Sul comodino
ANNE HERRIES: Intrigo a Venezia
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Venezia, 1569
Da dieci anni Kathryn Rowlands attende il ritorno del suo amato Richard, rapito da un gruppo di pirati avventuratisi fino alle coste della Cornovaglia quando entrambi erano poco più che ragazzini. Dentro di sé non ha mai smesso di credere che fosse vivo, e in quei lunghi anni ha continuato a cercarlo, contro ogni logica. Una speranza arriva improvvisamente dall'Italia, dove un nobile e ardimentoso mercante veneziano, Lorenzo Santorini, si offre di aiutarla nelle ricerche. Sullo sfondo di una Venezia da favola, tra i due nasce un'irresistibile attrazione. Ma su di loro incombe la minaccia del malvagio Rachid, nemico mortale dei Santorini. E quando la giovane viene rapita dal crudele pirata, per salvarla Lorenzo affronta rischiose avventure nel Mediterraneo, scoprendo non solo l'amore, ma anche un'incredibile e insospettabile verità sul proprio conto.
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Quattro chiacchiere
Il mio tempo

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Come un fiore


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Image Hosted by ImageShack.usTi amo. L'ho saputo quando ho creduto che fossi morta nell'incendio e mi sono reso conto che avrei forse trascorso, senza di te, il resto della vita. Ti amo, Iliana. Mi dispiace soltanto di non avertelo detto nel momento in cui mi hai rivelato i tuoi sentimenti. Pensavo di serbarlo per quanto fossi ritornato. Volevo confessartelo in un momento speciale. Non credevo che avrei potuto perderti, prima di dirtelo. Però te lo sto dicendo ora: ti amo, Iliana Dunbar.... e ho bisogno di te. (La chiave, Lynsay Sands)
Image Hosted by ImageShack.usI capelli di Sinda erano sparsi sul cuscino come seta e il suo corpo pallido, sotto quello scuro di lui, sembrava sottile e vulnerabile. - Credo che tu sia un'artista molto dotata, una donna davvero saggia e una fata con la magia nelle dita. Mi fai paura. E mi conforti. Non posso chiederti di aspettarmi, ma non posso lasciarti sola, anche se dovrei farlo. (Patricia Rice, Amore magico)
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giovedì, 31 luglio 2008

1) Sophie Kinsella, La regina della casa

2) Linda Fallon, Luna di miele con fantasmi

3) Johanna Lindsay, Dimmi che mi ami

4) Gayle Wilson, L'uomo dai due volti

5) Geralyn Dawson, Il mistero della collana

6) Sarah Elliott, Il marchese libertino

7) Anne Herries, L'onore del cavaliere

8) Kavita Daswani, Propositi matrimoniali

9) anne Herries, La fanciulla e il cavaliere

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mercoledì, 30 luglio 2008
ilmarcheselibertinocv-elliott

12 maggio 1816

Charles Summerson, IX Marchese di Pelham, non aveva avuto intenzione di spiare. Anzi, si sentiva piuttosto in colpa per non aver richiuso subito la finestra. In fondo si era trattato solo di mettere fuori la testa per controllare la temperatura… Perché allora, una volta accertatosi che non era necessario indossare una giacca pesante per andare a cavallo nel parco, se ne stava ancora lì? A sbirciare da quella che non era neppure una finestra di casa sua, poi.

Nella sua dimora erano in corso dei lavori di restauro, e lui occupava provvisoriamente la camera in cui aveva dormito durante l’infanzia e l’adolescenza in casa della madre, in Park Lane. Benché fosse cresciuto in quella stanza, in tanti anni non si era mai accorto che quella finestra si trovava in una posizione ideale per osservare quanto accadeva nel giardino della vicina. Non che gli fosse mai interessato e, a onor del vero,  non gli interessava neppure in quel momento. Lady Louisa Sinclair abitava nella casa accanto da che lui riusciva a ricordare. Era una di quelle signore mature della  buona società perennemente sulla soglia della sessantina… che probabilmente si conservava così bene grazie all’aceto che le scorreva nelle vene!

