, incontra Ethan Tanner, Conte di Aylesford, che pur essendo di sangue blu gode di una pessima reputazione. Anche lui infatti è considerato un giovanotto sfrenato, ribelle e senza principi. Insomma, non è certo il fidanzato adatto a una giovinetta di buona famiglia come Morgan, e forse è proprio per questo che fa subito breccia nel cuore della bella debuttante. Ma non appena i due arrivano a Becket Hall, la fanciulla inizia a sospettare che il suo affascinante pretendente abbia in realtà un secondo fine per volerla sposare. E sentendosi tradita, decide di fargliela pagare.

Secondo episodio della serie Becket dedicata agli anticonvenzionali membri della famiglia Becket delle Romney Marsh. Si tratta di una famiglia che sicuramente potremmo definire allargata in quanto formata da otto fratelli, sette dei quali adottati. Vivono in un luogo abbastanza isolato sulle coste inglesi meridionali e hanno spesso a che fare con contrabbandieri o navi francesi venuti a spiare il nemico. Nel primo episodio il figlio maggiore aveva sposato la governante della figlioletta e con lei era andato a vivere a Londra dove lavora per il Ministero della Guerra.

All’inizio di questo secondo episodio Ainsley Becket, il capofamiglia, gli manda la figlia Morgan, pronta a fare il suo debutto a scombussolare la società benpensante di Londra. Morgan, infatti, è una ragazza indipendente, spesso sfacciata, avventata e molto testarda. Tanto per non smentirsi vorrebbe presentarsi a Londra in groppa alla sua giumenta e senza nessuna scorta. Questo fa sbalordire anche il tutt’altro che irreprensibile Ethan Tanner Conte di Aylesford che cerca in ogni modo di evitare che l’arrivo della giovane sia accompagnato da un grosso scandalo.

Quando i due posano gli occhi l’uno sull’altro sono immediatamente colpiti da una scarica elettrica: sono entrambi troppo belli per non costituire per l’altro un’allettante tentazione. Per questo il corteggiamento di Ethan comincia quasi subito, e altrettanto velocemente appare chiaro a tutti che i due sono fatti per stare insieme. Solo Morgan rifiuta l’idea di doversi piegare alla volontà di un uomo, tanto più perché Ethan sembra volerla trattare in modo piuttosto autoritario e lei non intende accettarlo. Le cose si complicano quando il corteggiamento si intreccia a un tema spionistico che vede Ethan coinvolto in una pericolosa missione.

Morgan è una ragazza bellissima, ma il suo personaggio è molto più complesso della semplice bellissima, innocentissima, sposabilissima fanciulla inglese alla sua prima stagione. Innanzitutto sa benissimo di essere figlia di una prostituta e, probabilmente, il frutto di un deprecabilissimo errore. Sin da bambina si è portata dietro questo retaggio e teme di avere ereditato, assieme al sangue, anche l’anima corrotta della madre. Questa sua ipotesi si rafforza ancora di più quando si rende conto di utilizzare la propria bellezza per manipolare gli uomini a suo vantaggio. Questo, assieme all’altrettanto oscuro e pericoloso passato dei Becket, è il motivo per cui può solo ipotizzare un rapporto clandestino con Ethan e non riesce a credere fino in fondo, al desiderio di lui di sposarla, perché continua a considerarsi indegna.

Ethan, dal canto suo, non ha un pedigree del tutto immacolato visto che suo padre, l’ex conte, ha sposato un’ attrice molto più giovane di lui, diventata ora un’attempata signora piuttosto eccentrica e considerata da tutta Londra una pazza, arrampicatrice sociale.. ma è soprattutto grazie alla sua capacità di accettare Morgan per quello che è, con tutte le sue debolezze e contraddizioni, che Ethan si apre una strada nel suo cuore e che la donna riesce a concepire la possibilità di diventarne la contessa, oltre che l’amante.

Il libro è sicuramente piacevole: la Michaels riesce ad essere sempre molto divertente soprattutto nei dialoghi e nel mettere in scena la finzione, l’apparenza del bel mondo londinese dove ogni affermazione potrebbe avere molteplici interpretazioni.

Trovo un po’ povera la parte relativa all’azione, o meglio, la trama spionistica è come se fosse chiusa in maniera frettolosa. È vero che il focus della storia è sui due protagonisti ma fino a un certo punto era sembrata ben orchestrata e sviluppata, con gli incontri al Ministero, i vari stratagemmi per l’incontro con l’amica di Ethan. Poi quando, alla fine, ci dovrebbe essere un minimo d’azione, di scontro, di battaglia, tutto viene passato in rassegna piuttosto velocemente.

Il libro, ripeto, è comunque piacevole e invoglia a proseguire nella serie perché mancano altri sei figli!

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venerdì, 03 luglio 2009

Inghilterra, 11 marzo 1812

Carissimi Chance e Julia,

i più affettuosi saluti da Becket Hall, figli miei.

Sembra che sia trascorsa un’eternità da quando siete stati qui per Natale, ma comprendiamo quanto tu, Chance, debba essere impegnato al Ministero della Guerra ora che Lord Wellington si prepara a marciare su Badajoz dopo aver finalmente occupato Ciudad Rodrigo. Wellesley è un duca inglese, adesso, e Duca di Ciudad Rodrigo, per giunta. Madre de Dios! Con quanta generosità ricompensiamo gli uomini per l’efficienza con cui ne uccidono altri in questo mondo capovolto.

Mi chiedo se i titoli onorifici che gli sono stati conferiti di recente modificheranno la sua personalità o se dimostrerà di possedere ancora il buonsenso che lo ha sempre caratterizzato. A causa delle voci che ci giungono sull’eventualità che Bonaparte stia spostando le sue mire sulla Russia, Wellington dovrebbe essere tanto saggio da permettere al piccolo corso di attuare i suoi ambiziosi progetti e concentrarsi nella Penisola. Nessuno, come ben sappiamo, combatte con più accanimento di un uomo con le spalle al muro.

Ma ne riparleremo un’altra volta.

Qui continuiamo a non vedere i cieli rossi al mattino e non abbiamo che limpide notti nere, tutte senza incidenti, e noi ci godiamo questo splendido tempo. Courtland si occupa attivamente della campagna.

Per il resto tutto è tranquillo a Becket Hall, o lo sarà da venerdì prossimo, quando cioè Morgan partirà per Londra. Viaggerà con una numerosa scorta fino ai confini della civiltà e dovrebbe essere da voi domenica all’ora di cena, a meno che lungo la strada non faccia tribolare Jacob combinando una delle sue birbonate. Ho affidato a Jacob il compito di tenerla d’occhio, poiché quel povero ragazzo ne è talmente innamorato che sarebbe pronto a morire per lei. Devo ancora decidere, però, se questo lo renda più che adeguato a svolgere quel compito o completamente inadatto.

Cassandra, ovviamente, è oltremodo invidiosa della sorella e mi ha pregato di ricordare che anche lei dovrà trascorrere a Londra una Stagione fra qualche anno, una prospettiva che suo padre preferisce di gran lunga ignorare.

Fanny non ha espresso lo stesso desiderio, dato che i cavalli e le Romney Marsh le interesano assai di più, e sapete che Eleanor ha detto chiaro e tondo che non intende recarsi a Londra e tanto meno prendere in considerazione l’idea del matrimonio.

Ti do questa informazione nella speranza che tu, Chance, non preveda di dover patrocinare il debutto di tutte le tue sorelle e decida di fare i bagagli in piena notte per fuggire in America insieme a Julia.

A proposito dell’America, perdona a quest’eremita il suo interesse per ciò che accade nel mondo. Che cosa si dice al Ministero della Guerra sull’eventualità di un conflitto fra i nostri due paesi? Qualcuno qui ha udito delle voci, anche se tu, ovviamente, non puoi menzionare la tua fonte d’informazione più affidabile parlando con i tuoi superiori.

Tuttavia, se fossi un giocatore d’azzardo, scommetterei che le voci risulteranno fondate prima dell’estate.

Spencer e Rian si tengono occupati. Jacko e alcuni altri stanno inculcando loro le cognizioni che avrebbero dovuto possedere da anni, mentre io dedico la mia attenzione soprattutto a Courtland. Non tutto è tranquillo a Becket Hall e ammetto che la vita diventa più movimentata di giorno in giorno.

Monsieur Aubert, il maestro di danza che siete stati così gentili da mandare qui, è partito due settimane or sono, considerando la possibilità di esercitare un’altra professione e munito di un gad che lo protegga offerto da una impietosita Odette. Ma Morgan ha imparato i passi necessari, anche se tende a muoversi in modo un po’ più appariscente di quanto il buon monsieur era in grado di tollerare. Mio Dio, quel povero francese era sempre in procinto di scoppiare in lacrime!

Devo anche comunicarti che solo ieri ho ricevuto un suo biglietto in cui si profondeva in migliaia di scuse per aver permesso a Morgan di persuaderlo (e tremo al pensiero delle implicazioni del termine) a insegnarle a ballare il valzer viennese, presumibilmente accettabile a Parigi ma, secondo Monsieur Aubert, del trutto oltraggioso nell’alta società londinese.

Sì, figlio mio, ti scrivo tutto questo come avvertimento. Se a un ballo, sentirai gli accordi di qualcosa che sembri sia pur lontanamente austriaco o tedesco, ti autorizzo a prendere Morgan per un orecchio e trascinarla verso il tavolo del buffet più vicino, in modo che non possa disonorarti in pubblico.

Tuttavia devo confessare che Eleanor e io siamo rimasti soddisfatti della sarta che ha accompagnato monsieur e che il guardaroba di Morgan dovrebbe essere adatto a una debuttante che aspiri a seminare zizzania nel bel mondo londinese.

Il guaio è che Morgan non ha l’aspetto di una pudibonda fanciulla, essendo, fisicamente, figlia di sua madre. Vestita di sete preziose o di cenere e tela di sacco, è impossibile che passi inosservato.

Ma non è necessario che te lo dica. So che Morgan sarà in buone mani, grazie alla mia carissima Julia, che molto probabilmente riuscirebbe a richiamare all’ordine un branco di elefanti in fuga.

Ci rivedremo presto, a Dio piacendo. Nel frattempo, i tuoi fratelli e sorelle ti mandano il loro affetto e Courtland un messaggio speciale, ossia che si aspetta che tu strappi Morgan dalle grinfie di un qualche ignaro Romeo prima che questi abbia avuto la possibilità di vederla con entrambi gli occhi aperti.

Contando sulla vostra promessa di accompagnare Morgan a Becket Hall al termine della Stagione, attendo con ansia dei regolari resoconti sui suoi progressi. Non fare arrossire un uomo anziano, però, e non riferitemi il suo comportamento nei minimi particolari. Ciò che riesce ad evocare la mia immaginazione è già abbastanza terrificante. Mi limiterò ad aggrapparmi alla tenue speranza che a Londra esista un uomo disposto a raccogliere la sfida che lei costituisce.

Con i ringraziamenti di un riconoscente genitore, invio a entrambi la mia benedizione.

Ainsley G.B. Becket.

