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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.




13:08 del mercoledì, 30 maggio 2007


il gladiatoreAntica Roma, 65 a.C.

Sopravvissuto a parecchi feroci combattimenti nell'arena, Gaio Gracco Valente accende le fantasie erotiche di moltissime donne. Ma, essendo un gladiatore, è escluso a priori dai circoli più raffinati della società romana, e Giulia Antonia, nobile patrizia, sa bene che una fanciulla di buona famiglia non dovrebbe avere alcun contatto con un uomo che è poco più di unos chiavo. Eppure il fascino pericoloso che Valente esercita su di lei l'attrae come una calamita.

Figlio di un nobile patrizio, Valente è stato catturato dai pirati e ridotto in schiavitù, e l'incontro con la dolce Giulia non fa che risvegliare in lui i ricordi di un passato ormai lontano e acuire il suo desiderio di riscatto. Ma l'unico modo per coronare quel tenero sognmo d'amore e riconquistare l'onore e la libertà è combattere fino all'ultimo sangue nell'arena... E vincere!

Non posso dire che sia stata una fatica leggere questo libro, visto che non era molto lungo e troppo impegnativo. Per la prima volta affrontavo un romance ambientato nel mondo antico, e più precisamente, nella Roma del I secolo d.C. Per me questo è un periodo abbastanza noto e, devo dire, che la Styles lo ha ricostruito anche con una notevole precisione ed ha anche sottolineato la fama e l’attrattiva esercitata dai gladiatori, come il protagonista Valente il Trace. Quello che mi ha lasciato perplessa è che se avessi voluto un romanzo solo con una buona ricostruzione storica, avrei letto qualcuna delle pubblicazioni di Valerio Massimo Manfredi. Quello che realmente volevo, cioè una bella storia d’amore, manca del tutto. Ci sono i due protagonisti, immediatamente attratti l’uno dall’altra, con alle spalle esperienze infelici. Valente è un patrizio caduto nell’imboscata di pirati che lo hanno venduto come schiavo. Per anni ha esercitato il mestiere di gladiatore ed ora è arrivato a Roma, dove spero di riacquistare la libertà e presentarsi al padre, che lui ritiene si sia disinteressato della sua sorte. A prescindere dal rapporto conflittuale con il padre, perché non si presenta immediatamente da lui per riacquistare la sua libertà piuttosto che affidare la sua sorte a un combattimento? E come mai lui, ex tribuno, non viene riconosciuto da nessuno a Roma? In fondo sono passati solo cinque anni dalla sua scomparsa. Ma soprattutto è il suo rapporto con Giulia Atonia che non è per niente esaltante né appassionante. Non c’è chimica, passione. È tutto molto formale, si baciano pochissimo… Questa autrice è poco esperta e questo è uno dei suoi primi libri, magari sconta l’handicap di non avere molta esperienza nel costruire la storia. O forse è anche l’ambientazione che l’ha penalizzata: ha curato troppo l’accuratezza a discapito dei sentimenti in certi punti risulta fin troppo didascalica, quasi come se si proponesse di fare un saggio sulla vita quotidiana della Roma antica.


Autore: millecuori
Categoria: grs
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13:01 del mercoledì, 30 maggio 2007


Molti di voi mi hanno chiesto del mio prossimo libro e sono felice che sto lavorando sodo proprio ora. Probabilmente sarà pubblicato in Primavera 2008 ma non dovete rimproverare i miei editori perchè non è un loro errore. Dopo aver finito THE VAMPIRE WHO LOVED ME, ho avuto bisogno di un paio di mesi liberi per scacciare Julian dal mio sistema (sapete quale pensiero questi vampiri possono superare!) ho sempre detto che devo prendermi il tempo di cui ho bisogno per "recuperare le mie capacità creative" e darvi un libro migliore piuttosto che qualcosa solo affascinante così da essere pubblicati il più velocemente possibile. Non riesco a iniziare a dire quanto ho apprezzato la vostra pazienza e proverò a rendere l'attesa degna del  loro tempo! (penso che amerete il mio nuovo eroe Simon Wescott. E' una specie di incrocio tra Don Juan, Casanova e Sawyer di LOST).

