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Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.
Prima apprenderà tutti i suoi segreti più intimi. Poi risveglierà le sue passioni più profonde. Lui è l’amante che lei stava aspettando: l’uomo che può salvarla dal suo passato peccaminoso – ad un prezzo – in un racconto di peccato, seduzione ed irresistibile ed impossibile amore di Madeline Hunter.
Lui cattura il suo sguardo attraverso la sala da pranzo – uno sconosciuto affascinante che si staglia tra i nobiluomini e le donne pesantemente truccate. Ma i loro mondi stanno per scontrarsi in un modo che Roselyn Longworth non potrebbe mai immaginare. Dato che prima che la notte finisca, lei sarà messa all’asta a chi offrirà di più… e Kyle Bradwell la condurrà da un inferno ad un altro. Tuttavia dal momento in cui la vince, Kyle tratta Rose con una gentilezza che lei non ha mai conosciuto da quando uno scandalo di famiglia ha distrutto la sua reputazione. E quando lei finalmente apprende i veri motivi di Kyle, è troppo tardi. Perché Rose si è innamorata dell’uomo che conosce i suoi segreti più intimi. Ora lui l’ha sorpresa con una proposta di matrimonio – il primo passo in una seduzione che richiederà niente di meno che la sua arresa totale…
Estratto
Lord Norbury si fermò per rivolgersi ai suoi ospiti. Il silenzio cadde lentamente tra di loro.
<<Accade che qualcuno di voi non conosca molto bene uno dei miei ospiti>> disse <<Vorrei che mi permetteste di presentarvelo.>>
Rose aspettò che lui presentasse il nuovo uomo a un capo del tavolo. Invece portò la mano verso di lei.
Non c’era nient’altro da fare che alzarsi. L’unico sobrio era il nuovo ospite. <<Le damigelle perbene si staranno chiedendo perché questa fiera lady sia tra di noi>> disse Norbury. <<Miss Longworth è la sorella di un uomo che ha evitato i suoi debiti, ed erano molto considerevoli. Lei è di buona nascita ma non abbastanza dotata di fortune e con parentele troppo distanti da essere significative. La sua caduta finale nel mio letto, quando accadde, è stata forse troppo precipitosa. Preferiva doni in denaro così da poter fingere che fosse altro da quello che era. Ha dedotto nozioni romantiche quando io avevo suggerito semplicemente un buon accordo.>>
Rose strinse i denti per evitare di piangere e urlare. Tutti stavano guardando, ridendo. Anche Katy. Tutte le puttane annuivano per la compassione.
No, nessuno guardava. Il nuovo ospite sembrava non ascoltare. Beveva il suo vino come se fosse dimentico dello spettacolo.
<<Ora, le cose stanno così. Ho questa donna qui, ma mi sono stancato di lei. Rimpiango l’indulgenza e i doni che le hanno permesso di apparire così graziosa tra di voi. In realtà, ho puntato i miei occhi su qualcun’altra.>> Norbury guardò bramosamente Katy che provava a mostrarsi civettuola e sorpresa. <<George qui sembra pensare che un accordo semplice mette le cose a posto. Non sollevare obiezioni, George, ti ho visto flirtare con lei. Penso, comunque che forse posso rifarmi delle mie perdite per questo vestito e roba d’altro genere. Così, che dirvi, signori? Metterò all’asta Miss Longworth?>>
I partecipanti pensarono che un’asta fosse una cosa divertente. Risate e grida arrivarono al soffitto quando tutti si prepararono per il grande diversivo.
Rose non poté nascondere il suo shock. Si voltò verso Norbury e permise che lui lo vedesse. Questo solo mutò la soddisfazione di lui.
<<Non starò ferma davanti a questo oltraggio.>> Spostò indietro la sua sedia e si girò per andare via. Una mano sul braccio la fermò.
<<Ha spirito e ha ancora bisogno di essere addomesticata. Solo questo meriterebbe diversi scellini da parte vostra.>> La trattenne con fermezza. Nonostante la risata, il suo sguardo conteneva una minaccia.
Alcuni uomini si alzarono e presero nota. Era disgustata davanti alla prova che una donna prova di libertà in realtà li affascinava.
<<Fatemi vedere, dovrei mostrarvelo un po’, no?>> Norbury mise allo scoperto i suoi pensieri.