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venerdì, 03 luglio 2009
kimrossistuart2

Lo fissava, e basta. Come se non avesse mai visto un esemplare di sesso maschile della razza umana.

I suoi occhi furono la prima cosa che notò. Lunghi e verdi, frangiati da folte ciglia scure, quegli occhi apparivano divertiti e indecifrabili nello stesso tempo, come se le piccole rughe dovute al riso che li circondava fossero autentiche… o solo una scaltra facciata destinata a impedire a chiunque di guadagnare più in profondità.

Aveva un naso stupendo. Pur non essendole mai venuto in mente di usare un aggettivo del genere per un naso, quello lo era… dritto, con le narici un tantino frementi, al di sopra di una bocca oltremodo… oltremodo interessante. Perfino le sue orecchie erano perfette, attaccate alla testa e visibili solo perché i suoi capelli biondo scuro  erano stati pettinati impietosamente all’indietro, sfiorandogli il colletto della camicia.

Anche il suo corpo atletico era vestito con la stessa mancanza di cura, con una camicia aperta sul collo, un panciotto di cuoio scuro, calzoni fulvi e stivali da equitazione. Benché i suoi fratelli indossassero abiti assai simili a Becket Hall, adesso quell’abbigliamento le parve diverso. Pericoloso. Pericoloso per lei.

Si stava comportando da sciocca, in nome del cielo. Quell’uomo non la intimoriva affatto. Perché avrebbe dovuto? Di solito era lei a intimorire gli uomini.

Ma non questa volta. Quello era l’uomo più uomo che avesse mai visto. Un tipo pericoloso. Senza ombra di dubbio. Una sorta di avvertimento, di minaccia, sembrava irraggiare da lui. Riusciva a scorgerla, l’aura di un rosso acceso che sfumava in un alone giallo che lo circondava, un’aura che poteva essere un effetto della luce del sole, ma non lo era.

Per noi Ethan ha il volto di: KIM ROSSI STUART.

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venerdì, 03 luglio 2009

-         Ritorno a Becket Hall

Inghilterra, 1811

A soli trent’anni, Chance Becket ha alle spalle un passato travagliato, che ha cercato di dimenticare sposando una fanciulla dell’alta società e conquistando una posizione di prestigio al Ministero della Guerra. Ora, rimasto vedovo, è costretto ad affrontare gli antichi fantasmi e a tornare sulle coste spazzate dal vento delle Romney Marsh. Ansiosa di sfuggire all’opprimente vita londinese, Julia Carruthers accetta il posto di governante che Chance le offre perché si occupi della figlioletta Alice, pur essendo un po’ spaventata dall’attrazione che vibra fin dal primo istante tra lei e il suo datore di lavoro. Ma quando le accade di vedere qualcosa che non avrebbe dovuto vedere, non può fare a meno di chiedersi se tutte le attenzioni che Chance le riserva non siano dettate da sentimenti poco signorili o piuttosto dal desiderio di proteggere i segreti della sua famiglia.

- Una debuttante pericolosa

Inghilterra, 1812

Come si comporta una vera signora? Morgan Becket non ne ha la minima idea. Impetuosa e ribelle, viene mandata a Londra per fare il suo debutto in Società proprio nella speranza che un gentiluomo riesca a domarla. Durante il viaggio, però, incontra Ethan Tanner, Conte di Aylesford, che pur essendo di sangue blu gode di una pessima reputazione. Anche lui infatti è considerato un giovanotto sfrenato, ribelle e senza principi. Insomma, non è certo il fidanzato adatto a una giovinetta di buona famiglia come Morgan, e forse è proprio per questo che fa subito breccia nel cuore della bella debuttante. Ma non appena i due arrivano a Becket Hall, la fanciulla inizia a sospettare che il suo affascinante pretendente abbia in realtà un secondo fine per volerla sposare. E sentendosi tradita, decide di fargliela pagare.

-         Il segreto di Eleanor

Inghilterra, 1813

Chi avrebbe mai immaginato che la fragile, silenziosa e schiva Eleanor Becket fosse in grado di dedicarsi a qualcosa di infinitamente più audace dei passatempi femminili che la impegnano di solito? Eppure, quando gli affari della sua famiglia adottiva sono minacciati dai traffici di un pericoloso gruppo di contrabbandieri, la giovane non esita ad accompagnare a Londra Jack Eastwood, fido collaboratore del padre, per aiutarlo a smascherare il capo dei rivali. I loro sospetti si concentrano ben presto sul Conte di Chelfham, un nobile ambiguo e avido che per giunta sembra conoscere l’oscuro passato di Eleanor. Così, nonostante la crescente attrazione che prova per la fanciulla, il dubbio si insinua nella mente di Jack. Chi è veramente Eleanor? E qual è il suo legame con il misterioso Chelfham?

-         Un matrimonio di convenienza

Inghilterra, 1813

Dopo aver combattuto contro gli americani in Canada, l’impulsivo Spencer Becket torna a casa più maturo e più saggio, ma anche con qualche vuoto di memoria. Vuoto che l’intrepida Mariah Rutledge, giunta all’improvviso a Becket Hall, sa come colmare, visto che sostiene di aspettare un figlio da lui. Pur non essendo in grado di confermare la sua versione dei fatti, Spencer non può negare l’attrazione che prova nei confronti dell’affascinante russa e si dice disposto a sposarla e a riconoscere il figlio. Prima che i due abbiano il tempo di approfondire i propri sentimenti, però, si trovano coinvolti in un complotto che minaccia la pace mondiale appena restaurata. Solo nel momento dello scontro cruciale, quando le loro stesse vite sono in pericolo, si rendono conto che quella notte di passione non era che il preludio di un vero, grande amore. Ma forse è troppo tardi…

-         L’impavida Miss Becket

Inghilterra, 1815

È veramente amore quello che Fanny prova per il fratellastro? Dal giorno in cui Ainsley Becket li ha adottati, Fanny e Rian sono stati inseparabili. Così, quando il giovane parte per combattere contro Napoleone, l’intraprendente sorella lo segue. Rian, però, non è affatto contento di vederla, perché teme che la sua presenza possa compromettere la missione affidatagli da Valentine Clement, Conte di Brede e agente segreto al servizio di Wellington. Così accetta di buon grado che il gentiluomo, affascinato dalla fanciulla, la ospiti a Bruxelles nella casa della sorella. Quando scoppia la battaglia di Waterloo, però, Fanny non tollera di starsene con le mani in mano e si precipita sul campo di battaglia travestita da soldato. Riuscirà l’aitante Valentine a salvarla anche questa volta? E lei, riuscirà a capire quale dei due è l’uomo con cui davvero desidera passare il resto della sua vita?

- Il ritorno di Rian

Francia – Inghilterra, 1815

Ferito gravemente durante la battaglia di Waterloo e creduto morto dai famigliari, Rian Becket viene portato nelle dimore dell’enigmatico Conte Beltrane, dove la bella Lisette lo aiuta a guarire dalle ferite del corpo e dell’anima. Un giorno, tuttavia, la sua avvenente infermiera dichiara di dover lasciare la villa per evitare le attenzioni lascive del padrone di casa e invita Rian a fuggire insieme a lei. Senza esitare il giovane accetta e le offre ospitalità a Becket Hall. Ma durante il viaggio, malgrado la prepotente attrazione che prova per la fanciulla, Rian inizia a sospettare che Lisette non sia davvero chi sostiene di essere e che abbia intenzioni assai diverse da quelle dichiarate. Possibile che sia la complice del peggior nemico della sua famiglia? E se così fosse, cosa potrebbe fare lui per contrastare la donna che è ormai padrona del suo cuore?

-         L’ultima sfida dei Becket

Inghilterra, 1815

Per anni Courtland Becket ha dedicato tutte le sue energie agli interessi della numerosa famiglia d’origine, negando i propri sentimenti per l’unica donna capace di fargli ribollire il sangue nelle vene. Ora, però, la deliziosa Cassandra, affidata fin da piccola alle sue cure, è cresciuta e non vuole più essere considerata semplicemente una sorella adottiva da proteggere e rispettare. Vuole il suo amore, ed è ben determinata a ottenerlo. L’avvenire appare tuttavia terribilmente precario, e non solo per loro, bensì per tutto il clan dei Becket, perché un nemico di vecchia data, lo spietato e avido Edmund Beales, trama nell’ombra per rubare loro un grosso smeraldo grezzo, chiamato l’imperatrice, che secondo la leggenda concede successo e potere a chi lo possiede.

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venerdì, 03 luglio 2009

-         Un conte in trappola

Reduce dalle guerre napoleoniche, Christopher Wilde, ottavo conte di Bourne, non vedeva l’ora di darsi alla bella vita e di corteggiare spudoratamente le debuttanti più ricche di Londra. Di certo non aveva intenzione di farsi incastrare dalla prima contadinella a cui aveva rubato un bacio! Come poteva immaginare che quella giovane impertinente fosse in realtà Jane, la rispettabilissima figlia di sir Maitland, e che sarebbe stato costretto a sposarla? L’indesiderata mogliettina si rivela ben presto una fonte inesauribile di sorprese, a poco a poco coinvolge il riluttante conte in un menage decisamente più movimentato e appassionante di quanto lui si fosse aspettato…

-         Scandali e complotti

L’altezzoso e arrogante Julian Rutherford, conte di Thorpe, si trova coinvolto in uno dei più sordidi scandali di cui l’aristocrazia inglese abbia memoria. Caduto in disgrazia ed evitato da tutti, trova tuttavia un’agguerrita alleata in miss Lucy Gladwin, che si offre di aiutarlo a riabilitare la sua reputazione. Smascherare la mente diabolica che ha concepito lo squallido complotto non è però l’unico obiettivo della giovane perdutamente innamorata del conte, Lucy progetta infatti di diventare sua moglie. Ed è disposta a tutti pur di dimostrargli che il loro estemporaneo sodalizio potrebbe trasformarsi nella più azzeccata e duratura delle unioni.

-         Galeotta fu l’indagine

Patrick Sherbourne, undicesimo conte di Wickford, trova che l’esuberante Victoria Quinton sia un giovane estremamente affascinante. Sotto gli occhiali e l’aspetto dimesso di quella ragazza, infatti, si nasconde un’autentica femme fatale, una donna capace di suscitare in lui reazioni appassionate e sensuali… finché lei non lo accusa di averle assassinato il padre! Per difendere il buon nome della sua famiglia, dunque, al povero Patrick non resta altro che aiutare Victoria a smascherare il vero criminale. Deve però agire in fretta, perché non c’è in ballo solo la sua reputazione: trascorrere tanto tempo insieme a miss Quinton, infatti, potrebbe significare la fine della sua spensierata vita si scapolo.

-         La spia francese

Soprannominato lo Spietato per l’audacia con cui ha portato a termine delicate missioni segrete per conto del governo britannico e per il suo carattere risoluto e focoso, lord Tristan Rule mal sopporta l’inattività forzata a cui la fine della guerra l’ha costretto. All’improvviso, però, ecco comparire sulla scena del bel mondo londinese una splendida ragazza, Mary Lawrence, che immediatamente suscita la sua curiosità. Curiosità che si trasforma in diffidenza nel momento in cui, indagando sul conto di quella sirena ammaliatrice, Tristan scopre che non si sa nulla del suo passato. Eppure la giovane è sotto la protezione di sir Henry, un eroe di guerra al di sopra di ogni sospetto. Possibile che quella misteriosa creatura sia riuscita ad abbindolare tutti?