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mercoledì, 30 luglio 2008
ilmarcheselibertinocv-elliott

Giunta alla quarta stagione mondana senza aver trovato un marito che risponda alle sue aspettative, Beatrice Sinclair si è rassegnata a non conoscere mai le gioie dell’amore e ha deciso che quella, vada come vada, sarà la sua ultima esperienza in società. Poi però incontra Cherles Summerson, Marchese di Pelham, uomo dalla pessima reputazione ma capace di procurarle il genere di eccitazione a cui lei in cuor suo ha sempre anelato. L’attrazione fra i due si accende all’istante benché, ossessionato dal suo doloroso passato, anche Charles abbia deciso di non sposarsi mai. Quando la fanciulla e l’affascinante marchese vengono sorpresi in atteggiamento compromettente in un momento di incontrollabile passione, si ritrovano dunque costretti a convolare a nozze. La vita coniugale si rivela però molto diversa da ciò che Beatrice sognava. Tanto diversa e deludente, in effetti, da spingerla a fuggire…

Ma quanti libertini abitavano a Londra nel periodo della Reggenza? Avevano formato un club e si davano consigli e regole di comportamento?

Pare proprio che fosse così, stando ai vari Regencies che mi è capitato di leggere, diversi dei quali hanno protagonisti molto simili.

Per dirla in sintesi, questo libro non è particolarmente originale ma contiene alcune caratteristiche interessanti. L’autrice, Sarah Elliott, è molto giovane e questo è il suo primo romanzo, ma ha già dimostrato segni di discrete capacità, con maggiore esperienza potrà, probabilmente, scrivere ancora meglio.

La protagonista è Beatrice Sinclair che, nonostante la sua bellezza e la partecipazione a varie Stagioni londinesi non ha ancora trovato marito, o per lo meno non ha accettato le proposte che le sono state fatte.

Quando inciampa in Charles Sommerson il cuore le salta in gola e capisce che è LUI l’uomo del destino. Ma la pessima reputazione di questo famigerato libertino la frena tantissimo, anche perché Charles manifesta subito la sua intenzione di averla nel suo letto, ma non certamente di sposarla.

A questo punto inizia un gioco di inseguimenti tra Beatrice che cerca di sfuggire alle sue grinfie e lui che la insegue. Ad un certo punto si incontrano “casualmente” in una libreria tra scaffali di libri. Che bello! Sarebbe il mio sogno trovare il mio lui tra i libri (lo prenderei al volo a scatola chiusa)! E non è che lui vi si muova come un elefante tra la cristalleria, ama proprio i libri! E poi, addirittura, ha anche letto “Ragione e sentimento  della Austen e non esita a dirlo apertamente. Da questo punto di vista ha guadagnato per me dieci punti.

Per il resto non è che sia un personaggio particolarmente interessante e originale.

Sa essere malizioso e sexy, da bravo libertino:

<<Come mai non siete ancora sposata?>>

<<Un sacco di persone non sono sposate. Potrei farvi la stessa domanda>>

<<Sì, ma io non voglio sposarmi. Il fatto che vi troviate a Londra per la Stagione indica che non condividete il mio desiderio. Che cosa ve lo impedisce? Siete intelligente e spiritosa, per non parlare del fatto…>> e i suoi occhi si incupirono, <<che siete la donna più bella della città. Siete proprio sicura di volere un marito?>>

Lei avvampò ancora una volta <<Si tratta di una proposta?>>

Non avrebbe mai dovuto chiederglielo. Lui si limitava a prenderla in giro ed era impossibile prevedere quale risposta scandalosa le avrebbe dato.

Charles si accostò di nuovo all’orecchio, questa volta per sussurrarle: <<Non di matrimonio>>

Ma è soprattutto un uomo che vuole giocare a fare il duro e l’insensibile ma, in realtà è un tenerone che non sa stare lontano da Beatrice anche se non vuole ammettere di amarla. Proprio perché non riesce a tenere le mani a posto, viene scoperto con Beatrice in una situazione compromettente e costretto al matrimonio.

Beatrice è la classica ragazza romantica che ha sviluppato una propria visione dell’amore, un po’ da romanzo, e che non si vuole rassegnare ad avere meno di quello che si era prefissata. Per questo non accetta di sposare nessuno dei suoi tanti corteggiatori, né può accettare una sorta di matrimonio a singhiozzi che Charles le propone.

Il personaggio, secondo me, più riuscito del libro è la piccola Helen, la sorella tredicenne di Beatrice. Una vera pestifera, commenta in maniera pungente le varie situazioni soprattutto il modo stupido di comportarsi dei due innamorati.

L’autrice, come ho detto, è molto giovane e alle prime esperienze. Dimostra di avere un certo margine di miglioramento e forse merita di essere seguita nelle sue prossime fatiche.

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martedì, 29 luglio 2008

Sto facendo un esperimento un po' strano...

Leggere in rete le tante belle storie che alcuni dei miei amici stanno iscrivendo, ha fatto risorgere in me la vecchia passione della scrittura.