Lei voleva colpirlo. No, voleva ucciderlo. Provò a liberare il braccio ma le dita di lui affondarono di più <<Non lo farai>>
La ignorò <<Bene, come potete vedere tutti, è molto graziosa. Ho sempre pensato che sia tra le donne più belle di Londra>>
<<Questa bellezza non durerà molto>> notò qualcuno <<E’ più vecchia di me di qualche anno, direi>>
<<E’ vero che è matura, ma l’uomo che la vincerà l’avrà a lungo prima che la sua deliziosa bellezza sfiorisca.>> Si grattò la testa <<Nell’interesse della giustizia devo descrivere anche i difetti, no? Come posso dirli con delicatezza? In nessun dannato modo, penso. Sono obbligato a rivelare che non è una donna particolarmente calda, se i gentiluomini capiscono cosa intendo.>>
Lei trattenne la rabbia così da non svenire. Le facce sembravano moltiplicarsi e ondeggiare, finché non fu isolata davanti a cento maschere libidinose.
<<Sono anche obbligato a dire che a causa della sua tarda iniziazione, richiede ancora una considerevole preparazione.>>
Dio Buono
<<Potrei darle alcune lezioni>> si offrì con sicurezza una puttana.
Norbury si voltò verso di lei <<Mia cara, nel libro delle conoscenze carnali tu sta scrivendo il capitolo 20 e Miss Longworth non ha ancora studiato il capitolo 2. Ci sono uomini che amano il ruolo di insegnante, e tocca a loro aprire i loro portamonete.>>
Rose si rifiutò di reagire. Non guardava nessuno. Ma li poteva vedere. La presa di Norbury si strinse ancora di più, quasi paralizzandole il braccio.
<<A suo merito, comunque, posso offrire vari punti>> disse <<Primo, non è avida. Secondo, per coloro di voi che, come me, subirono perdite dalla rovina del fratello, i suoi favori sono un risarcimento…>>
Di nuovo scioccata, non riuscì a conservare la sua posa di indifferenza. Si voltò e lo guardò. Non aveva idea che fosse stato toccato da questo. Nessuna idea.
Lei non aveva frainteso quanto si ripeteva. Lui l’aveva deliberatamente inseguita e sedotta per vendetta.
Il furfante
Provò a scostarsi di nuovo. Lui la rimise al suo posto.
<<… e terzo, ha i capezzoli scuri più erotici per una donna così chiara.>>
Divennero selvaggi. Tra le grida, alcuni chiesero di vedere i pregi che Norbury aveva appena promesso.
Lei parlò in maniera tale che la sentisse solo lui <<Non hai neanche pensato di degradarmi ulteriormente con questo suggerimento, se osi provarci, ti ucciderò e andrò volentieri alla forca.>>
Il sorriso di Lord Norbury vacillò. Aprì l’asta.
<<25 pounds>> offrì George.
<<30!>>
<<35>> rispose George dopo una pausa poco cortese.
<<50!>>
<<60>> si unì un gentiluomo dallo sguardo scaltro. Rose lo riconobbe come sir Maurice Fenwick. Il suo interesse la faceva inorridire. Era improbabile che la sua disponibilità gli sarebbe importata molto.
<<65>> disse George in tono di conclusione.
<<70>> disse immediatamente sir Maurice.
<<950 pounds>> l’offerta calma, dal tono piatto sembrò provenire da nessuna parte.
Un silenzio scioccato rimase sospeso per un lungo momento. Poi un basso brusio si diffuse per la stanza. Tutti si guardavano intorno per vedere quale stupido gentiluomo avesse perso la ragione.
Roselyn era sbalordita quanto gli altri. E molto preoccupata. Sarebbe stata una cosa dire no a un uomo che aveva pagato
L’attenzione dei partecipanti si appuntò lungo il tavolo a dove era il nuovo ospite che beveva vino.
Lord Norbury lo guardò con la fronte aggrottata <<950. Bradwell? Senza dubbio ti sbagli>>
L’ospite chiamò un cameriere e bisbigliò qualcosa, poi guardò indietro in maniera molto sobria <<Non proprio. Sentitevi liberi di continuare le offerte>>
Lo sguardo di Norbury andò attorno al tavolo, ma l’alta offerta aveva preso il vento al di là delle vele dell’asta. Mr Bradwell aspettò senza fretta. Sembrava più interessato ad ammirare i candelabri sul tavolo che i progressi del gioco in cui era entrato.