-         Una damigella in pericolo

Pierre Standish è considerato dal bel mondo londinese un libertino immorale e sfrenato. Benché l’altrui giudizio ai suoi occhi volga meno di nulla, non può però rifiutarsi di esaudire una bizzarra richiesta del padre, convinto che per dimostrare di essere un vero gentiluomo lui debba compiere almeno una buona azione. L’occasione propizia gli si presenta poco tempo dopo, quando trova distesa in mezzo alla strada una damigella prova di sensi e la soccorre. La ragazza non ricorda assolutamente nulla, nemmeno il proprio nome, ma da alcuni particolari Pierre crede di intuire che si tratti di un’aristocratica, chi sarà mai quella bella sconosciuta? E perché qualcuno sembra volerla morta?

-         L’astuto piano di lord Edward

Trentaduenne, scapolo, famoso per il pessimo carattere, lord Edward Lawrence ha deciso che è giunta l’ora di trovarsi una degna consorte, e dopo attenta analisi la sua scelta cade sulla giovanissima nipote della duchessa di Chilworth, miss Emily Howland. Lei però lo vede come fumo negli occhi, e come se non bastasse è convinta che lo scapestrato lord Edward voglia circuire la sua bellissima ma molto ingenua cugina Georgiana. Decisa a proteggere la parente dal pericoloso libertino, Emily cerca con ogni mezzo di ostacolare i propositi di conquista di lord Edward… senza rendersi conto di fare inconsapevolmente il suo gioco!

-         L’uomo del mistero

In seguito alla misteriosa scomparsa di Alistair Lowell, conte di Hythe e loro lontano parente, Elinor Dalrymple e suo fratello Leslie, erede del titolo, si insediano nella tenuta di Seashadow. Un giorno, mentre passeggia sulla scogliera, Elinor si imbatte in uno sconosciuto che si presenta come John Bates e le rivela di essersi trasferito da poco in un cottage vicino. Senza una precisa ragione, la ragazza prova un’istintiva diffidenza nei confronti di quell’uomo, mitigata tuttavia da un’irresistibile attrazione che la induce a frequentarlo e persino a presentarlo al fratello. Ma proprio quando decide di concedergli la sua fiducia, scopre che John Bates non è chi diceva di essere!

-         Un’ereditiera a Brighton

Valerian FitzHugh, incaricato di rintracciare a scortare in Inghilterra Allegra Crispino, nipote ed erede di lord Dugdale, si presenta alla squallida pensioncina in cui la giovane vive convinto di trovarvi una ragazzina sprovveduta, non certo una bellissima e seducente cantante lirica. Deciso a portare  e termine la delicata missione senza cedere all’attrazione che prova per lei, Valerian si impone dunque di comportarsi da perfetto gentiluomo  per l’intero viaggio e di scomparire subito dopo aver affidato la giovane alla sua famiglia. Ma non appena Allegra mette piede nel casa del nonno tutto si complica, e in un batter d’occhio l’esistenza regolare e tranquilla di Valerian precipita nel caos.

-         L’ombra del passato

Inghilterra, 1815-1816

Quando Morgan Blakely offre a Caroline Monday l’opportunità di andarsene dall’ospizio in cui lavora, la giovane coglie l’occasione al volo anche se ciò significa sottoporsi a una dura disciplina per migliorare i propri modi tutt’altro che raffinati. Il gentiluomo vuole infatti farla passare per lady Caroline Wilburton, legittima erede di un’immensa fortuna. Catapultata in un mondo di profondi rancori e segreti a lungo sepolti, dove l’ombra del passato incombe su un futuro più che mai incerto, Caroline si presta a essere usata come pedina nella personale lotta che Morgan conduce contro un vecchio compagno d’armi perché spera di conquistare il cuore di quell’uomo dal carattere duro e inflessibile. Ma solo una vera lady, anzi, solo la vera lady Caroline potrà riuscire in quell’impresa.

-         Intrighi e passioni

Colpevole solo di aver voluto inseguire i propri sogni, Sophie rientra in seno alla sua grande famiglia, dopo essere stata aggredita da un maniaco. In occasione del sessantesimo compleanno del padre, Joe Colton, ricco uomo d’affari, lei quindi ritorna alla Casa della Gioia nella speranza che il tempo lenisca ogni dolore. Quello che certo non si aspetta è che il passato bussi di nuovo alla sua porta.

-         Per mano della regina

Una famiglia reale, quattro principesse innamorate. La dinastia dei Carradine, divisa tra amori appassionati e tradizioni secolari, è protagonista dell’intrigante miniserie. Lo scettro del cuore. Ma Kelly, lui è soltanto un militare! Le sembra già di sentire i commenti dei parenti, degli amici, e addirittura della gente comune. Ed è già pronta ad ignorarli. Kelly Carradine, ultima speranza del vecchio re Easton per la successione al trono, è finalmente diventata regina. Il suo piccolo regno si chiama Korasol, e il suo grande amore Devon Montfort. Lui, capitano della guardia reale, non è certo all’altezza del sangue blu di Kelly; così, dopo essere stato nominato bodyguard della regina, fa di tutto per non lasciar trasparire quello che prova per lei. Fino a quando non entrano in scena un principe disonesto e un giornale scandalistico troppo curioso.

-         Baciamo, sconosciuto

Gli eccentrici conti di Sunderland arrivano a Londra dalla campagna per trovare un marito alla figlia Allegra. Nessuno, però, sembra prenderli in considerazione nell’alta società vittoriana, se non l’affascinante quanto misterioso vicino di casa, Armand Gauthier. Ma chi è realmente Armand? Da dove viene? Qualcuno mormora addirittura che sia un pirata. Indagando nel passato dell’uomo Allegra scoprirà uno sconvolgente segreto. E soprattutto scoprirà il significato della parola passione…

-         Il maggiordomo di lord Westham

Londra, 1819

Morgan Drummond, marchese di Westham, si aspetta che sia Thornley, il maggiordomo, ad accogliere al suo ritorno a casa, anche dopo cinque anni di assenza. Ciò che invece non si aspetta è l’orda di estranei che si è installata nella sua residenza londinese grazie all’intraprendenza del suddetto maggiordomo. Il suo tentativo di mettere alla porta gli indesiderati pensionanti viene sventato da una bellissima e caparbia debuttante, miss Emma Clifford. Sedotto dagli incantevoli occhi grigi della fanciulla, senza sapere come, Morgan si ritrova a scortare Emma a tutti gli eventi mondani della Stagione e, cosa assai più stupefacente, scopre di trovare l’esperienza addirittura gradevole. Senza dubbio lo sconsiderato Thornley ha parecchio da farsi perdonare, ma forse, alla fin fine, la sua è stata una trovata geniale!

-         Scandalo e seduzione

Londra, 1820

Alla vigilia dell’incoronazione, l’ennesimo scandalo minaccia di rovinare la già compromessa reputazione di re Giorgio IV: sua moglie, infatti, l’eccentrica regina Carolina potrebbe avergli nascosto l’esistenza di un legittimo erede al trono. Il delicato compito di far luce sulla vicenda è stato affidato a Perry Shepherd, conte di Brentwood, che a questo scopo decide di ingraziarsi la dama di compagnia della sovrana, l’incantevole Amelia Fredericks. Ben presto, tuttavia, la sua strategia si rivela un’arma a doppio taglio, perché non appena incontra la fanciulla, Perry cade vittima del suo fascino. A corte, inoltre, si mormora che potrebbe essere proprio lei la figlia segreta del re, e il giovane gentiluomo non sa rassegnarsi all’idea che la donna di cui è perdutamente innamorato potrebbe appartenere non a lui solo, bensì all’Inghilterra intera!

-          Ritorno a Becket Hall

Inghilterra, 1811

A soli trent’anni, Chance Becket ha alle spalle un passato travagliato, che ha cercato di dimenticare sposando una fanciulla dell’alta società e conquistando una posizione di prestigio al Ministero della Guerra. Ora, rimasto vedovo, è costretto ad affrontare gli antichi fantasmi e a tornare sulle coste spazzate dal vento delle Romney Marsh. Ansiosa di sfuggire all’opprimente vita londinese, Julia Carruthers accetta il posto di governante che Chance le offre perché si occupi della figlioletta Alice, pur essendo un po’ spaventata dall’attrazione che vibra fin dal primo istante tra lei e il suo datore di lavoro. Ma quando le accade di vedere qualcosa che non avrebbe dovuto vedere, non può fare a meno di chiedersi se tutte le attenzioni che Chance le riserva non siano dettate da sentimenti poco signorili o piuttosto dal desiderio di proteggere i segreti della sua famiglia.

- Una debuttante pericolosa

unadebuttantepericolosacv-michaelsInghilterra, 1812

Come si comporta una vera signora? Morgan Becket non ne ha la minima idea. Impetuosa e ribelle, viene mandata a Londra per fare il suo debutto in Società proprio nella speranza che un gentiluomo riesca a domarla. Durante il viaggio, però, incontra Ethan Tanner, Conte di Aylesford, che pur essendo di sangue blu gode di una pessima reputazione. Anche lui infatti è considerato un giovanotto sfrenato, ribelle e senza principi. Insomma, non è certo il fidanzato adatto a una giovinetta di buona famiglia come Morgan, e forse è proprio per questo che fa subito breccia nel cuore della bella debuttante. Ma non appena i due arrivano a Becket Hall, la fanciulla inizia a sospettare che il suo affascinante pretendente abbia in realtà un secondo fine per volerla sposare. E sentendosi tradita, decide di fargliela pagare.

-         Il segreto di Eleanor

Inghilterra, 1813

Chi avrebbe mai immaginato che la fragile, silenziosa e schiva Eleanor Becket fosse in grado di dedicarsi a qualcosa di infinitamente più audace dei passatempi femminili che la impegnano di solito? Eppure, quando gli affari della sua famiglia adottiva sono minacciati dai traffici di un pericoloso gruppo di contrabbandieri, la giovane non esita ad accompagnare a Londra Jack Eastwood, fido collaboratore del padre, per aiutarlo a smascherare il capo dei rivali. I loro sospetti si concentrano ben presto sul Conte di Chelfham, un nobile ambiguo e avido che per giunta sembra conoscere l’oscuro passato di Eleanor. Così, nonostante la crescente attrazione che prova per la fanciulla, il dubbio si insinua nella mente di Jack. Chi è veramente Eleanor? E qual è il suo legame con il misterioso Chelfham?