Per tanto tempo l'ho rimossa, visto che non ero mai molto soddisfatta di quello che producevo, ma ora, come ho già scritto, una storia che viveva in me da tanto tempo è riemersa.

Se vi va di seguirmi anche in questa avventura cliccate sul seguente indirizzo:

http://millepaginedicuori.splinder.com

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categoria:varie ed eventuali
sabato, 26 luglio 2008
KinsellaS_LaReginaDellaCasa

Ti consideri stressata?

No. Non sono stressata.

Sono…molto impegnata. Ma il mondo è pieno di gente impegnata. È la vita. Ho un lavoro di grande responsabilità, e per me la carriera è importante.

E va bene. A volte mi sento un po’ tesa. Sotto pressione. Ma…cavolo, faccio l’avvocato nella City. Cosa vi aspettate?

 

Mentre scrivo, premo così forte sulla pagina da bucare il foglio. Accidenti. Non importa. Passiamo alla prossima domanda.

 

Mediamente quante ore al giorno passi in ufficio?

14

12

8

Dipende.

 

Fai attività fisica regolare?

Nuoto abitualmente

Nuoto di tanto in tanto

Ho intenzione di iniziare un programma regolare di nuoto. Quando avrò tempo. Ultimamente ho avuto parecchio da fare in ufficio, è un momenttaccio.

 

Bevi 8 bicchieri di acqua al giorno?

Talvolta

No.

 

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categoria:incipit, letture varie, sophie kinsella
sabato, 26 luglio 2008
KinsellaS_LaReginaDellaCasa

A ventinove anni Samantha Sweeting è la star di un noto studio legale di Londra. Ma proprio mentre aspetta con ansia di essere nominata socio si accorge di aver commesso un errore che le costerà il posto. Sconvolta, fugge dall’ufficio e si ritrova in aperta campagna con il cuore in tumulto. Chiede informazioni in una splendida casa e per un malinteso viene scambiata dai proprietari per una delle candidate al posto di governante. E la assumono, senza sapere che Samantha è una ragazza dal quoziente intellettivo stratosferico che non ha la più pallida idea di cosa significhi tenere in ordine una casa… Dal talento inimitabile di Sophie Kinsella, una nuova deliziosa protagonista per un’esilarante commedia romantica.

Quanti di noi si sentono ossessionati dalla routine e dalle pressioni derivanti dal lavoro? Io lo sono stata abbastanza spesso, soprattutto quando mi ritrovo in una nuova scuola, in un ambiente del tutto sconosciuto e con colleghi nuovi ai quali devi dimostrare di essere all’altezza del compito.

Nulla in confronto all’ambiente altamente competitivo in cui lavora Samantha Sweeting. Un prestigioso studio legale in cui è fondamentale la concentrazione totale sul lavoro. Samantha si ritrova con i nervi a pezzi, con una pressione addosso che sente di non riuscire più a sostenere. Tutto sembra crollargli addosso quando si accorge di aver commesso un banale errore che è costato al suo cliente 50 milioni di sterline.

In preda allo shock fugge e si ritrova come in trance nella campagna del Gloucestershire, dove gli si apre, di punto in bianco, la carriera di governante. Che impresa per una persona che non riesce a preparare neanche un sandwich!

Ma per sua fortuna è circondata da persone gentili e disponibili ad aiutarla e si ritrova a fare un lavoro per lei del tutto nuovo ma che le riesce bene e le piace.

In più c’è Nathaniel, uno dei tanti meravigliosi e sexyssimi protagonisti della Kinsella:

“E’ alto, abbronzato, con le spalle larghee gli occhi di un azzurro intenso. Ha i capelli ondulati castano chiaro con le punte schiarite dal sole. Indossa un paio di vecchi jeans, una t-shirt consunta e gli stivali più infangati che io abbia mai visto … Lui si appoggia allo stipite della porta e incrocia le braccia sul petto, e io non posso fare a meno di notare quanto siano grossi e forti i suoi avambracci. Non ho mai visto un uomo con braccia così, prima d’ora. Nella vita reale, per lo meno”

Il suo soggiorno e, soprattutto, la frequentazione di Nathaniel la rilassano notevolmente e inizia a godersi il suo tempo, ad osservare l’ambiente che la circonda, i paesaggi, i fiori, le piante, gli animali. Tutto questo la rigenera.