Al momento sto leggendo e amando il nuovo thriller romantico di Anne Stuart ICE BLUE e ho l'ultimo di Tami Hoag THE ALIBI MAN in cima alla mia pila di libri da leggere

the vampire who loved meIl sequel da lungo atteso di AFTER MIDNIGHT

Julian è tornato in citta.

Un tempo, una ragazza di 17 anni, bella, forte Portia Cabot ha salvato la vita dell'affascinante vampiro Julian Kane - che l'ha segnata per sempre, poi l'ha abbandonata per andare in cerca della sua anima. Torna cinque anni dopo per trovare l'incantevole ragazza che aveva lasciato, cresciuta in una conturbante donna con un cuore di donna ... e desideri di donna.

Portia scopre velocemente che il bacio seducente e proibito di Julian può ancora farle desiderare la notte... e il suo tocco. Ma la recente piena di morti rendono Portia timorosa che l'uomo che ha sempre adorato possa essere veramente un mostro.

Per anni Julian ha lottato la tentazione di abbracciare il suo dono nero, non capendo che l'amore di Portia potrebbe dargli il dono più pericoloso di tutti... una ragione per vivere... 


Autore: millecuori
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12:50 del mercoledì, 30 maggio 2007


TERESAMEDEIROSCare amiche,

da bambina quando qualcuno mi chiedeva cosa volevo fare da grande dicevo sempre "Una principessa". O una stella del cinema. O un agente segreto. In quanto figlia unica di un soldato dell'Esercito, ero spesso sola, ma ero raramente sola. Avevo sempre i miei amici immaginari che mi intrattenevano. Grazie al cielo ho trovato una professione dove posso intrattenere anche voi! Diventare la scrittrice di romance è stato per me un'evoluzione naturale. L'unica cosa che mi piace di più del mestiere di scrivere è innamorarmi. Avevo 13 anni quando ho trovato John - Boy Walton irrimediabilmente sexy e il mio tentativo con un pirata storico arrivato quando avevo 12 anni. Arrossisco nel ricordare il nome dell'affascinante pirata che rapì la mia intrepida eroina era nient'altro che Sir Donald Osmond. Quando avevo 7 anni ho abbandonato Bugs Bunny per Victoria Holt e non mi sono più guardata indietro. Il mio destino era deciso quando un prof d'inglese della scuola superiore mi strappò via un romanzo da sotto il libro di letteratura e disse "spazzatura", facendomi piangere davanti all'intera classe. Quello stesso insegnante ora mi invita di frequente a parlare al locale gruppo di scrittori! Ho graziosamente accettato.

Qualcuno di voi potrebbe chiedersi a cosa assomiglia la vita di uno scrittore di successo. Spero di non deludervi nello scoprire che è molto più probabile esere trovata a svuotare la buca delle lettere piuttosto che vagare intorno alla casa in boa di piume di struzzo, meditando sulle prossime trame. Mio marito e io amiamo andare in bicicletta, le attività della parrocchia, e questo divertimento principale di una coppia senza figli - mangiare fuori. Sono sempre stata attratta dalle cose strane. Amo cose quali Star Trek, Buffy l'ammazzavampiri, X-Files, il Rocky Horror Pictures Show. Non sono mai felice quanto quando ho un gatto (o il mio amato marito) tra le braccia. Mi piace scrivere romance perchè mi dà la possibilità di dare voce alla mia fede nel potere dell'amore che porta al lieto fine. Grazie di condividere il mio sogno9 e di darmi la possibilità di farlo diventare realtà!


Autore: millecuori
Categoria: autrici
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11:55 del mercoledì, 30 maggio 2007


"Questa sì che è la mia ragazza!", aveva bisbigliato, rendendosi conto che era vero. E questa improvvisa consapevolezza aveva accelerato i battiti del suo cuore e lo aveva indotto ad allontanarsi per cercare rifugio nella torretta diroccata. Sollevò il volto verso il cielo che non poteva vedere e l'allegro scrosciare delle acque del ruscello parve sbeffeggiarlo. Sembrava quasi che avesse sprecato la maggior parte della gioventù ad adorare l'altare della bellezza, solo per innamorarsi di una donna che non aveva mai visto.