-         Un matrimonio di convenienza

Inghilterra, 1813

Dopo aver combattuto contro gli americani in Canada, l’impulsivo Spencer Becket torna a casa più maturo e più saggio, ma anche con qualche vuoto di memoria. Vuoto che l’intrepida Mariah Rutledge, giunta all’improvviso a Becket Hall, sa come colmare, visto che sostiene di aspettare un figlio da lui. Pur non essendo in grado di confermare la sua versione dei fatti, Spencer non può negare l’attrazione che prova nei confronti dell’affascinante russa e si dice disposto a sposarla e a riconoscere il figlio. Prima che i due abbiano il tempo di approfondire i propri sentimenti, però, si trovano coinvolti in un complotto che minaccia la pace mondiale appena restaurata. Solo nel momento dello scontro cruciale, quando le loro stesse vite sono in pericolo, si rendono conto che quella notte di passione non era che il preludio di un vero, grande amore. Ma forse è troppo tardi…

-         L’impavida Miss Becket

Inghilterra, 1815

È veramente amore quello che Fanny prova per il fratellastro? Dal giorno in cui Ainsley Becket li ha adottati, Fanny e Rian sono stati inseparabili. Così, quando il giovane parte per combattere contro Napoleone, l’intraprendente sorella lo segue. Rian, però, non è affatto contento di vederla, perché teme che la sua presenza possa compromettere la missione affidatagli da Valentine Clement, Conte di Brede e agente segreto al servizio di Wellington. Così accetta di buon grado che il gentiluomo, affascinato dalla fanciulla, la ospiti a Bruxelles nella casa della sorella. Quando scoppia la battaglia di Waterloo, però, Fanny non tollera di starsene con le mani in mano e si precipita sul campo di battaglia travestita da soldato. Riuscirà l’aitante Valentine a salvarla anche questa volta? E lei, riuscirà a capire quale dei due è l’uomo con cui davvero desidera passare il resto della sua vita?

- Il ritorno di Rian

Francia – Inghilterra, 1815

Ferito gravemente durante la battaglia di Waterloo e creduto morto dai famigliari, Rian Becket viene portato nelle dimore dell’enigmatico Conte Beltrane, dove la bella Lisette lo aiuta a guarire dalle ferite del corpo e dell’anima. Un giorno, tuttavia, la sua avvenente infermiera dichiara di dover lasciare la villa per evitare le attenzioni lascive del padrone di casa e invita Rian a fuggire insieme a lei. Senza esitare il giovane accetta e le offre ospitalità a Becket Hall. Ma durante il viaggio, malgrado la prepotente attrazione che prova per la fanciulla, Rian inizia a sospettare che Lisette non sia davvero chi sostiene di essere e che abbia intenzioni assai diverse da quelle dichiarate. Possibile che sia la complice del peggior nemico della sua famiglia? E se così fosse, cosa potrebbe fare lui per contrastare la donna che è ormai padrona del suo cuore?

-         L’ultima sfida dei Becket

Inghilterra, 1815

Per anni Courtland Becket ha dedicato tutte le sue energie agli interessi della numerosa famiglia d’origine, negando i propri sentimenti per l’unica donna capace di fargli ribollire il sangue nelle vene. Ora, però, la deliziosa Cassandra, affidata fin da piccola alle sue cure, è cresciuta e non vuole più essere considerata semplicemente una sorella adottiva da proteggere e rispettare. Vuole il suo amore, ed è ben determinata a ottenerlo. L’avvenire appare tuttavia terribilmente precario, e non solo per loro, bensì per tutto il clan dei Becket, perché un nemico di vecchia data, lo spietato e avido Edmund Beales, trama nell’ombra per rubare loro un grosso smeraldo grezzo, chiamato l’imperatrice, che secondo la leggenda concede successo e potere a chi lo possiede.

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categoria:bibliografia, kasey michaels
venerdì, 03 luglio 2009
mischief24_7

Estate 2009

Siate pronti. Questo fine 2009 Kasey torna con una favolosa nuova serie storica…

L’irresistibile famiglia Daughtry fa il suo elettrizzante debutto con How To Tempt a Duke, in arrivo a settembre 2009, con How To Tame a Lady, che seguirà a ottobre 2009. Questa nuova serie ambientata nel periodo Regency prevede quattro libri, ma che sa – i Daughtry potrebbero avere altre idee e Kasey più storie da raccontare…

Vi siete perso…

L’ultimo della serie Sunshine Girls?

Le ragazze Sunshine – tre perfide sorelle intenzionate a chiarire il nome del padre (e forse ad avere una piccola storia d’amore accanto) – sono tornate nel terzo libro della serie, in uscita ad aprile 2009.

Mischief 24/7

Capitolo 1

Domenica, 23 giugno

C’era un temporale estivo a renderla una notte rumorosa fuori dalla villa alla periferia di Philadelphia che apparteneva all’importatore di antichità Samuel Becket. Sam non era lì, comunque, essendo andato in California con la sua ex fidanzata e ora di nuovo fidanzata, l’attrice Jolie Sunshine.

Aveva invitato le tre sorelle Sunshine, Jolie, Jessica e Jade, a restare nella villa tutto il tempo che avessero voluto, quando la loro casa di famiglia era stata danneggiata da un incendio poco dopo la morte di loro padre. L’enorme villa di Sam, provvista di recinzione di sicurezza, completa di casa del custode munita di un intrepido ex lottatore di Wrestling, Carrol “Uomo Orso” Yablonski, era ora la Centrale Operativa dell’Agenzia Investigativa Sunshine, quello che ne era rimasto.

E quello che era rimasto ora che Jolie era stata costretta a tornare in California erano la giornalista della TV via cavo Jessica e il detective della Omicidi di Philadelphia, Matt Denby, Jade e Courtland Becket, il cugina di Sam della Virginia. Court, possessore di un impero quasi imbarazzante di hotel a cinque stelle, tra le altre cose, si era immediatamente precipitato a Philadelphia quando aveva saputo del presunto suicidio di Teddy Sunshine. Non sarebbe andato da nessuna parte finché Jade avesse avuto bisogno di lui. Anche se lei aveva detto di non averne bisogno.

Jade chiuse il suo cellulare bruscamente e guardò tranquillamente l’ex marito mentre entrava nel soggiorno <<Non ci credo>>

Court elegante in modo casual con i pantaloni marroni con la piega, cintura e aderente maglione blu troppo caro per sfoggiare l’etichetta, piegò la testa di lato con fare interrogativo, e si diresse al bar nell’angolo più lontano dell’ampia stanza. <<Per la salvezza dell’armonia, neanch’io. Ginger-ale per te, giusto? Considerando il tono della tua voce, comunque, penso che prenderò una birra. Oh, e a cosa non credi?>>

<<Jessica, naturalmente>> disse Jade, pensando alla sorella, che aveva lasciato la casa neanche quattro ore prima, per quella che aveva chiamato una missione <<Povero Matt>>

<<Povero Matt? Non suona bene>> Court tornò alla zona della conversazione con i loro drink e si sedette sul divano di fronte. <<Quando abbiamo discusso di questo prima, pensavo che l’idea fosse che tua sorella gli avrebbe dovuto dare un po’ di spazio. Cosa aveva detto a proposito? Se ami qualcuno, lo lasci andare ecc. ecc.? Nel qual caso, dovrei dedurne che tu ovviamente mi adori>>

<<Non ora, Court, per favore>> disse Jade, alzandosi e lisciandosi la gonna stropicciata del suo semplice vestito di cotone. Era stanca morta, e totalmente in disordine. Solo Court avrebbe potuto sembrare fresco e bello da spezzare il cuore a quell’ora tarda. O forse era un dono concesso a coloro che erano nati tra ricchi da generazioni.

Non che volesse pensare a questo proprio ora. Aveva bisogno di camminare, di lavorare fuori dall’energia carica di tensione che l’aveva guidata in quelle ultime settimane. Non erano passate neanche due settimane, infatti, da quando era tornata a casa per trovare il corpo di Teddy nel suo ufficio, la nuca spappolata e la sua pistola di servizio sul pavimento accanto alla scrivania. E a volte sembrava un’eternità. <<Il nocciolo è che Jessica e Matt sono di nuovo insieme, come non lo so>>

<<Parli di Jessica, quando dici di non sapere, giusto? Al riguardo, Sam e io abbiamo una teoria che vi si potrebbe applicare>> disse Court, parlando dal cugino assente <<Abbiamo deciso che la tua sorellina è una strega. Del genere brava ragazza, bionda col naso arricciato. Ma sembra una strega>>

Jade sorrise a dispetto di sé. <<Tu e Sam potreste avere un punto. In ogni caso, sono andati da qualche parte insieme. A festeggiare prima che il resto del mondo sappia qualcosa, cosa che faranno, presto, da costa a costa in qualche grande mercato straniero via cavo – e questo è quanto di più vicino a una diretta citazione posso fare. Non ha detto dove sarebbero andati, ma ha detto di tenere il forte e che sarebbero tornati domani notte>>

Court prese un lungo sorso di birra, e poi sorrise a Jade <<Andati? Veramente? Facciamo una verifica, Jade, giusto? Sam e Jolie? In California, pronti ad andare in Irlanda per lanciare il prossimo film di tua sorella. Matt e Jessica? Destinazione sconosciuta, sebbene le parole suite d’albergo con un ampio letto e servizio in camera sembrano portare a un’unica conclusione plausibile. Mi avrebbero potuto  chiamare e avrei provveduto per un attico in centro.

Jade fece una smorfia. Ricordava quell’attico molto bene. Provò a nascondere il suo disagio improvviso dicendo allegramente <<Ah, ma allora sappiamo dove sono, e non penso che Jessica voglia che qualcuno lo sappia>>

<<Buon punto. In ogni caso sono andati, non sono qui. Jessica ha portato prima il nostro amico Ernesto a casa, dove lui sta facendo i bagagli per andare al college martedì. Mrs Archer ha il weekend libero, sebbene sarebbe dovuta rientrare ora. Ancora, il suo appartamento è molto isolato. Uomo Orso è nella sua casa del custode alla fine del viale, probabilmente si trova davanti a uno specchio a stirare le pose da lottatore. Lasciando questa casa così grande – e tu e io. Per la prima volta da quando siamo qui, Jade, penso che mi piacciono le stranezze>>

Era stanca di lottare sempre con Court – lottare con se stessa in realtà – così Jade si arrese <<Dimentichi Rockne>> disse, sorridendo come l’amato Teddy, facendo un gesto verso il setter irlandese che russava davanti al freddo caminetto. <<E’ il mio chaperon – guardia del corpo. Rockne, vieni ragazzo!>>

Rockne mosse le orecchie una sola volta, ma i suoi occhi non si aprirono.

<<Penso che dovrei andare a vedere se Mrs Archer è disponibile.  Probabilmente è mortale con il mattarello a venti passi>> suggerì Court <<Che ne dici Jade? Possiamo mettere da parte i nostri screzi per una notte? Solo una?>>

Jade tornò al divano e si sedette, non per acconsentire a Court ma per cercare i documenti che erano stati ammucchiati sul tavolo da caffè.