“Non so cosa sia accaduto al tempo. Non lo riconosco più. I minuti e le ore non trascorrono in segmenti rigidi, in certi momenti fluiscono calmi, in altri turbinano. Non porto neppure più l’orologio. Ieri sono stata sdraiata tutto il pomeriggio in un campo di fieno insieme a Nathaniel, a guardare i semi di tarassaco portati dal vento, e l’unico rumore era quello dei grilli”

Che immagine da sogno! Il tempo si ferma, si interrompe la frenesia della routine quotidiana.

Ad un certo punto Samantha si accorge di non aver commesso lei un errore, ma di essere stata raggirata da un sedicente amico e collega dello studio. Ritorna a Londra, e che strana sensazione per lei ritrovarsi nella frenetica, chiassosa, distratta città! Come la capisco! È la medesima sensazione che provo quando ritorno a Catania dopo aver passato dieci mesi nella piccola cittadina veneta che mi ospita per motivi di lavoro. Mi sembra come di essere risucchiata dalla centrifuga!

Comunque, dopo aver provato la polvere, Samantha ritorna di nuovo agli altari. Viene riammessa, anzi promossa, dallo studio legale, ma “a quale prezzo”?

Che domanda interessante…

Quante volte nella vita dobbiamo fare delle scelte, più o meno obbligate, a caro prezzo. E lo dico con un tono leggermente malinconico… Nel caso di Samanha si trattava di abbandonare l’uomo che amava, di rinunciare alla serenità acquistata.

Ancora una volta non posso evitare di promuovere a pieni voti il romanzo della Kinsella. Stavolta, oltre a farci ridere a crepapelle, ci ha dato anche motivi su cui riflettere. Ancora una volta una protagonista esuberante, risoluta, disordinata e nevrotica, ma la dipendenza da shopping di Becky, si trasforma in Samantha in legame morboso al suo lavoro.

Per fortuna che alla fine ne guarisce.

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lunedì, 21 luglio 2008

Serie “Dinastia di Banewulf”

-         Il castello dei veleni (GRS 544)

Francia – Inghilterra 1167.

La vita non è stata generosa con Ralph di Banewulf e la bellissima Alayne: lui valoroso cavaliere inglese, è convinto che a uccidere la moglie, morto poco dopo aver dato alla luce il  loro primogenito, sia stata la mancanza d’amore: lei giovane vedova di un uomo prepotente e violento, si è rifugiata alla corte di Eleonora di Aquitania per sottrarsi ai maneggi del padre, che ha intenzione di darla in sposa al miglior offerente. Entrambi hanno paura di impegnarsi di nuovo, ma Alayne, bella e ricca, fa gola a molti cavalieri, e per proteggerla dai loschi individui che mirano soltanto al suo denaro Sir Ralph le propone un’unione di convenienza. Lei, rassicurata, accetta, e a poco a poco un amore profondo e appassionato sboccia tra i due. La loro felicità sembra senza nubi, ma un perfido nemico trama nell’ombra per dividerli.

-         L’onore del cavaliere (GRS 548)

Incaricato di scortare in Inghilterra la bellissima Elona di Barre, promessa sposa del fratellastro Alain, Stefan di Banewulf si trova a dover scegliere tra ciò che l’onore gli impone e ciò che il suo cuore desidera. Orgogliosa e ribelle, la fanciulla è tutto quello che l’austero e apparentemente inflessibile cavaliere ha sempre sognato in una donna e, durante il lungo viaggio dalla Normandia all’Inghilterra, per Stefan attenersi ai principi del codice cavalleresco è sempre più difficile. Anche perché l’incantevole Elona fa di tutto per impedirglielo: attratta da lui e decisa a non sposare un uomo che neppure conosce, la giovane finisce infatti per compiere un gesto disperato che attira sul suo capo e su quello di Stefan il disprezzo di tutti. Ma il prode discendente dei Banewulf sarà disposto a rischiare il disonore per difenderla e a perdonare la sua orribile menzogna?

-         La fanciulla e il cavaliere

Italia - Inghilterra, 1194

Dopo aver trascorso sette anni in Terra Santa, Lady Katherine di Grunwald decide di tornare in Francia portando con sé il Santo Graal, la reliquia che ha indirettamente causato la morte di suo padre e che lei intende affidare a qualcuno in grado di proteggerla dall’avidità di uomini come Hubert di Ravenshurst. È stato proprio quest’ultimo, infatti, a mandare dei sicari a uccidere Lord Grunwald e dei briganti ad aggredire Katherine durante il viaggio per sottrarle il prezioso calice. A soccorrerla è sir Alain di Banewulf, un affascinante cavaliere reduce dalle Crociate, che si offre di aiutarla a portare a compimento la sua missione. Così, mentre tra i due sboccia a poco a poco un tenero sentimento, tra i loro nemici si scatena una lotta mortale per il possesso del Graal, un conflitto che vede opposti il bene e il male e che metterà a dura prova l’amore che unisce la fanciulla e il cavaliere.