Quando il silenzio si era protratto troppo, si alzò e percorse la stanza.
Rose valutò la sua taglia e il suo contegno. Il suo istinto valutava che sarebbe stata meglio con il corpulento, felice George o anche con il pericoloso Maurice. Sarebbe stato meglio con lord Norbury che, aveva appena scoperto, la riteneva capace della violenza che aveva appena minacciato.
Non c’era nulla di visibilmente terribile in Mr Bradwell. Il suo abbigliamento molto presentabile e perfettamente alla moda, capelli neri ondulati lo indicavano come un uomo di ricchezza maggiore di quanto avesse fatto la sua offerta. Il suo volto appariva appena abbozzato alla luce delle candele. Se la gente lo definiva bello, cosa che era, tendevano ad aggiungere “a modo suo”.
La sua pelle era più abbronzata di quella degli altri uomini, come se avesse passato del tempo all’aperto, e le dimensioni della sua giacca rivelavano che era appassionata di sport. Poteva apparire forte nella sua altezza e nei suoi movimenti sicuri e fluidi.
Non c’era nulla di specificamente minaccioso in lui, ma comunque la metteva in allarme. Lei sentì che l’aria si divideva per far posto a lui.
Il piegarsi della sua ritirata si increspò intorno a lei, e lei desiderava galleggiare via. La cautela in lei era simile a quello che si prova quando si incontrano per strada cani sconosciuti. Il suo istinto le disse che sarebbe stato saggio dare a questo particolare animale ampio rifugio.
Lui si fermò accanto a Norbury e la luce della candela gli illuminò il volto. Lei vide gli occhi più blu che avesse mai visto. Questi non la guardavano. Invece si fissarono sull’uomo che ancora le teneva il braccio in una morsa.
<<Abbiamo finito?>> chiese tranquillamente Mr Bradwell. <<O vi sentite obbligato a batterla?>>
Sebbene “battere” era un termine dell’asta, Lord Norbury sembrò pensare a un altro significato di quello che intendeva. Il suo volto divenne rosso <<Siete pazzo a spendere una tale somma>>
<<Sicuro, ma se un uomo non può diventare pazzo per una bellissima donna, a cosa serve il denaro?>>
<<Lo avete fatto per…>> Norbury si trattenne prima che la sua petulante accusa fosse finita. Riflessi glaciali apparvero nei suoi occhi <<Guarda dove ti ha portata il tuo orgoglio, Rosie. Da un visconte a un uomo nato tra la feccia di Durham. La tua cognata dovrebbe essere la più rapida nella storia della prostituzione.>>
Mr Bradwell non reagì all’insulto <<Lasciatela ora. Verrà con me. I soldi vi saranno consegnati nella vostra casa di Londra in due giorni.>>
Lord Norbury lo lasciò andare. Rose guardò le impronte della sue dita marchiate su di lei. Anche Mr Bradwell le vide. Una rabbia sottile apparve sotto la sua espressione calma. L’energia animalesca contenuta nell’uomo venne fuori. Non era una persona che amava che gli altri danneggiassero le sue proprietà.
<<Siete impaziente, eh?>> disse Norbury ad alta voce, per consentire agli altri di divertirsi del finale.
<<Assolutamente>> disse Mr Bradwell <<Venite con me, Miss Longworth>>
Non voleva andare con lui. Non pensava che avrebbe continuato a comportarsi da gentiluomo una volta che fossero stati da soli. Il suo stomaco si rivoltò violentementea quello che la aspettava.
Si avvicinò a lei. Santo cielo, la stava per baciare! Proprio lì, di fronte a tutti.
Il bacio non fu più che un caldo respiro, ma la sala da pranzo eruppe in un applauso e urlo. Poiché il volto di lui era vicino al suo, e la sua bocca vicina al suo orecchio, parlò di nuovo <<Non resistete. Hanno avuto abbastanza divertimento a vostre spese. Sono sicuro che non volete dargliene altro>>
Non aveva altra scelta che accettare la sua sorte o avrebbe avuto modo di mettere in pratica la sua minaccia di dare agli altri altro divertimento. Trascinando lo straccio mal ridotto della sua dignità al meglio che poteva, armandosi per combattere la battaglia che sarebbe arrivata presto, accompagnò l’uomo che l’aveva comprata fuori dalla sala da pranzo.