<<Siamo così vicini, Court. Intendo dire, prendendo il processo di eliminazione del resoconto, dovrei essere in grado di terminare questo in pochi giorni>>

<<Tu finirai questo in pochi giorni? Solo tu? Chi ha risolto il caso della moglie scomparsa?>>

<<Jolie e Sam>> disse Jade, spostando cartelline di fogli sul tavolo. <<Con un po’ di aiuto da parte di Teddy che aveva quasi finito l’intera questione prima… prima di essere ucciso>>

<<Ferma, Jade>> disse Court, sporgendosi sul tavolo per afferrarle le dita <<Andiamo avanti. E il caso di Fishtown Strangler?>>

<<Jessica e Matt. Tranne che non è totalmente risolto, non se Herman Longstreet dice la verità che Tarin White non è una delle sue vittime, ricordi?>> Si mise una mano in testa <<A volte sembra che ci giriamo attorno, non ti pare?>>

<<Attenta, non voglio farti pressione, ma ogni giorno tu sembri sempre più… be’, fragile. Le tue mani avevano un aspetto migliore dalla notte dell’incendio, ma le bruciature devono fare ancora male. Non mangi abbastanza, non so quando dormi e quando penso che forse ti stai rilassando un po’, ti trovo in palestra, a correre. Devi rallentare, Jade. Smettila di punirti>>

Jade liberò la sua mano da quella di lui. Sbagliava. Le ustioni che si era fatta provando a spegnere l’incendio erano quasi del tutto guarite ora. Era il resto di lei che era rimasto ferito. <<E’ una pazzia, Court. Non mi sto punendo. Perché dovrei punire me stessa?>>

<<Oh, non so. Perché non sei tornata a casa prima quella notte, avresti trovato Teddy mentre era ancora vivo e avresti svuotato quella bottiglia di whiskey irlandese, lo avresti dissuaso dal fare quello che voleva fare…>>

<<Teddy non si è ucciso!>> Jade strinse le mani sulle ginocchia, poiché le mani tremavano e, altrimenti, Court lo avrebbe visto. Già vedeva troppo>>

<<Va bene. Giusta. Non si è ucciso>> Court si sfregò la fronte, e Jade represse una smorfia colpevole, sapendo che era stanco tanto quanto lei. Erano tutti stanchi.

<<Mi dispiace, Court. So come sembra. Ero lì, ricordi? La porta dell’ufficio chiusa, Rockne chiuso fuori dalla porta, che guaiva ed era agitato. La bottiglia di whiskey quasi vuota per darsi coraggio. Il corpo di Teddy dall’altra parte della porta, accasciato nella poltrona, la pistola caduta a terra accanto a lui dopo che aveva… dopo che aveva sparato. Lo so, Court. So come appariva. Non dimenticherò mai come appariva.>>

<<E la porta di fronte chiusa, l’allarme attivato e nessun segno di ingresso forzato da nessuna parte>> aggiunse Court, la voce tesa, come se non volesse dire quello che stava dicendo, ma altrettanto sapesse che alcune cose dovevano essere dette.

<<Io non ricordo>> gli disse Jade. <<Onestamente Court. È così? Hai pensato che ho mentito a tutti al riguardo? Sull’allarme attivato o meno, la porta chiusa o meno? Ci hai pensato che io ho detto solo di non ricordare il codice di sicurezza perché altrimenti il verdetto di suicidio sarebbe stato impossibile da dedurre? Per quanto hai pensato che avessi mentito?>>

<<Non hai mentito, Jade. Non intenzionalmente. Ma a volte dimentichiamo quello che non vogliamo ricordare>>

<<Allora dovrei essere in grado di dimenticare di aver trovato Teddy in quello stato. Portare via Rockne in modo che non contaminasse la scena quando tutto quello che volevo fare era andare da Teddy, scuoterlo per svegliarlo. Chiamare Jolie e Jess e dire che il padre era morto. Superare l’inferno dello studio dei medici e di un gruppo di poliziotti che ficcavano il naso per casa per ore, tutti che parlavano di Teddy, e altri poliziotti che non avrebbero potuto riprendere la vita civile e mangiare le loro pistole>> disse Jade ricacciando indietro le lacrime. <<Perché non sono riuscita a farlo, Court? Perché non riesco a dimenticare tutto questo? Perché non riesco a dimenticare che Teddy è andato nella tomba etichettato sia come assassino che suicida, disonorato, privo del funerale del reparto per cui aveva lavorato per tanto tempo a Philadelphia?>>

Court si alzò dal divano e si sedette accanto a Jade mentre lei parlava, e ora la teneva vicina contro la sua spalla. <<Mi dispiace, cuore mio. Sono un’idiota ad aver sollevato tutto ciò. Mi dispiace tanto.>>

<<Ma lo hai pensato>> disse Jade contro il suo petto anche quando puntò il palmo contro la sua camicia e si discostò da lui. Lei abbassò la testa, consentendo che una cortina di lunghi capelli castano dorati le calassero attorno e le nascondessero il profilo <<Anche Sam? E Matt?>>

<<Ne abbiamo discusso. Ma due cose non possono essere spiegate. Una, Teddy non ha lasciato un messaggio, e pensiamo che lo avrebbe fatto. E due? Hai ragione, Jade, Teddy non ti avrebbe fatto questo. Non avrebbe permesso che lo trovassi. Se avesse voluto uccidersi, non lo avrebbe fatto dove tu avresti visto cosa aveva fatto. Ti amava troppo>>

Jade si asciugò gli occhi con il fazzoletto che Court le aveva passato. <<Grazie. Sfortunatamente, queste conclusioni vengono dai vostri sentimenti. I poliziotti lavorano con quello che vedono. Nel frattempo hanno visto Teddy sulla videocamera di sicurezza della porta di Melodie Brainard, l’ultimo visitatore che la videocamera ha ripreso prima che lei fosse trovata morta galleggiante nella piscina>> Ricompose la faccia. <<Scusa, non avrei dovuto dirlo. Sebbene donna morta galleggiante non suoni meglio>>

<<Sei stata tutto il tempo attorno a Teddy>> le ricordò Court <<A volte parli come lui>>

<<E questa è una brutta cosa>> disse Jade, sospirando, sforzandosi di ricomporsi, o solo di comportarsi come se lo fosse <<O almeno non era una buona cosa quando ho incontrato la tua amica Savannah Harper? Mi stava sempre dietro a raccontarmi storie su come pedinare un marito imbroglione>>

<<Lo avrebbe fatto, considerando che ha fatto qualche bell’imbroglio anche lei al povero Buzz>>

Jade si concesse di cedere al divertimento. <<E’ stata sorpresa?>>

<<Sorpresa, perdonata e recidiva. Jade, molte delle persone con cui vengo associato sono semplici conoscenze sociali o di lavoro. Non amici. Lo sapevi. Ma spesso ti ho gettata nella palude con le loro mogli, no? Me ne dispiace>>

Jade fece per restituirgli il fazzoletto, ma poi cambiò idea, e vi ficcò dentro il naso <<Va bene. Era anche divertente, all’inizio, ascoltarli, selezionarli. Ma non ero fatta per fare la moglie in società, Court. Lo sappiamo entrambi ora. Non è che non ne fossi capace perché penso che avrei potuto se ci avessi lavorato su. Non volevo adattarmi. Pranzi al country club e balli di beneficenza? Non sono cose per me>>

<<Eri annoiata>>

<<No, Court, ero soffocata. Sciogliersi, perdersi. C’è una differenza>> Lo guardò, sentì un nodo allo stomaco, e si rivolse di nuovo alla pila di carte. Quelle carte erano la sola cosa che avrebbe potuto sistemare ora. Risolvere i restanti casi, pregando che uno di loro portasse all’assassino di Teddy.

<<Sono stato un somaro, a pensare solo alla mia felicità>> disse Court e lei gli lanciò un’occhiata veloce, vedendo il dolore sul suo volto.

Un uomo così bello. Questo era quello che aveva attirato la sua attenzione all’inizio, la sua bellezza scura, ma la sua innata bontà era stata quella  che aveva trattenuto la sua attenzione. Lei non poteva restare a guardarlo ferito.

<<Ti avrei dovuto dire che non ero felice, che non era adatto a me. E siamo stati entrambi molto testardi a quanto ricordo. Tu eri sempre preso dagli affari, Teddy aveva bisogno di me qui fino a quando non mi avesse sostituito. Una cosa porta l’altra no? Ma ne è passata di acqua sotto i ponti, giusto?>>

<<Sì?>>

<<Court, io…>> mise vari fascicoli sulle ginocchia di Court <<Fai questo ora, ripuliamo un antico tavolo di Sam dal valore inestimabile, separiamo quello di cui abbiamo bisogno dal resto. Non posso contare su Jessica che ha la testa da qualche parte dedicata al gioco almeno per alcuni giorni, e penso che siamo troppo vicini per battere la fiacca mentre lei va in giro con le stelle negli occhi>>

<<Ne dobbiamo parlare prima o poi, Jade. Lo sai. Ti amo, non ho mai smesso di amarti>>

<<Court, per favore>> Jade non poté fare altro che supplicarlo. <<Non ora>>

<<Non ora. Inizia a risultarmi un ritornello familiare>>

<<Mi dispiace, Court. Ma veramente non posso farlo ora. Ogni giorno in cui si pensa che Teddy sia stato un assassino è un giorno di troppo. Se noi dovessimo – se io dovessi avere un qualche futuro, devo prima correggere il passato>>

<<A volte non è possibile, Jade. A volte dobbiamo semplicemente chiudere la porta e andare avanti>>

<<Come abbiamo fatto noi? Il nostro divorzio è definitivo da quasi un anno. Siamo andati avanti? Saresti qui ora se Teddy non fosse morto? È tempo di arrendersi, Court, e di chiudere la porta per noi?>>

Court la osservò per un momento, i profondi occhi marroni illeggibili. <<Questione chiusa. Passami una di quelle cartelle>>

Jade gli consegnò uno dei documenti, alla cieca, poiché non poteva leggere le parole sulla targhetta attraverso le lacrime, e poi prese un’altra cartellina sulle sue ginocchia. La aprì, non vedendo nulla, mentre sentiva lo sguardo indagatore di Court su di lei,bruciante su di lei. Cosa stava provando?

The Becket Philadelphia, Broad Street

Erano passati tre giorni da Natale. Court sedeva al bar dell’hotel con il cugino Sam Becket, osservando mentre il cugino faceva un valoroso tentativo di annegare i dispiaceri nello gin & tonic. Chiaramente non era un bevitore incallito, suo cugino, o se anche lo fosse stato, avrebbe scelto una buona birra di malto, singolo, liscio e doppio.