Si rese conto che non gli importava che aspetto avesse Samantha: la sua bellezza non aveva niente a che vedere con la pelle vellutata, le fossette nelle guance, o i lunghi capelli color miele. Anche se fosse stata brutta, per lui sarebbe stata irresistibile. La sua bellezza veniva da dentro: era la sua intelligenza, la sua passionalità, la sua caparbia insistenza nel voler fare di lui un uomo migliore di quanto egli stesso ritenesse di poter essere.

Ormai non si sarebbe più accontentato. Persino la sua adorata Cecily si era rivelata solo un bel sogno svanito alla luce cruda dell'alba. Sapeva nel profondo del cuore che, pur non potendola vedere, Samantha sarebbe stata lì ogni volta che avesse teso la mano a cercarla...

L'ombra di Gabriel le era vicinissima eSamantha continuò ad indietreggiare, sbattendo le gambe contro il letto. Lui le diede una spinta che la fece cadere sulle coperte e prima che riuscisse a protestare, le si abbattè addosso, prendendole il volto tra le mani vigorose. - Al momento non ho gioielli con me, ma se ti promettessi di sposarti e di amarti per il resto della vita?

- Sei impazzito? - Samantha lo respinse con tale forza da farlo cadere a terra.

Lui si rialzò, attonito - Non ho pensato che sarebbe stato molto meno pericoloso farti la mia proposta per lettera.

Samantha iniziò a camminare su e giù per la stanzetta, con il cuore in subbuglio - Forse il colpo alla etesta non ha influenzato solo la vostra vista, milord - ribattè passando a dargli del voi - Ma anche la vostra memoria. Perchè sembra abbiate dimenticato di essere un conte ... un pari del regno, mentre io sono soltanto una serva.

- Quello che sei tu, Samantha...

Si girò di scatto a guardarlo - Signorina Wickersham! Sulla bocca di lui aleggiò un sorrisetto che la mandò ancora di più su tutte le furie - Signorina Wickersham, tu sei la donna che amo e che intendo sposare. Lei alzò le mani al cielo - Allora non c'è proprio nulla da fare, vero? Stai riacquistando la vistra, ma solo per perdere il senno.

- Hai pensato che non hai altra scelta che sposarmi?

- Perchè dici questo?

- Perchè ti ho già compromessa. O te ne sei scordata?

Dall'espressione di sfida che gli lesse in viso, Samantha si rese conto che Gabriel non avrebbe dimenticato il modo vergognoso in cui si era arresa anima e corpo alle sue carezze, i fremiti di piacere che l'avevano scossa sin nel profondo, un ricordo che nemmeno lei sarebbe mai riuscita a cancellare e che si sarebebe portata dentro per tutta la vita, sino alla tomba.

- Ti libero da ogni obbligo nei miei confronti. Non c'è ragione per cui tu debba passare il resto della vita pagando per una assurda... umprudenza?

Lui inarcò un sopracciglio -E' stato solo questo per te stanotte? Un'imprudenza?

Incapace di negare con convinzione, lei riprese a camminare avanti e indietro per la stanza.

- Che cosa farebbe tua madre se sapesse che intendi sposare la tua infermiera?

Gabriel l'afferrò per la camicia da notte e se la mise sulle ginocchia. Poi la strinse con forza a sè, per non farla scappare - Perchè non vieni con me subito così lo scopriamo?

- Faresti venire a quella povera donna un attacco apoplettico! Una notizia simile probabilmente la ucciderebbe. O forse sarebbe lei a uccidere me.

Lui rise - Non è il drago che finge di essere.In effetti, quando noi due ci siamo conosciuti, ho notato una forte somiglianza nel tuo...

Samantha gli mise una mano sulla bocca. - Non dirlo! Non azzardarti a dirlo! Continuando a ridere Gabriel le spostò la mano dalla bocca. - Sono certo che un giorno finirai per volerle bene. In fin dei conti, sarà la nonna dei tuoi figli.

Quelle parole per lei furono come una coltellata al cuore, le fecero intravedere un futuro che non avrebbe mai potuto dividere con lui. Ricacciò indietro le lacrime. Forse lei non aveva un domani, ma poteva avere quella notte (...)

Gabriel era disteso sul ventre nella luce perlata dell'alba, il suo corpo imponente occupava quasi tutto il letto. Poggiava la testa sulle braccia, il ginocchio destro era piegato e una ciocca di capelli fulvi gli nascondeva il volto.

"Il suo gigante dorato!"