Serie The Seducers
- The Seducer
- Il tutore
Vergil Duclair è un uomo risoluto, nonostante la giovane età. Le cose cambiano quando devono prendersi cura della sua pupilla, miss Bianca Kenwood. La ragazza è indipendente, ribelle e… affascinante. Ma la visita ad un vecchio maniero di campagna cambia ogni cosa, ogni progetto viene spazzato via dal turbine di passione che segnerà una svolta del destino nella vita di entrambi…
- The Charmer
- Un matrimonio d’interesse
Una camicia da notte da uomo. È tutto quello che Fleur Manley scopre di avere indosso quando si risveglia nel letto del più affascinante e spregiudicato libertino d’Inghilterra. Peccato che sia stato un colpo di pistola e non la passione ad averla portata lì, pressoché in balia del bellissimo e molto, molto scapestrato Dante Duclaire. Convinto di essere totalmente immune al richiamo dei sensi, Fleur decide di approfittare della nuova amicizia per avanzargli una proposta che lascerebbe per lo meno perplessa qualsiasi altra donna: gli darà metà del suo ingente patrimonio in cambio del diritto di diventare sua moglie, benché solo di facciata. Alla disperata ricerca di fondi, Dante considera che un matrimonio in bianco potrebbe essere il modo peggiore di ottenerli. Quello che però non ha messo in conto è di trovarsi scaraventata nel vortice di uno squallido complotto che metterà in pericolo le vite di entrambi. E quello che certo non si aspetta è che la sua ingenua e innocente mogliettina possa finire per rivelarsi una tentazione dolce, continua, irresistibile…
- Dimmi che mi ami
Affascinante, riservato ed enigmatico, il giovane avvocato Julian Hampton è uno degli scapoli più ambiti della città, circondato da fanciulle che vorrebbero accalappiarlo e signore che tentano di accasarlo. I loro sforzi sono però destinati a essere sempre frustrati, per quanto lusingato, il bel Julian rimane infatti imperturbabile, segretamente fedele all’unico e impossibile grande amore della sua vita: Penelope, contessa di Glasbury, amica dei giochi d’infanzia e dei sogni dell’adolescenza. Così, quando lei gli piomba in casa nel cuore della notte per cercare scampo da un marito sadico e malvagio, Julian sa che la propria sorte è ormai segnata. Per proteggere e difendere una volta per tutte la “damigella in pericolo” della sua gioventù è disposto a rischiare i suoi beni, la sua reputazione e persino la sua stessa vita…
Romantico e sensibile, l’ultimo romanzo di una grande signora del romance sa coniugare i toni delicati dell’amore più segreto agli accenti arditi della passione più contrastata.
- Peccati (RM Passione)
- Dama del peccato (RM Passione)

<<Le donne non fanno altro che discutere tutto il tempo delle doti degli uomini>>, disse Dante.
Parlava con grande autorità agli altri membri della Duelling Society che si erano riuniti al Whites’ su invito di Adrian Burchard.
<<Sono sicuro che ti sbagli, Dante>>, replicò Laclere. <<Le signore non parlano di questioni tanto indelicate.>>
L’ammonimento di Charlotte sui “particolari” era saltato fuori nella conversazione. Dante li aveva costretti a fornire la meno gradevole delle spiegazioni su ciò che quello avesse potuto significare.
Dante tirò una lunga boccata dal sigaro. <<Credi quello che vuoi, ma Fleur mi ha detto che discutono di quelle cose tutto il tempo. Apertamente. E perfino le donne nubili stanno ad ascoltare.>>
<<Fleur ti ha detto una cosa del genere? Fleur?>> domandò Laclere incredulo.
<<E’ sorprendente>>, commentò St. John.
<<Sono rimasto sconvolto, credetemi. Comunque mi ha detto questa cosa molto prima del matrimonio.>>
<<Stava solo prendendoti in giro, Dante. Ti stava stuzzicando per via della tua reputazione in campo amoroso>>, replicò Laclere.