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lunedì, 21 luglio 2008

Italia, 1194

<<Che cosa canteranno i bardi di noi?>> chiese Alain di Banewulf al suo amico, mentre arrestavano i cavalli per ammirare le colline illuminate dal sole e le verdi vallate che si stendevano davanti ai loro occhi. Era ormai trascorso un tempo immemorabile da quando avevano lasciato il caldo torrido della Terra Santa, unendo le loro forze per affrontare il lungo viaggio di ritorno in Inghilterra. <<Diranno che abbiamo fallito o ci acclameranno per aver conquistato San Giovanni d’Acri?>>

Sir Bryne di Wickham lo guardò, stringendo gli occhi contro il sole e domandandosi il perché di quell’espressione strana e triste sul volto dell’amico. Forse, dopo giorni di silenzio, Alain avrebbe parlato di ciò che lo tormentava.

<<Ancora vi crucciate perché non siamo riusciti a strappare Gerusalemme agli infedeli?>>

In preda a sentimenti contrastanti, Alain restò in silenzio per un momento, prima di rispondere all’uomo che gli era stato accanto come un fratello negli ultimi anni. Insieme avevano combattuto, rischiando la vita l’uno per l’altro, e anche se Bryne era il suo amico più fedele, tuttavia neppure a lui riusciva a spiegare il vuoto che sentiva dentro di sé.

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lunedì, 21 luglio 2008

lafanciullaeilcavalierecv-herriesItalia - Inghilterra, 1194

Dopo aver trascorso sette anni in Terra Santa, Lady Katherine di Grunwald decide di tornare in Francia portando con sé il Santo Graal, la reliquia che ha indirettamente causato la morte di suo padre e che lei intende affidare a qualcuno in grado di proteggerla dall’avidità di uomini come Hubert di Ravenshurst. È stato proprio quest’ultimo, infatti, a mandare dei sicari a uccidere Lord Grunwald e dei briganti ad aggredire Katherine durante il viaggio per sottrarle il prezioso calice. A soccorrerla è sir Alain di Banewulf, un affascinante cavaliere reduce dalle Crociate, che si offre di aiutarla a portare a compimento la sua missione. Così, mentre tra i due sboccia a poco a poco un tenero sentimento, tra i loro nemici si scatena una lotta mortale per il possesso del Graal, un conflitto che vede opposti il bene e il male e che metterà a dura prova l’amore che unisce la fanciulla e il cavaliere.

“Che noia, che barba! Che barba, che noia!”

È il pensiero fisso quando si ha a che fare con un libro simile a questo.

Da dove posso iniziare a elencare le cose che non mi sono piaciute? È un’impresa ardua. Partiamo dalle origini…

La fanciulla e il cavaliere fa parte di una serie dedicata alla dinastia di Banewulf. Avevo già letto L’onore del cavaliere e non mi era piaciuto moltissimo, ma non era stato disastroso quanto questo.

I protagonisti sono Alain di Banewulf e Lady Katherine di Grunwald, entrambi di ritorno dalla Terra Santa dopo il tragico assedio di Acri. Katherine porta con sé un importante tesoro, Il Santo Graal che il padre avrebbe trovato a Gerusalemme. Il suo acerrimo nemico, però, il barone Hubert di Raavenshurst lo ha ucciso per poterglielo sottrarre e ora insegue lei per impadronirsene. Per questo arriva come manna dal cielo per lei la protezione di Alain di Banewulf.

Già da subito Katherine inizia con quella che sarà la sua costante cantilena “Io sono brutta. Tutti mi hanno sempre detto che sono brutta. Mio padre mi diceva che ero brutta ma intelligente” Che amore paterno! E così all’infinito. Vista la sua bruttezza, sir Alain non si potrà mai innamorare di lei! E in effetti, anche lui continua a chiedersi cosa lo affascini della ragazza, visto che non è proprio una leggiadra damigella.

Mentre lei ammette repentinamente il suo amore per lui già all’inizio del racconto, il cavaliere ci impiegherà un bel po’ di tempo, tanto che a un certo punto se ne esce con una siffatta professione d’amore. Al fratello, Stefan, che gli chiede:

“Katherine è molto importante per voi, non è vero?”