Diede un'ultima occhiata a Gabriel. Aveva creduto di espiare i peccati commessi andando in quella casa ma, evidentemente, non aveva fatto altro che aggiungere peccato a peccato, uno dopo l'altro, ancora più imperdonabili del primo. Ma forse il peccato più grande che aveva commesso era stato innmorarsi di lui. Distogliendo a fatica lo sguardo dal letto, uscì in silenzio dalla stanza e si chiuse la porta alle spalle(...)

- Avetre ragione - disse. - Non vi amavo. L'avete detto voi stessa. Non vi conoscevo davvero. Eravate solo un sogno.

A quelle parole Cecily si sentì spaccare in due il cuore, come fosse un blocco di ghiaccio. Girò di lato la faccia, per non fargli vedere le lacrime. Ma Gabriel le sollevò il mento, costringendola a incontrare il suo sguardo. - Ma adesso ti conosco. So quanto sei coraggiosa, sciocca e testarda. So che sei più intelligente di me. So che russi come un piccolo orso. So che hai un brutto carattere e una lingua tagliente. So che fai l'amore come un angelo e che senza di te la mia vita è un inferno. - Le prese il volto fra le mani, gli occhi scintillanti di tenero desiderio. - Prima eri solo un sogno. Ora sei un sogno divenuto realtà.

Quando le toccò le labbra con le proprie, un'ondata di dolcezza le saettò per le vene. Lo abbracciò, ricambiando il bacio con un ardore che li lasciò entrambi tremanti.

Lui si scostò. - Ho solo un'altra domanda da farti.

- Sì?

- Hai davvero visto molti uomini senza la camicia? Cecily rise. - Solo te, milord. Solo te.

- Bene.

Cecily strillò quando la sollevò da terra e la prese fra le braccia come una bambina e quando si diresse svelto verso la strada, gli posò la testa contro la spalla, sentendosi come se finalmente fosse arrivata a casa.

- Prima di procedere, mio signore, insisto perchè tu chiarisca le tue intenzioni. Mi stai offrendo un posto di infermiera o di amante?

Gabriel le baciò teneramente il naso, le guance, le labbra dischiuse. - Ti sto offrendo il posto di moglie, amante, contessa e madre dei miei figli.

Cecily sospirò, rannicchiandosi ancora di più fra le sue braccia. - Allora accetto. Ma mi aspetto che ogni tanto tu mi ricopra di lussuosi gingilli.

- Solo se te li guadagnerai.

All'improvviso Cecily si irrigidì e spalancò gli occhi inorridita. - Oh, no! Mi è venuta in mente una cosa. Cosa dirà tua madre?

Gabriel le sorrise - Perchè non andiamo a scoprirlo? La sua espressione si fece di nuovo seria. - Non è un sogno, vero? Quando mi sveglierò, domattina, ci sarai ancora?

Lei gli passo amorevolmente le dita su una guancia, sorridendo attraverso un velo di lacrime di gioia. - Ogni giorno, amore mio. Per il resto della nostra vita.


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11:46 del mercoledì, 30 maggio 2007


-Beckwith!

Quando quell'urlo familiare tuonò per i corridoi di Fairchild Park, tutta la servitù sobbalzò e parecchi sguardi attoniti si posarono sul soffitto mentre echeggiava uno schianto assordante, seguito da una  sfilza di violente imprecazioni.

Si udirono passi frettolosi per le scale, poi un guaito stridulo seguito da un'altra bestemmia.

-Se tu non mi stessi tra i piedi non ti pesterei quella dannata coda!

Si udì Sam zampettare sul pavimento di marmo mentre eseguiva una saggia ritirata. Beckwith scambiò un'occhiata apprensiva con la signora Philpot prima di rispondere: -Sono in sala da pranzo, milord!

Gabriel irruppe nella stanza. Indossava solo la vestaglia e aveva un'espressione minacciosa. Brandiva il bastone come un'arme -Hai visto Samantha? Quando mi sono svegliato stamattina, se ne era andata.

A qualcuno sfuggì una sorta di sibilo scandalizzato. Gabriel si girò lentamente, rendendosi conto troppo tardi che non erano soli.

Annusò l'aria, allargando le narici  -Riesco solo a sentire odore di pancetta e di caffè appena fatto. Chi altro c'è qui?