<<Non penso che fosse solo questo. La mia impressione era che sapesse benissimo di cosa stava parlando.>>
<<Mi dispiace dire che ho buoni motivi per credere che Dante abbia ragione, anche riguardo alle donne nubili, benché solo quelle di una certa età>>, intervenne Adrian. <<Prima di sposarmi… bene, diciamo che ho avuto delle prove che qualcuno aveva parlato di me in quel senso.>>
Un silenzio pensieroso cadde sul gruppo.
<<Non che nessun uomo qui presente abbia di che preoccuparsi rispetto alla sua reputazione in quelle faccende>>, soggiunse St. John.
<<No davvero.>>
<<Ovviamente>>
Un altro silenzio pensieroso.
<<Signori, per lo meno mettiamoci il cuore in pace. Possiamo forse convenire che nell’improbabile caso che Dante abbia ragione, le donne tengono per loro quelle confidenze indiscrete?>> disse Laclere. <<Non riconosciamo forse tutti quanti che le nostre mogli non hanno mai riferito a noi questi pettegolezzi su un altro uomo?>>
<<Mio fratello intende un altro uomo seduto a questo tavolo, credo.>> Con un’espressione che rivelava completa fiducia nella propria reputazione, Dante scrollò la cenere dal suo sigaro.
Adrian si posò la mano sul cuore. <<Sophia non ha mai, mai, in alcun modo, fatto intendere, nemmeno con allusioni, di aver sentito che un uomo seduto a questo tavolo sia mai stato incluso in quei pettegolezzi, ve lo giuro.>>
St. John appariva molto annoiato. <<Sono sicuro che Diane non abbia mai partecipato a conversazioni di questo genere.>>
<<Non guardate tutti me>>, protestò Dante. <<Fleur mi ha detto che loro ne parlano. Non mi ha riferito che cosa dicono.>>
<<Io sono sicuro che queste conversazioni non sono comuni e che le donne quando stanno assieme parlano anche di molte altre cose>>, disse Julian.
<<Sicuramente.>>
<<Abiti, bambini, politica…>>
<<Questo argomento probabilmente non occupa più di, oh… da metà a tre quarti del loro tempo>>, proseguì Julian.
Era passato un po’ di tempo da quando si era resa conto di quanto fosse bello, ma quella sera lo notò di nuovo. Forse dipendeva dal fatto che non lo vedeva da sei mesi. Quei capelli neri, gli occhi ardenti e i lineamenti decisi creavano un’immagine molto romantica. La sua cara amica Diane St John una volta le aveva detto che sembrava che, se mai si fosse degnato di parlare, avrebbe parlato in versi.
Lui non era un uomo dal sorriso facile, ma in quel momento sorrise. Era un sorriso gradevole, piuttosto affascinante in quel suo modo maschile contenuto. C’era da stupirsi che non lo usasse con le donne, visto i sospiri che sollecitava.
Incipit
Per uno scapolo non vi è nulla di più pericoloso al mondo di una donna felicemente sposata.
Per una donna di questo tipo, uno scapolo con una solida professione e un grande patrimonio è come una pietra ruvida che sporge dal muro della vita. Quanto più felice è il suo matrimonio, tanto più si convincerà che la pietra deve essere levigata. È assolutamente certa che sarebbe una pietra molto più felice se fosse finemente lavorata e fissata al muro come suo marito.
Fu così che Julian Hampton si ritrovò seduto accanto a una ciarliera vedova, la signora Morrison, in occasione del banchetto offerto dalla viscontessa Laclere.
Non prestò particolare attenzione al modo in cui la viscontessa stava ad osservare l’andamento della sua conversazione, ma nemmeno gli sfuggì del tutto.
<<La vostra professione deve essere affascinante, signor Hampton>>, osservò l’estroversa vedova, non appena scemò l’interesse per la dettagliatissima descrizione delle vacanze estive a Brighton.
<<Quello dell’avvocato in realtà è un mestiere molto noioso>> In verità non era proprio così, ma nessuna signora Morrison al mondo avrebbe mai capito perché.