Lui, con grande delicatezza, risponde:

“Tanto che avrei sentito la sua mancanza se fosse morta”

Ma cos’è, il cagnolino che ti tiene compagnia?

Fra un tira e molla “l’amo, no le sono affezionato, no forse l’amo” si arriva a una scena d’amore di questo tipo:

“Credo di essermi innamorato di voi, dolce Katherine”

Le mani tremanti, lei si premette le dita sulle labbra, poi alzò il capo con orgoglio “Voi vi prendete gioco di me, signore” gli rispose. “Come potete amarmi? Non sono bella e neppure molto intelligente…”

“Shh, fate torto a voi stessa, dolce Kate. Siete spiritosa, intelligente e vivace e, anche se il mondo non vi definirebbe bella, ai miei occhi siete splendida”

“Allora forse mi amate davvero!” replicò la fanciulla scoppiando a ridere. “Non si dice forse che la bellezza sta negli occhi di chi guarda?”

Ma che scena romantica! Viene proprio da piangere!  E, in seguito, dopo averle chiesto di sposarlo le dice anche che subito dopo partirà per altre imprese. Al disappunto di lei nel ritrovarsi novella sposa abbandonata le risponde che se avesse desiderato un marito che le stesse accanto doveva sposare il suo amico Bryne.

Insomma in tutto e per tutto una coppia mal concepita.

Ma non è solo questa a rendere letteralmente noioso libro. È anche la trama molto confusa e contorta. Il calice, protetto dalla ragazza fa gola a tanti che continuamente attentano alla sua vita. A un certo punto Katherine viene rapita e per circa 20 pagine si assiste a rapimenti, fughe, nuove catture con la protagonista sballottata da un luogo all’altro e con il protagonista che cerca di recuperarla e la manca sempre per poco!

Quando finalmente Alain la ritrova e lotta per liberarla deve subire la sua avversione per il fatto che con la sua avversione per il fatto che con il suo combattimento ha provocato dei morti.

Ma dico io, Katherine, vivi nel Medioevo lo saprai pure cosa è un cavaliere e che la guerra porta a dei morti?

Ti sei fatta rapire da chiunque passasse nei pressi di casa tua e ora pretendi che il tuo cavalier servente ti liberi senza causare morti? Insomma Anne Herries ha voluto complicare ulteriormente il suo racconto inutilmente, visto che, a mio avviso, era durata anche troppo.

Per non parlare del finale, in cui il Santo Graal acquista dei poteri magici e libera i protagonisti del loro nemico, in un batter d’occhio. Senza voler essere blasfema, la luce divina poteva intervenire prima!

Mi sembra di aver detto abbastanza, e mi sembra che si sia capito che questo libro non mi è assolutamente piaciuto. Se L’onore del cavaliere era passabile, questo è proprio tremendo, noioso, noioso, noioso. E-VI-TA-TE-LO!

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giovedì, 17 luglio 2008
home_february2008

The Loner

Lui è un rapinatore ingaggiato con mura attorno al suo cuore.

Lei è una donna determinata con problemi sul suo sentiero.

Hanno una storia che non possono negare, e un’attrazione che non possono ignorare. Quello di cui adesso hanno bisogno è un pizzico di fortuna…

Dall’autrice di bestseller delle amate “Bad Luck Brides” arriva una nuova avventura sulla fortuna e l’amore alla frontiera del Texas…

Maledetto da una tragedia, Logan Grey giura di vivere la sua vita da solo. Ma la sua forza di volontà è messa alla prova dall’attraente Caroline Kilpatrick. Caroline conosce un tesoro che l’aspetta nel Black Shadow Canyon – e non è l’oro di Geronimo. Disperata, fa un’offerta a Logan, un’offerta che non può rifiutare – e insieme combattono i fuorilegge, il pericolo e il desiderio…

Ma l’ultima battaglia deve essere ancora combattuta. Ora Caroline deve rischiare tutto per catturare l’amore di un solitario.

Prologo

Texas orientale, 1871

Aveva un cavallo da corsa chiamato Racer.

Sul prato centrale del capanno della sua famiglia a Pine Woods, lui e Racer avrebbero corso, corso, corso. Lui indossava i suoi costosi stivali da cowboy rossi ornati da una Lone Star bianca, un dono di sua mamma e papà per il suo quinto compleanno due mesi prima. I suoi fratelli Alex e Sam avevano conciato la pelle del gilè che indossava, e sua sorella Sarah lo aveva cucito proprio della sua taglia. Nana Grey aveva tirato su col naso un po’ quando gli aveva dato il suo cappello bianco di feltro con il suo brillante laccio rosso, ma Nana piangeva per tutto cosicchè non lo seccava più. Lo stemma da sceriffo di latta che aveva appuntato al gilè si supponeva fosse stato un regalo di Baby Joe – ma lui sapeva che in realtà veniva dai suoi genitori: Baby Joe non avrebbe potuto in realtà comprare regali perché aveva solo due anni.