-Oh, non tt...anta gente - balbettò il maggiordomo. - Solo la signora Philpot. Elsie. Vostra madre. Vostro padre. E...ehm... - si schiarì la gola - le vostre sorelle.

- Come? E Willie, il guardiacaccia? Che cosa gli è successo? Non ce l'ha fatta ad arrivare in tempo per la colazione? - Gabriel scosse la testa. - Oh, be' non importa. L'unica persona di cui mi importa è Samantha. L'hai vista?

Beckwith fece una smorfia accigliata - Ora che ci penso, non mi pare di averla vista. E mi stupisce perchè sono le dieci passate e di solito la signorina Wickersham è molto attiva. E molto dedita al suo lavoro.

Guardando Gabriel dalla testa scarmigliata ai piedi scalzi, il marchese ridacchiò - Direi proprio che è vero.

Eugenia Honoria e Valerie ridacchiarono.

-Ragazze! - sbottò la madre, lanciando loro un'occhiata furibonda - Alzatevi da tavola e uscite immediatamente.

Mentre le giovani si apprestavano a obbedire con aria avvilita, Gabriel disse: - Lasciatele restare qui. Non sono più bambine. è ora che smettiate di spedirle nella nursery ogni volta che scoppia un qualche dramma familiare. - Sentito? - bisbigliò Honoria, dando una gomitata a Valerie mentre si rimettevano sedute. - Te l'avevo detto che è il fratello migliore del mondo.

- Vado a vedere se riesco a trovare la signorina Wickersham, milord - disse la signora Philpot.

- Forse qualcuno del personale l'ha vista.

- Grazie - rispose Gabriel.

Mentre la governante lasciava la stanza, il marchese si appoggiò allo schienale della poltroncina, intrecciando le dita sul grosso ventre con un sospiro mesto. - Mi ricordo che quando avevo  qualche anno meno di Gabriel c'era una bella camierierina al piano di sopra...

- Theodore! - La moglie lo guardò con espressione torva.

Lui tese il braccio per accarezzarle una mano.

- Questo succedeva quando ancora non ti conoscevo, mia cara! Non appena ti ho vista, non ho più distolto lo sguardo da te. Volevo solo dire che accade agli uomini migliori e di certo non è una vergogna amoreggiare con la servitù.

Gabriel si girò verso il padre - Io non amoreggio con Samantha. Io l'amo e intendo sposarla. Padre e madre sussultarono violentemente.


Autore: millecuori
Categoria: scene divertenti
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11:26 del mercoledì, 30 maggio 2007


Le due ante della porta si spalancarono andando a sbattere contro gli stipiti e comparve non una bestia, ma un uomo, o meglio quello che restava di un uomo una volta privato della maschera di eleganza e buone maniere. I capelli neri, scarmigliati e in disordine gli scendevano sulle spalle, larghe e quasi quanto il vano della porta. Portava calzoni di pelle che gli aderivano ai fianchi stretti e mettevano in risalto i polpacci e le cosce muscolose. La barba lunga e incolta gli nascondeva le guance, conferendo al suo volto un aspetto piratesco. Ai piedi aveva le calze ma non le scarpe. Dal collo, gli pendeva una larga cravatta stropicciata, la camicia non abbottonata lasciava intravedere il torace muscoloso ricoperto da una folta peluria castano chiara (...)

Una cicatrice di fresca data, ancora rossa e gonfia, gli tagliava in due l'angolo dell'occhio sinistro, scendendo a zig zag lungo la guancia e tirandogli la pelle tutt'attorno. Una volta quel volto doveva esser stato bellissimo, di una bellezza riservata solo ai principi e ai serafini. Ma adesso era segnato per sempre con il marchio del diavolo. Però forse non si trattava del diavolo, ma di Dio stesso, geloso del fatto che un semplice essere umano potesse aspirare a una perfezione simile. Sapeva che avrebbe dovuto provare ripugnanza, ma non riusciva a distogliere lo sguardo. Quella bellezza distrutta era per un certo verso più attraente della perfezione. Lui portava quella deturpazione come una maschera, Ma non poteva far nulla per nascondere lo stupore che apparve nei suoi occhi verdi. Occhi che non fissavano Samantha, ma la attraversavano.