<<Raccontami di nuovo perché non l’hai seguita>> disse Court, pensando che sarebbe stata una buona idea trattenere Sam a parlare invece di bere. <<Sai andare nella costa, supplicare, implorare, supplicare di più?>>

<<Te l’ho detto>> disse Sam, sollevando il suo bicchiere e guardandoci dentro, accigliandosi. Si sedette di nuovo. <<Non mi è mai piaciuto il gin & tonic. Teddy mi aveva avvertito.>>

<<Teddy. Il padre, giusto? Jolie ha già compiuto 21 anni, no? Non dovresti avere bisogno del suo permesso>>

<<Jolie è sua figlia. La conosce meglio di chiunque altro. Ovviamente meglio di me, o non le avrei offerto del denaro>>

Court sollevò il suo bicchiere. Acqua imbottigliata con un goccio di limone, poiché si era nominato autista, anche se lui abitava in albergo e questo significava riportare Sam a casa sua in mezzo al temporale. Ma questi sono sacrifici che si fanno per la famiglia. <<Te lo devo riconoscere, Sam, sei unico. Qui c’è il denaro – sposami. Poco romantico, direi>>

Sam lanciò al cugino uno sguardo duro <<Le ho offerto il denaro per mantenersi mentre aspettava le audizioni o qualsiasi cosa faccia un attore disoccupato per sopravvivere mentre cerca la sua grande opportunità. Me li ha lanciati in faccia. Letteralmente>> si gettò di nuovo sullo sgabello del bancone <<Dannazione, Court, cercavo di aiutarla>>

<<Ma questo aiuto è arrivato con un limite di tempo. Ricordo questa parte. Vai a Hollywood, Jolie, fai fiasco – ma mangia bene nel frattempo – e poi torna a casa entro un anno e sposami. Avresti dovuto pensare a una carriera diplomatica. Soprattutto perché alla fine, ho sentito, lei è ancora via e tu sei ancora qui, a darti calci sul sedere>>

<<Mi sono dato calci sul sedere per questo, Court. Ho fatto un tale fiasco. La cosa più dannatamente stupida che abbia mai fatto>>

<<più stupida di quella volta in cui hai appuntato le federe alle spalle e ti sei lanciato giù dal tetto del garage?>>

Sam sorrise al ricordo, massaggiandosi il braccio che si era rotto nella caduta in un cespuglio che lo aveva salvato. <<Avevo 7 anni. Ho una scusa. Non ho una scusa per questo. Consco qualche persona fuori di qui nel mondo del cinema… ho comprato una parte per Jolie nel peggior film che sia stato mai fatto in videocassetta>>

<<Un porno?>>

<<Molto divertente. No, Court, un horror. Sai di quelli con ragazzi fuori per una notte per sbaciucchiarsi nei boschi, il pazzo sempre mascherato che corre per i boschi, che tagliuzza con un aggeggio da cucina o qualcosa del genere. Lei fa qualche battuta e poi ha qualche buon primo piano dove deve sembrare spaventata e urlare un po’>>

<<Va bene, penso che inizierò a seguirli>> disse Court, accaparrandosi una ciotola di arachidi dal barman. Quando possiedi un hotel, qualcuno è sempre in guardia, pronto a fornirti quello che vuoi. <<Il film salta, Jolie salta e lei fa fiasco, torna a casa a scegliere la porcellana cinese. E allora? Dimmi il difetto di questo piano magistrale, perché ovviamente ce n’è uno>>

Sam si passò la mano tra i capelli biondo scuri già mossi <<Questo grande tipo di Hollywood l’ha vista, dice di non aver mai visto nessuna amata dalla telecamera di più dai tempi di Julia Roberts e le ha fatto firmare un accordo per tre film. Il primo non uscirà prima di un mese circa, ma secondo quanto si dice in giro, è brillante in esso>>

<<Ah, ti sei dato la zappa sui piedi>> disse Court, facendo un brindisi con l’acqua alla debacle di Sam <<O qualcosa del genere. Ora che cosa farai?>>

<<Ora affronterò il fatto che l’ho perduta e che devo imparare a vivere senza di lei, ecco cosa farò. Ora devo fare quello che devo fare>>

<<Seppellirti nel lavoro>> disse Court, pensando all’eredità di Sam separata dall’eredità della famiglia Becket, un grande impero d’import/export di pezzi d’antiquariato che era iniziato circa 200 anni prima, negli ultimi anni aveva avuto una crescita costante in negozi di antiquariato al dettaglio. Court aveva affittato un’ampia zona dentro quello stesso albergo, in molti dei suoi alberghi sparsi per il mondo <<Come ti vanno le cose?>>

Sam sollevò il suo bicchiere <<Come sembra che vadano? Ma basta parlare di me che piango sul mio gin & tonic. Come ti vanno le cose? So che sei appena tornato da un viaggio. Dove sei stato questa volta? Londra? Parigi?>>

<<Roma. Sarai felice di sapere che le tue azioni nella nostra ultima acquisizione al cartello della famiglia Becket include una suite di proprietà che guarda su Città del Vaticano. È tua da usare quando vuoi>>

<<Gentile>> disse Sam, facendo tintinnare il bicchiere contro quello di Court. <<Propongo un brindisi. Ad Ainsley Becket e al suo spirito imprenditoriale. Cantieri navali, terra, purosangue, banche, industrie. Era un uomo all’avanguardia per i suoi tempi>>

<<Era un soldato e un pirata, dovette fuggire dal suo paese prima di essere impiccato>> disse Court, sorridendo. <<Prova a pensarci, così siamo noi. Pirati, cioè. Noi giochiamo di più entro le regole di quanto faceva lui 200 anni fa>>

<<Buono, perché non penso che farmi impiccare sia sulla lista delle mie cose da fare per l’anno nuovo. Per quanto ti riguarda? Court? Ho detto, per quanto ti riguarda?>>

<<Hmmm?>> Court si era girato sul suo sgabello, il suo interesse catturato da una donna appena entrata nel bar. La vide procedere spedita verso di lui, chiunque altro nella stanza affollata svanì, come se un faretto brillasse su di lei, muovendosi con lei.

Era splendida, dalle lunghe gambe incredibilmente dritte, dai capelli biondo miele semplicemente pettinati che gli facevano provare l’impulso di trovare le mollette che glieli tenevano a posto e farle scivolare una ad una, tutti quei caldi riccioli sarebbero scesi sul suo seno nudo. La chiara immagine mentale lo sorprese <<Un paio di giorni dopo il fatto, ma meglio tardi che mai. Grazie, Santa Claus>>

<<Santa Claus? Di che diavolo stai parlando? Che ci fa lei qui?>>

<<Tu conosci quella donna?>> chiese Court, distogliendo lo sguardo dalla dama che si dirigeva verso il secondo sgabello dopo il suo. Era una cosa buona che fosse un essere civile o avrebbe spinto il tipo al suo fianco a terra, per farla sedere al suo fianco. <<Dimmelo, cugino, se devo fare una proposta di matrimonio alla donna, dovrei sapere qualcosa di lei>>

Sam abbassò la testa, sollevò una mano per nascondere il suo profilo <<Quella è Jade Sunshine. La sorella maggiore di Jolie. Lei lavora con Teddy nell’Agenzia Investigativa Sunshine. Lei è una Investigatrice Privata, Court. Avresti maggiore fortuna nel cercare di afferrare un porcospino. Forse più fortuna con il porcospino, pensaci. Credimi. Non vorresti avere nulla a che spartire con lei>>

Court era silenzioso, fece silenzio per tre battiti buoni. <<Veramente? È un detective privato? Pensi che sia qui per lavoro, o qualcos’altro? Almeno una signorina a richiesta d’alto bordo, questo avrebbe rovinato tutto. Sai, pensando al futuro, per quando uno dei nostri figli chiederà come ho incontrato sua madre>>

<<Chi di noi ha bevuto stanotte? Bada, Court, dammi la chiave del tuo ascensore. Non penso potrei guidare stanotte, così dormirò con te>>

<<Oh, non penso. Credimi, cugino, non includo te come compagno di stanza>>

<<Stai pensando a Jade per questo ruolo?>> Sam sbirciò da sotto la mano e sorrise al cugino, <<Ho 50 dollari che dicono che non accadrà>>

<<Vai al tavolo di fronte e dici che voglio che tu venga sistemato in una stanza, va bene? Ora, se non vuoi presentarci, puoi andare via. Se non vi piacete, non saresti di nessun aiuto>>

Sam scivolò giù dallo sgabello, la testa ancora girata <<Non è una questione di non piacersi. È solo che ho ferito Jolie, o almeno così è come la vede Jade. Fermati al nome>> lo avvertì tranquillamente <<Ha sentito parlare dei Becket e potresti salutare ogni idea di baciarla>>

Ma Court stava appena ascoltando, mentre stava attento alla conversazione che intercorreva tra l’uomo di mezza età vicino a lui e Jade Sunshine.

<<E sei sicura che non ti possa offrire un drink, dolcezza?>> stava dicendo il tipo, le spalle rivolte a Court <<Qualcosa di vero. Chi viene in un bar per bere ginger-ale?>>

Jade agitò la sua soda con il bastoncino di plastica, il ghiaccio tintinnò nel bicchiere <<Mi piace iniziare piano, e poi costruirci sopra. Nei miei affari, una testa lucida è parte del servizio>>

A Court piacque la sua voce. Un po’ bassa, leggermente rauca. In definitiva sexy. Ed era proprio sicuro che lei lo sapesse. Il tipo vicino a lui stava quasi sbavando.

<<E in cosa consistono i tuoi affari, dolcezza?>> le chiese il tipo.

Jade posò la mano destra in cima al bastoncino mentre con grazia ruotò sullo sgabello e con grazia accavallò quelle lunghe gambe sotto la corta gonna nera. Court giurò che avrebbe potuto sentire frusciare a quel movimento la seta delle sue calze.

Lei stese l’altra mano e accarezzò con un dito la cravatta del tipo <<Pensavo di avertelo detto, bello. Potrei farti un servizio? Mi piacerebbe farti un servizio. Come ti chiami, dolcezza?>>

Court abbassò la testa e lasciò andare il respiro lentamente, chiedendosi perché i cubetti di ghiaccio nel suo bicchiere, e in ogni bicchiere del bar, non si fossero ancora sciolti.

<<Io… Mi chiamo Harvey>> balbettò il poveraccio. <<Se… se, uh, dovessimo conoscerci, ehm, … meglio, forse potresti dirmi il tuo?>>

<<Sicuro, dolcezza>> disse Jade, la sua mano lasciò la camicia dell’uomo per scivolare sulla sua coscia, e poi sulle sue ginocchia. <<Mi chiamo Lucy. Lucy Lawless.>>

<<Ma non è il nome dell’attrice che… oh. Oh, giusto. Deduco che, nel tuo ambiente di, ehm, lavoro, i nomi non siano veri. Avrei dovuto pensarci. Ma mi chiamo Harvey. Scusami>>

<<Non ti dispiacere, Harvey, dolcezza>> Jade lo tranquillizzò, sollevando la gonna già corta dell’abito. L’altra mano aveva lasciato il bastoncino, e ora era rimasta sul bavero della giacca di Harvey <<E’ un gran nome, Harvey. Cosa fai?>>

Con la coda dell’occhio, Court vide il barman muoversi per il bar, probabilmente per caciare l’ovvia prostituta. Court scosse leggermente la testa, mandando via il ragazzo.

Gli occhi di Harvey pressoché incollati alla gamba di Jade mentre lei faceva scivolare due dita sotto l’orlo della sua gonna e le dirigeva leggermente a Nord <<Hubbard. Mi… mi chiamo Harvey Hubbard. Vuoi restare qui? Ho una stanza di sopra e…>>

Court afferrò una visione che gli era balzata in testa di giarrettiere di pizzo nero mentre una sottoveste blu compariva da sotto l’orlo del vestito di Jade. Nello stesso tempo l’altra mano afferrò e tirò la giacca di Harvey e un istante dopo l’ovvia Citazione era dentro la tasca della giacca.