Aveva anche una pistola. Era la cosa più bella. Papà l’aveva intagliata in un solo pezzo di quercia e l’aveva dipinta di un marrone dorato e inciso a fuoco una “L” per Logan nell’impugnatura. Sarà pure fatta di legno, ma nelle sue mani avrebbe sparato dritto agli occhi.

Oggi lui e Racer avrebbero corso un sentiero polveroso per inseguire i fuorilegge che avevano appena rapinato la diligenza della sua cassaforte. Correva sempre più veloce, “Li stiamo raggiungendo, Racer. Li stiamo raggiungendo!”

 Si aprì la porta centrale e uscì Sarah. Indossava un vestito da viaggio perché la famiglia stava andando in Louisiana per partecipare a un matrimonio. Era molto graziosa, ma non lo avrebbe detto ad alta voce. Era pazzo di lei. A colazione quel giorno, papà aveva accettato che era tempo di dare a Sarah un suo pony.

“Dove vai, cowboy?”

Ringhiò verso di lei “Black Shadow Canyon. E lì le ragazze non sono ben accette”

“Oh, veramente?”

“Sì. È dove vivono gli Apache e i fuorilegge vanno a nascondersi”

“Vedo” contrasse le labbra “Hmm… sembra un posto terrificante. Penso di essere contenta di non esservi ammessa. Perché vai a Balck Shadow Canyon? Sei un fuorilegge?”

No, sciocca” si fermò di passeggiare per indicare il suo cappello bianco. Sono un uomo di legge che va a catturare i brutti ceffi e a fare loro pagare per le diaboliche azioni che hanno commesso.”

La voce di sua madre provenne dalla finestra della cucina “Usa di nuovo queste brutte parole nei confronti di tua sorella e non sarai più in grado di sederti abbastanza da cavalcare Racer. Aspetterai fino a domani per andare a uccidere i brutti ceffi. È tempo di andare a cambiarti. Papà e i ragazzi hanno quasi finito di sistemare il recinto, quindi partiremo presto.”

“ok, ma’”

“Non ok, ma’, ragazzino. Controlla Racer ora.”

“Sì”

Mezz’ora dopo, l’intera famiglia veniva caricata sul carro e partiva. La strada era infangata per tutta la pioggia che era caduta nei due giorni precedenti e andavano lentamente. Papà guidava il carro con Nana seduta al suo fianco. Sarah e mamma occupavano i posti dietro papà con mamma che teneva il bambino in grembo. I suoi fratelli erano seduti dietro con lui a giocare a carte. Mamma, Nana e Sarah si affliggevano sul raggiungere la città in tempo per sistemare i capelli prima del matrimonio.

Non riusciva a vedere come si fosse rotto, ma non si era preoccupato abbastanza di chiedere perché era impegnato a osservare gli alberi come problemi. C’erano fuorilegge lì – poteva dire. Aveva quel nero, oscuro e pesante sentimento che gli faceva sapere prima del tempo che qualcosa di brutto stava per accadere. Aveva sentito prima che il nonno sarebbe morto. Aveva sentito quando Alex si era rotto la gamba. Ogni volta che aveva cercato di parlarne ai genitori – non gli avevano mai creduto – neanche dopo che erano accadute brutte cose. Papà le aveva chiamate coincidenze e gli aveva arruffato i capelli.

Così invece di provare ad avvertirli, aveva preso la pistola dalla giacca e sorvegliava gli alberi. Era stupido tenere la pistola poiché era solo un giocattolo, ma avere un’arma nella sua mano lo faceva sentire meglio.

Era spaventato.

Passava il tempo. L’oscurità si faceva più fitta. Qualcuno o qualcosa era lì fuori. Lo sapeva.

Finalmente, provò: “Papà? C’è qualcosa di sbagliato. Penso faresti meglio a fermarti.”

“Stai male, ragazzo?” chiese il padre quando la madre mostrò un aspetto preoccupato nella sua direzione.

“Non mi vomitare addosso, saputello” disse Sam.