Autore: millecuori
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10:45 del martedì, 29 maggio 2007


medeiros-tuafinoallL'AMORE CHE GUARISCE

Gabriel, ufficiale di marina, è tornato cieco dalla guerra. Le avversità lo hanno reso anche irascibile e misantropo: come trovare un'infermiera che lo sopporti? Impossibile, almeno finchè non arriva la dolce Samantha, che sembra conoscerlo da sempre... a poco a poco Gabriel le si avvicina, rivelandole infine il segreto che lo tortura più della cecità: l'antico e sempre vivo amore per una donna, Cecily. E Samantha saprà curare anche quella ferita, perchè a sua volta nasconde un segreto...

Be' di Teresa Medeiros avevo già letto dei romanzi molto belli. Devo dire che questa autrice riesce a costruiree delle interazioni tra i protagonisti particolarmente vive e stuzzicanti. A questo si aggiunge che in questo caso ho trovato una trama molto particolare, abbastanza lontana dai soliti clichè e costruita in maniera sorprendente con una parte finale decisamente sorprendente. I due protagonisti sono Gabriel e Samantha/Cecily. Il primo è un nobile che durante la battaglia di Trafalgar è stato ferito, deturpato in volto e accecato; la seconda è la ragazza da lui corteggiata che lo ha spinto ad arruolarsi e che, per i sensi di colpa, si trasforma nella sua infermiera: Il romanzo procede con i due protagonisti che litigano ma che si attraggono in modo struggente. Devo dire che i dialoghi tra i due sono veramente esilaranti e, quando Gabriel supera la frustrazione per  la sua menomazione, riesce ad essere straordinariamente ironico su se stesso. La crescente tensione sessuale tra i due è mozzafiato, e viene sottolineata maggiormente dal fatto che la cecità di Gabriel finisce per acuire tutti gli altri organi sensoariali: infatti una delle scene più sensuali in assoluto è quando si incontrano a pranzo, il protagonista si spazientisce perchè non riesce a usare adeguatamente le posate e finiscono per imboccarsi con le mani... ah sì, che scena! Un grande plauso alla Medeiros per questa sua ulteriore bella prova


Autore: millecuori
Categoria: rm mondadori
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10:37 del martedì, 29 maggio 2007


A mia difesa posso dire soltanto di non essere mai stata una di quelle persone che davanti a una tela sostanzialmente bianca dicono: "Be', questo potevo farlo anch'io". Se non altro perchè non mi verrebbe mai in mente di lasciare tanto spazio vuoto. Sono sempre stata di quelle che riempiono tutto.

"Dai una chance anche a qualcun'altro" continuò lui. "Non puoi avere occhi soltanto per Bucky. Lui è troppo, troppo incasinato. Non è necessario che cerchi l'uomo perfetto: a volte la gente fa delle cose stupide di cui poi si pente" mi sorresse "Ma non vuol dire che siano cattive persone. Devoi essere più tollerante, capisci?"


Autore: millecuori
Categoria: citazioni
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11:45 del mercoledì, 23 maggio 2007