<<Harvey Hubbard – dolcezza – ora ti puoi considerare servito>> disse Jade, alzandosi e andandosene.

Harvey non fu molto veloce nella comprensione, almeno secondo l’opinione di Court, ma lui certamente reagì molto velocemente a quanto stava accadendo.

<<Tu puttana, ti ucciderò>> mormorò Harvey da assassino mentre Jade si voltava per andare via. Saltò giù dal suo sgabello e pose una mano sulla spalla di Jade una frazione di secondo prima che Court scendesse dal suo sgabello e lo raggiungesse.

Court non si sarebbe dovuto preoccupare. Avrebbe avuto un posto in prima fila per lo spettacolo da dove era seduto. Infatti, stava quasi per metterci il naso, quando Jade si girò nettamente su Harvey, il braccio destro – le dita unite, il palmo rigido – che tagliava l’aria come una frustra. Be’, come una specie di efficace mossa di judo, ad ogni modo, ma chi ha bisogno dei particolari?

Harvey non di sicuro. Semplicemente cadde come un albero abbattuto. Court raccontò  a Sam dopo, una cosa bella da vedere. Poesia in movimento.

Court sollevò leggermente la mano sinistra e la puntò verso l’accasciato Harvey e i due barman trascinarono velocemente l’uomo dalle ascelle e lo portarono fuori dalle luci basse del bar. La maggior parte dei clienti, intenti a vivere le proprie vite, non avevano neanche notato nulla di insolito.

Lasciando Court e Jade a fronteggiarsi. Lei piegò la testa da una parte, gli occhi le brillarono e poi lo guardò semplicemente mentre lui ricambiava l’occhiata. Doveva sentirla. L’attrazione, la pura attrazione fisica tra di loro. Ma non sobbalzò, non corse via. Solo sollevò leggermente il mento e continuò a guardarlo.

Era alto, ma lui era più alto. I loro corpi si sarebbero adattati come una canzone, una sinfonia. Sentiva lei la stessa musica?

Gli occhi di lei brillarono. Ovviamente era ad un’altezza naturale dopo aver servito Harvey – o forse l’aver scaraventato giù il tipo le aveva fatto scorrere il sangue caldo nelle vene. Probabilmente aveva bisogno di scaricare tutta quella energia repressa, e Court sentì il suo dovere di padrone di aiutarla.

<<Ciao>> disse alla fine, spingendo lo sgabello di recente occupato da Harvey <<Sono Court Becket, il proprietario dell’hotel>>

Il petto di lei si sollevava e abbassava ancora molto rapidamente per il recente sforzo. <<Buon per te. E vuoi che vada via dal tuo hotel>>

<<No, sono pressoché sicuro di volerti sposare. Il che significa che probabilmente ci dobbiamo conoscere un po’ meglio. Potremmo farlo qui, o sopra nella mia suite. C’è una vista fantastica del panorama della città, incluso il City Hall. Billy Penn indossa il cappello da Babbo Natale. Dovresti vederlo>>

<<Che sacrilegio – su tutti i conti – e lui non lo è>>

<<Come lo sai? Non lo hai visto. Per quanto riguarda la prima parte, sì, lo sono. Pronto a sposarti, cioè. Vorresti che mi inginocchiassi? Lo farei, gioco se vuoi>>

Lei non si mosse. Né distolse lo sguardo da lui. Egli immaginò che avesse studiato ogni centimetro di lui e stampato tutto in memoria>>

<<Ho visto Sam cercare di evitarmi. Devo dedurre che sei legato a lui>>

Lui fece un piccolo passo in avanti, non invadendo del tutto il suo spazio, ma vicino abbastanza per sentire il suo profumo. <<Suo cugino. E tu sei la sorella di Jolie. Consideraci destinati, se vuoi. Tu. Io. Questo momento. Questo luogo. Non Harvey, però>> Egli perse il suo sorriso <<Farei qualsiasi cosa per te, Jade Sunshine>>

Qualcosa si mosse attraverso i suoi magnifici occhi color sherry. Aveva preso una decisione? Aveva gettato un ponte?

La voce di lei acquisì una nuova nota rauca. Bassa e intima. <<Non è una buona idea, Court Becket>>

<<Ne ho avute di peggiori>>

<<Niente deve succedere, lo sai>>

<<Non ci credi più di quanto ci creda io>> lui disse, porgendole un braccio.

Lei fece scivolare il braccio nel suo <<Mi hai visto abbattere Harvey>>

<<Mi considererò avvisato>> disse Court prima che uscissero dal bar in silenzio, verso l’ultimo ascensore nel lato destro dell’atrio, l’unico che portava solo all’attico.

La prima forcina cadde sulla moquette del pavimento dell’ascensore prima che le porte si fossero chiuse…

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categoria:notizie letterarie, kasey michaels
venerdì, 03 luglio 2009

Kasey Michaels è l’autrice di più di cento bestseller del New York Times e di Usa Today (non li conta più): Kasey ha ricevuto tre agognate stelle del Publishers Weekly, due per i romanzi storici, The Secret of the Heart e The Butler Did It, e una terza per un romance contemporaneo Love To Love You Baby (che evidenzia delle diversità, vedi). È stata destinataria del RITA, un premio Waldenbooks and Bockrock Bestseller e molti premi del Romantic Times, incluso un premio alla Carriera per i suoi romance storici Regency. È un’autrice nella Lista d’Onore del Romance Writer of America (RWA)

Kasey è apparsa sullo show Today, ed è il soggetto dello show Lifetime Cable TV “In modo Migliore”, in congiunzione con il magazine Good housekeeping, un programma dedicato alle donne e come hanno ottenuto una carriera di successo insieme alla maternità (in breve: “con gran difficoltà”). Un libro non di narrativa molto lodato, scritto con il nome di Kathryn Seidick …Or You Can Let Him Go, spiega nel dettaglio la storia di Kasey e della sua famiglia durante il periodo in cui il figlio maggiore ha subito un trapianto di rene.

Kasey ha scritto romance Regency, storici Regency, categorie di libri inclusi racconti e sceneggiature e poche serie di libri “lancio” e un solo contemporaneo. Si è cimentata con time travel, fantasmi, trilogie, lato oscuro e lato chiaro e ogni cosa in mezzo. Lei è anche la mente contorta dietro la serie mystery in corso di Maggie Kelley che ha come protagonisti un’ex scrittrice di romance diventata scrittrice di mystery storici il cui meraviglioso eroe immaginario prende vita nel suo salotto di Manhattan – per farle sciogliere le ginocchia, per aiutarla a risolvere i casi e per lasciare il dentifricio aperto. E, dice Kasey, è solo l’inizio.

Perché Kasey scrive? Ecco la sua risposta:

Quando mio figlio più grande aveva 8 anni il suo rene smise di funzionare. Io avevo altri due figli piccoli a casa ed ero incinta. Ed ero qui, sul pavimento della Terapia Intensiva di un ospedale pediatrico a 70 miglia da mio marito, gli altri miei figli, circondata da bambini malati, feriti, morenti… e dormivo in un lettino accanto a mio figlio molto ammalato. Per settimane in fin di vita. Per nove lunghi mesi, finché il suo primo trapianto (e tre settimane dopo la nascita di mia figlia), facevo fare la dialisi a mio figlio a casa e in ospedale. Avevo preso troppe ambulanze, avevo visto troppi bambini morire, mi sono seduta, incapace di dormire, nella Sala Parenti con altre madri che attraversavano il loro inferno – e ho notato qualcosa.

Le infermiere che vivevano  tra tutto quel delirio e sofferenza ogni giorno di lavoro, sembravano avere tutti racconti romance nelle loro tasche e prendevano l’ascensore per la sala da pranzo nel seminterrato. Le madri si nascondevano dietro le pagine di un racconto romance quando non riuscivano a dormire, sapendo che sarebbero state interrotte quando la parola “Codice Blu” fossero suonate sullo schermo, sapendo che una di quelle chiamate poteva essere per il loro figlio. Un’amica bibliotecaria mi ha aiutata con i racconti romance – aveva una valigetta speciale per loro e li trascinavo in ospedale con me insieme ai miei pigiami, vestiti premaman e dolcetti nascosti.

Noi madri avremmo letto, condiviso, scambiato i libri che ci mantenevano sani di mente. Tutte vivevamo in un mondo reale in quell’ospedale, un mondo troppo reale; noi tutte funzionavamo ai più alti livelli, poiché non c’era altra scelta che funzionare, perseverare – e noi tutte occasionalmente scappavamo da quel mondo nella speranza e lieto fine dei racconti romance. Quei momenti di “fuga” rendevano più semplice, mai semplice ma più semplice, trattare col mondo reale.

Ho scritto il mio primo libro The Belligerent Miss Boynton poco prima del blocco renale di mio figlio. Non era una mossa di carriera, era solo un’idea che avevo avuto e scritto senza pensare a una carriera. Ho scritto il mio secondo libro durante quei lunghi nove mesi, restando sveglia tutta la notte due volte a settimana, scritto a mano sul tavolo della stanza da pranzo un romance Regency, un romance molto divertente, questo libro, The Tenacious Miss Tamerlane – e ritornando indietro ora, quando l’ho scritto, penso che la parola “tenace” era, inconsciamente – una scelta  molto giusta.

Anni dopo una giornalista mi ha detto che ha definito questo libro il suo libro dei “giorni di pioggia”, perché se si sente giù, sa che leggendo questo libro si farà delle risate. Ho scritto questo libro per me, e per quelle infermiere, per quelle madri che cercavano di passare una notte in più. Così è come è iniziato, con questo secondo libro, prima che il primo fosse venduto. È stato questo secondo libro che mi è stato detto, sì, hai una chance per una carriera. Puoi fare qualcosa per te stessa che potrebbe rendere il giorno un po’ più luminoso anche per qualcun altro. Sembrava giusto ma è come è successo…

Un quarto di secolo dopo, sto scrivendo il mio 100esimo e qualcosa racconto per quelle stesse persone. Voglio credere, devo credere, di portare il sorriso,speranza, una possibilità di felicità. Lo so, ho imparato che uno dei modi migliori per conservare la propria sanità mentale è fuggire la realtà non appena è possibile.

Che cosa spera che traggano le sue lettrici dai suoi libri?

Speranza. Un sorriso. Qualche risata. Uno sghignazzo o due sarebbe bello. Questo non vuol dire che, dopo più di 100 libri, non ne ho scritto qualcuno un po’ più drammatico. L’ho fatto, quando un’idea mi nasce non posso abbandonarla finché non l’ho messa giù su carta. Ma anche le mie storie più drammatiche finiscono con l speranza – non vado d’accordo con il finale senza lieto fine nei miei libri; ce n’è abbastanza nella vita vera.

Seriamente… non scrivo per cambiare il mondo. Scrivo per divertire e voglio che i miei libri portino un sorriso, forse una lacrima o due, ma più sorrisi – e questo è il tipo di storia per cui, quando la lettrice alla fine chiude il libro sull’ultima pagina, si siede lì e accarezza per un momento il retro della copertina, vorrebbe che non fosse ancora finito. Questo è il mio sogno…

Chi ha avuto maggiore influenza sul suo stile? A chi si ispira?