“Non sto male. Ma sto percependo…”

L’espressione della madre si rilassò. “Oh, cuore mio. So che stiamo viaggiando da tanto, e hai bisogno di scendere e correre un po’, ma stiamo procedendo piano. Non abbiamo tempo di fermarci. Senti i tuoni a distanza? Abbiamo bisogno di affrontare la tempesta essendo già arrivati in città” Rivolgendosi agli altri ragazzi, disse: “Tenete vostro fratello minore occupato.”

“Ma non è così, mamma. So veramente che sta per capitare qualcosa di brutto.”

Nessuno lo ascoltava e le sensazioni crescevano e crescevano e crescevano. Il petto gli faceva male e voleva piangere e doveva spazzare via le lacrime così da poter osservare gli alberi a causa dei fuorilegge. Forse se li avesse visti in tempo, papà sarebbe stato in grado di sparare per primo. Papà era veramente, veramente un buon tiratore.

Osservava la foresta, il suo sguardo che scivolava da un lato a un lato. Era così intento a vedere minacce che emergevano dagli alberi che non individuò quella che sorgeva da sotto.

Successe in un istante. Un minuto il carro stava guadando un ramo poco profondo del Brushy Creek, e quello successivo veniva trasportato dall’acqua. Veniva trascinato via. “Sorvegliate il flusso” disse il padre sopra il terribile, orribile suono dell’acqua vorticosa “Afferratevi. Dio caro, afferratevi!”

Il carro si girò, poi iniziò a toccare. Le donne volarono.

Prese la sua pistola di legno con un ghigno mortale e si sollevò alto nel retro del carro “Ho provato a dirtelo, papà. Ho provato a dirtelo.”

I suoi pantaloni si bagnarono proprio prima che venisse trascinato. Qualcosa gli strappò la giacca. “Afferrati, figlio” disse il padre.

Vide il padre saltare verso di lui nell’acqua vorticosa, poi qualcosa gli urtò la testa. Dopo di che, non seppe più nulla.

 

I corpi venivano ancora restituiti dal Sabine River una settimana dopo l’orribile alluvione che aveva decimato parte del Texas orientale. Nessuno sapeva esattamente quante persone avevano perduto la vita in quella circostanza, sebbene si stimava fossero dozzine.

Dieci giorni dopo la marea, un viaggiatore vide un ragazzo contuso e inzaccherato seduto su un ceppo caduto, che si dondolava costantemente avanti e indietro, teneva una pistola di legno in mano.

Provò come poteva, il viaggiatore non ebbe dal ragazzo più di due parole “Corri, Racer, corri. Corri, Racer, corri”

Consapevole dei recenti eventi della regione e memore delle condizioni dei vestiti del ragazzo, dedusse che il ragazzo era sopravvissuto all’alluvione. Nella fretta di proseguire il suo viaggio, ma non volendo lasciare il ragazzo tutto solo in mezzo al bosco, l’uomo lo pose sul suo cavallo e lo prese con lui. Viaggiarono per due giorni prima di raggiungere la casa di vecchi amici, i Jennings, che avevano recentemente deciso di aprire la loro casa agli orfani. Non una volta in tutto quel tempo era stato in grado di stimolare una parola dal ragazzo.

Il viaggiatore spiegò ai suoi amici come aveva trovato il ragazzo e i suoi sospetti relativi all’alluvione. Mrs Jennings riconosceva  un trauma emotivo quando lo vedeva, e promise al vecchio amico che il ragazzo avrebbe trovato un paradiso di salvezza con loro finché la sua identità, e con speranza qualcuno della sua famiglia, sarebbero stati scoperti.

Il marito disse “Hai una bella pistola qui, figliolo. Cosa c’è sull’impugnatura?”

Senza staccarsene, il ragazzo glielo mostrò. “Hmm, una L. Il tuo nome inizia con una L?”

Quando il ragazzo non rispose, Mrs Jennings sorrise gentilmente e posò una mano gentile sulla sua spalla “E’ vivo. È relativamente sano. Qui è al sicuro e si trova con persone che sono pronte a prendersi cura di lui, pronte ad amarlo. Penso che L potrebbe stare per Lucky”

Il marito annuì “Lucky. Mi piace. Vieni, Lucky, andiamo ad attaccare il piatto di pasticcini di Nellie?”

Passarono tre mesi e sebbene non avesse mai parlato, Lucky divenne amico degli altri ragazzi che erano venuti a vivere con il Reverendo e Nellie Jennings. Un sabato mattina Nellie faceva la crostata, Lucky entrò in cucina e disse “Ho un cavallo chiamato Racer”

 

suonato da: millecuori alle ore 18:49 Permalink | commenti (5) | commenti (5)--popup--
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