WHITCHEL-IO PER TRE"Quella mattina dell'Aprile 1988, il mio orizzonte era ancora limpido. Avevo ventisei anni e il mio futuro era scritto a caratteri d'oro. Avrei sposato Bucky Ross, il ragazzo con cui ero andata al ballo della scuola, l'amore della mia vita... Ecco invece come andò..." Tutto va alla grande per Sandra Berlin: vive nella rutilante Manhattan di fine anni Ottanta, lavora per l'ultrachic rivista di moda "Jolie!" e sta per sposare Buck, il fidanzato storico, un giovane yuppie in carriera, erede di una facoltosa famiglia della New York bene. Ed è grazie a lui che Sandra è sicura di coronare il sogno della sua vita: scrivere favole per bambini in un'elegante villa di campagna, attorniata da uno stuolo di figli biondi e ben educati e da tante amiche con cui prendere il tè al Country Club, mentre il suo principe azzurro farà fruttare titoli e azioni a Wall Street. La data delle nozze è fissata, Sandra sfoggia al dito un magnifico solitario. Ma, durante un party al Metropolitan Museum, si "scontra" con una bionda mozzafiato dalle gambe chilometriche che si presenta come la seconda fidanzata di Buck. Annientata, Sandra è costretta a guardare in faccia la realtà: non potrà mai scrivere la fatidica frase "e vissero felici e contenti" al termine della fiaba che la vedeva protagonista. Con il cuore spezzato - cui si aggiunge un'incontenibile rabbia per il tradimento di colui che aveva sempre creduto essere l'uomo perfetto - ora deve pensare a rimettere insieme i cocci. Grazie al cielo c'è Paul, giovane, bello, ricco e...gay: l'unico uomo di cui Sandra riesca a fidarsi. è Paul che la sprona ad aprirsi a nuovi orizzonti, a non fossilizzarsi nel dolore, a gioire delle piccole cose che danno sapore a una giornata uggiosa, e a non vedere nemici in tutti gli esseri di sesso maschile. Ma anche Paul ha i suoi scheletri nell'armadio, e ben presto Sandra è costretta a camminare senza "stampelle", cercando di capire che cosa non ha funzionato nella propria vita ma soprattutto che cosa vuole per il proprio futuro. Sullo sfondo di una New York psichedelica e ruggente, Alex Witchel dipinge il ritratto di una donna tanto simpatica quanto scombinata, che con ironia e intelligenza indaga sul divario che esiste tra l'ideale del sogno e la realtà della vita, tra chi si è veramente rispetto a chi si vorrebbe essere, arrivando, alla fine, a scoprire che l'amore riserva sempre e comunque sorprese inaspettate. IO PER TRE è un romanzo comico e tenero, intenso e pungente, di cui Gwyneth Paltrow si è affrettata ad acquistare i diritti cinematografici, con l'intenzione di farne la versione anni Ottanta e Made in USA de IL DIARIO DI BRIDGET JONES

La quarta di copertina parlava di una Bridget Jones americana degli anni Ottanta, ma nulla di questa storia possiede minimamente la verve e l'incisività delle avventure della più pazza giornalista inglese. Lo spunto, forse, può sembrare simile: le considerazioni di una single, suo malgrado, costretta dagli eventi a rinunciare al sogno del Principe Azzurro per poi ritrovare il suo lieto fine accanto a una figura meno magnetica ma più rassicurante. Credo che la morale della storia sia quella di non cercare e aspettarsi sempre il "e vissero felici e contenti" ma accettare gli strani percorsi della vita e sapersi anche costruire da soli la propria direzione.

Visto così potrebbe sembrare anche un libro interessante da leggere, in realtà a me è sembrato un libro uguale a tanti altri: ancora una volta una giovane donna in carriera, ancora una volta un lavoro per un giornale femminile, ancora una volta perde il fidanzato bello, ricco e brillante ma riacquista la felicità accanto all'intellettuale di turno meno bello ma più solido. Ma quanti ne abbiamo già letti con questa stessa trama?

Forse l'unico tocco degno di considerazione è la storia di Paul Romano, giovane amico gay della protagonista, malato di AIDS. Ben inserito in una storia ambientata negli anni Ottanta quando questa malattia cominciò a dilagare, ma veniva ancora considerata come la malattia degli omosessuali, cosa che poi si è rivelata inesatta.

Non credo di desiderare leggere altro di questa autrice; non so neanche se abbia scritto altro.


Autore: millecuori
Categoria: letture varie
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11:23 del mercoledì, 23 maggio 2007


romney4

Da HQN Books...

A Most Unsuitable Groom

Un racconto della serie Romney Marsh. Aprile 2007

Continua la saga dei Becket di Romney Marsh.

Attenta allo sposo...

Spencer Becket dal sangue caldo fugge in guerra in America, pieno di passione e di giovani ideali, più saggio e con parte della memoria perduta.

Attenzione alla sposa...

La coraggiosa Mariah Rutledge arriva a Becket Hall una notte di tempesta, forte con un figlio e più che disposta a rinfrescare la memoria perduta di Spencer.

Attenzione alla battaglia...

Costretti all'altare, Spencer e Mariah hanno poco tempo per esplorare la loro attrazione prima di scoprire una trama per riportare al potere Napoleone recentemente sconfitto nel modo più insolito - e mortale. Costretto a segreti che tengono i Becket al sicuro dal male, Spencer e Mariah devono combattere contro il mondo e i loro demoni personali allo scopo di prevenire una tragedia... ma quale sarà il prezzo della loro vittoria?

 


Autore: millecuori
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