Il mondo ha le sue grandi influenze e molte ispirano il mio stile. Di tutte, dall’inizio a ora, ogni sfaccettatura della vita, di semplice vita, influenza il mio stile. La bellezza di scrivere racconti è che nessuno ti dice che non puoi, che non hai la formazione, l’educazione, le credenziali di alcun tipo. Non devi passare un test per scrivere un libro. Non devi provare nulla a nessuno tranne a te stessa, devi far piacere a te stessa, e quando piace a te, piacerai agli altri. Sei tu e la pagina bianca e i sogni che vivono nella tua testa. Così tutto mi influenza e ogni cosa mi ispira… da una grande opera d’arte alla pubblicità di un hamburger del fast food. Mi guardo intorno… e c’è tutto…

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mercoledì, 01 luglio 2009

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JULIA STUART: Monsieur Ladoucette e il club dei cuori solitari

Un vento ostinato soffia su Amour-sur-Belle, un paesino incastonato nella splendida campagna del Périgord, un paesino così scialbo che persino gli inglesi rifiutano di andarci a vivere. Qui, il barbiere del villaggio, Guillaume Ladoucette, è costretto a chiudere bottega perché una significativa percentuale dei suoi clienti con l’avanzare dell’età è diventata calva, mentre il resto cerca disperatamente di mantenersi giovane sperimentando nuovi tagli dalla concorrenza. Così Guillaume decide di avviare una nuova attività: un’agenzia per cuori solitari. Eh sì, perché ad Amour-sur-Belle, nonostante il nome (di cui i trentatré abitanti residui ignorano l’origine) l’amore latita, mentre il tasso di litigiosità è pericolosamente alto: alcuni ostentatamente ignorano Denise Vergier perché sua nonna era stata collaborazionista; il proprietario del caffè si rifiuta di servire Madame Fournier, sospettata di aver avvelenato qualcuno con i funghi. E Madame Ladoucette e Madame Moreau si scambiano insulti da così tanto tempo che ormai sono diventati un’originale forma di saluto… In fondo quasi nessuno si innamora a prima vista, sostiene Guillaume Ladoucette, l’amore è come un buon cassoulet, ha bisogno di tempo e determinazione. Peccato che lo stesso Guillaume non è ancora riuscito a dichiarare il suo amore a quella che – lui lo sa – è la sua anima gemella…

 

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lunedì, 29 giugno 2009

Myriam Hatley:Un’adorabile ragazza inglese

Stephanie Willer, un’adorabile ragazza inglese di ventidue anni cresciuta in orfanotrofio, è sempre senza una lira e per vivere fa un po’ di tutto: dall’insegnante… all’accompagnatrice a ore di uomini ricchi e annoiati che vogliono trascorrere qualche ora in compagnia di una bella ragazza. Ma all’improvviso scopre di aver ereditato dal padre che non ha mai conosciuto una cifra esorbitante e di avere una famiglia a New York. I suoi parenti, però, non l’accolgono certo a braccia aperte. Solo Sean Brandt sembra trovare interessante la cuginetta inglese dall’aria timida e provocante allo stesso tempo…

una tipica storia da Cenerentola: una ragazza povera, provata dalla vita che le ha riservato fino a quel momento, solo dolori e difficoltà, si riscatta grazie a un’ingente eredità e l’ingresso in una facoltosa famiglia.

Stephanie Willer è stata abbandonata in un orfanotrofio dalla madre, cresciuta e uscitane affronta con enormi difficoltà economiche la sua vita, i suoi studi. Per sbarcare il lunario ha provato a fare di tutto: la modella, l’accompagnatrice ma il suo carattere impulsivo e orgoglioso l’ha messa spesso in difficoltà. Proprio durante un appuntamento organizzato dall’agenzia di accompagnatrici per cui lavora, conosce Sean Brandt, un uomo dal fascino devastante che, in teoria, non avrebbe bisogno di pagare per uscire con una donna. Con lui Stephanie abbandona tutte le sue irreprensibili regole e passa con lui una notte di passione.

Il giorno dopo, però, scopre di essere figlia di un certo Stephan Benson, esponente di una ricchissima famiglia americana, che alla sua morte le ha lasciato un ingente patrimonio. Scopre, altresì, che Sean era venuto a cercarla per conto della nonna: a questo punto, lei si sente spiata e usata dall’uomo di cui si è innamorata.

Stephanie va in America per conoscere la propria famiglia che, in generale, non la accoglie in maniera calorosa, troppi sono gli interessi economici in ballo. L’ingenua ragazza inglese non sa di chi fidarsi e a chi affidarsi, lo stesso Sean non sembra essere immune dalla volontà di gestirla a suo piacimento.

Il rapporto tra i due è estremamente tormentato perché entrambi sono orgogliosi, testardi e non fanno che tormentarsi e ingelosirsi a vicenda. Stephanie si sente sperduta in una realtà per lei del tutto sconosciuta e arriva quasi a pensare di essere stata più felice quando era povera, almeno non doveva nutrire continui sospetti su chi le sta attorno, sulle motivazioni reali del loro interesse.

È una storia, di certo poco originale, tra Cenerentola, l’eterna storia della sfigata salvata dal Principe Azzurra, e Pretty Woman, la ragazza appariscente e poco upper class, che conquista e fa sciogliere il suo freddo e cinico uomo d’affari. Piacevole e spensierato.

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categoria:bluemoon, myriam hatley
domenica, 28 giugno 2009
libro_news

Questa settimana novità importanti da parte di

 

Mary Jo Putney!

 

Finalmente un nuovo libro!

Nel 2008 sono stati ripubblicati vecchi libri, sono passati due lunghi anni da quando ho avuto una nuova pubblicazione. Cambiare spesso editore comporta questo genere di ritardo perché molte case hanno già programmato almeno un anno prima, e il mio meraviglioso editor voleva pubblicare il primo libro nel momento esattamente giusto.

Così finalmente, siamo qui! Loving a Lost Lord ha come data di pubblicazione ufficiale il 30 giugno, sebbene spesso le copie comincino ad apparire nei negozi alcuni giorni prima. Loving a Lost Lord è il primo della serie Lost Lords, che potrebbe ricordare la mia serie Angeli Caduti: donne forti, uomini tormentati.

Il secondo libro della serie è finito ed è pronto per maggio 2010 (ancora senza titolo). Ho vari altri tipi che potrebbero essere degli eroi così mi piacerebbe una serie dal finale aperto. Le trilogie sono troppo striminzite.

Questo è il retrocopertina di Loving a Lost Lord:

Sbattuto dal mare, Adam non ricorda nulla del suo passato, del suo rango ducale, né del naufragio che l’ha quasi privato della vita. Comunque, è felice di sentire che la visione dai capelli dorati che cura le sue ferite è sua moglie. Il nome Mariah e il volto possa non essergli familiare, ma il suo tocco, il suo calore, sono deliziosamente giusti…

Quando Mariah Clarke pregava per trovare un modo per scoraggiare un corteggiatore prepotente, non immaginava di trovare la risposta trascinata a riva in una spiaggia desolata. Convincere Adam che sia suo marito è sorprendentemente semplice. Resistere alla tentazione di comportarsi come una moglie, in tutti i sensi, è tutt’altro. E ora una passione iniziata nella fantasia è diventata pericolosamente reale – e del tutto irresistibile.

Se leggi il libro, dai un’occhiata all’eccentrico amico di Adam, Randall – è l’eroe del prossimo libro.

Questo è il mio primo romance storico lungo da The Bartered Bride e sono molto contenta delle recensioni che sono state fatte. Questa è la prima volta che un mio libro ha ricevuto stelle dalle recensioni di Publisheers Weekly e Library Journal, entrambi riviste di libri importanti. Alcune citazioni di recensioni:

L’affascinante primo racconto dei Lost Lords conferma la Putney come forza maggiore nel romance storico… Un romance sensuale si scalda all’interno della coppia finché Mariah rivela la verità. Quando lei apprende la vera storia di Adam, Mariah deve fare una scelta terribile

Publisheers Weekly

Prosa avvincente, impeccabile, umorismo gentile, elementi esotici (grazie alla mezza eredità Hindi di Adam) e personaggi irresistibile catturano in un dolce, sensuale dilemma che lascerà le lettrici sorridenti, senza fiato, e ansiosamente in attesa della prossima avventura della nuova serie Lost Lords della Putney. Le lettrici che hanno amato la serie Angeli Caduti della Putney vorranno un raro divertimento; fortunatamente, ci sono altre ghiottonerie in arrivo. La Putney (A Distant Magic) ha scritto gli storici più sensibili e squisiti in campo

Bette-Lee Fox, Library Journal

Anche i siti di recensioni delle lettrici sono stati grandi. Romantic Times Bookclub:

Se hai amato gli Angeli Caduti, adorerai i Lost Lords: uomini che hanno creato legami inscindibili in una scuola per ragazzi ‘di buona nascita e modi cattivi’. Solo l’incomparabile Putney li avrebbe potuti creare e far desiderare alle lettrici di essere vicine ad eroi così dinamici e alle donne che li desiderano

Kathe Robin, Romantic Times, 4 stelle e mezzo:

La Putney ritorna all’Inghilterra Regency con una nuova grande serie Lost Lords. Le sue storie sono ricche di ricostruzione storica con personaggi affascinanti e svolte nella trama. Presentando i suoi Lords solitari con un accenno alle loro vite complicate, attira l’interesse delle lettrici per racconti ancora più eccezionali in arrivo in questa serie!

Sua Wilson, FreshFiction.com

Allora cos’altro devo aggiungere? Aprile ha visto l’uscita del Mammoth Book of Paranomal Romance. Il mio contemporaneo breve della storia Guardian, The Tuesday Enchantress si trova in esso. Ho scritto anche un racconto Guardian con ambientazione scozzese per Chalice of Roses, un’antologia romance ispirata dal Grail della nostra Banda delle Quattro: Jo Beverley, Barbara Samuel, Karen Harbaugh e io. È previsto per gennaio 2010.

All’inizio del 2010 (non sono sicura del mese), Kensington ripubblicherà One Perfect Rose, uno dei miei romance storici preferiti di sempre. Quindi la prima metà del 2010 sarà impegnativa per i miei libri.

E in altre notizie – se vi piacciono i miei fantasy romance, ho trovato un’altra sede. Ho appena venduto una trilogia fantasy storica young adult a St Martin’s Press, e ne sono molto contenta. Ha un’ambientazione Regency e qualche somiglianza con The Marriage Spell, solo questo è un racconto young adult, così i personaggi sono più giovani e la storia è più corta.

Potrebbe sembrare una nuova direzione sorprendente, ma in realtà non lo è. Ho letto racconti young adult, soprattutto fantasy per anni perché una storia buona è una storia buona, e ci sono molte storie young adult grandi. Il mio primo libro non uscirà prima del 2011, ma ne sono contenta.

Così – oltre a prepararmi a passare agosto in Australia e Nuova Zelanda sia per lavoro (parlerò alla loro conferenza nazionale) che per piacere (perché andare così lontano e non vedere il mare?), per la maggior parte del tempo mi metterò seriamente al lavoro.

Buone letture per l’estate,

Mary Jo

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