La donna scoppiò in una risata e gli occhi le brillarono: girò il viso in modo che fosse in vista. <<Non posso proprio credere che le cose di cui vi occupate siano noiose, signor Hampton.>>
<<Vi garantisco che sono un uomo assolutamente indegno di nota. Mi annoio così tanto che riesco a mala pena a reggermi sulle gambe.>>
Affascinante, riservato ed enigmatico, il giovane avvocato Julian Hampton è uno degli scapoli più ambiti della città, circondato da fanciulle che vorrebbero accalappiarlo e signore che tentano di accasarlo. I loro sforzi sono però destinati a essere sempre frustrati, per quanto lusingato, il bel Julian rimane infatti imperturbabile, segretamente fedele all’unico e impossibile grande amore della sua vita: Penelope, contessa di Glasbury, amica dei giochi d’infanzia e dei sogni dell’adolescenza. Così, quando lei gli piomba in casa nel cuore della notte per cercare scampo da un marito sadico e malvagio, Julian sa che la propria sorte è ormai segnata. Per proteggere e difendere una volta per tutte la “damigella in pericolo” della sua gioventù è disposto a rischiare i suoi beni, la sua reputazione e persino la sua stessa vita…
Romantico e sensibile, l’ultimo romanzo di una grande signora del romance sa coniugare i toni delicati dell’amore più segreto agli accenti arditi della passione più contrastata.
Che libro dolcissimo, con momenti lirici e protagonisti degni di una grande passione. Il titolo originale, The Romantic, era molto appropriato perché indicava la qualità fondamentale di Julian, così come lo è quello italiano, Dimmi che mi ami, perché descrive bene la lotto di Julian per conquistare l’amore di Penelope.
La storia riguarda le traversie matrimoniali di Penelope, che da tempo si è separata dal sadico marito, conte di Glasbury, che ora pretende che la moglie torni da lui e gli sforni l’erede dovuto. Ogni volta che si è trovata nei guai, Penelope si è rivolta all’amico d’infanzia, nonché legale di famiglia, Julian Hampton. Anche stavolta lui prende in mano la situazione e la protegge. Julian è mosso dal profondo amore che lo lega a Penelope. All’inizio questo sentimento è unilaterale e Penelope non si rende conto della devozione dell’uomo: le sembra la sua solita consulenza legale, o tuttalpiù una forte solidarietà amichevole in un momento di estrema difficoltà.
Nel corso di queste traversie Julian diventa sempre più il sostegno fondamentale di Penelope, disposto a dichiararsi pubblicamente suo amante per costringere Glasbury al divorzio. Di fronte a quest’uomo magnifico, Penelope non può evitare di innamorarsi, anche se lo fa con estrema paura, considerate le sue passate difficoltà e sventure con gli uomini durante e dopo il matrimonio.
Che dire di Julian? È un personaggio fantastico: dolce, coraggioso, fedele (che rarità!). Non è un rammollito perché quando vuole prende in mano la situazione e non si arrende davanti a qualsiasi pericolo, pur di sostenere il suo amore. È dolce perché sa sorreggere Penelope, sa incoraggiarla e sa farle superare tutti i suoi fantasmi e le sue fobie.
La povera Penelope ha avuto fino a quel momento una vita difficilissima: costretta a sposare un uomo crudele per dare fiato alle finanze di famiglia. È precipitata in un baratro di orrore durante gli anni di matrimonio. Ha saputo uscirne e risollevarsi ma non è mai più riuscita a fidarsi di un uomo, fino all’arrivo di Julian…
Ancora una volta Madeline Hunter offre una storia molto bella e profonda: alcune scene sono decisamente suggestive, soprattutto quella in cui Julian contempla il mare in tempesta e prova un momento di mistica fusione con la forza della natura.
Consiglio di leggere questo come gli altri libri della serie che sono stati tradotti.



Gemelli in tutti i sensi, Susan Holloway Scott è nata a Washington D.C., ed è cresciuta nel nord del New Jersey, in una zona ricca di storia coloniale americana. Si è diplomata alla Northern Valley Regional High School, e dopo un breve soggiorno in una scuola d’arte, ha capito che il suo talento risiedesse più nello studiare la pittura degli altri che nel crearne di propria. Si è laureata alla Brown University in scrittura e arte, cosa che ha unito i suoi tre grandi amori – storia, scrittura e arte – in un unico delizioso pacchetto…
Ma decidere cosa fare dopo ha richiesto una sfida maggiore. Non voleva insegnare, e le opportunità di lavoro per una laureata in storia senza il dottorato erano dolorosamente poche. In mancanza d’altro è finita nell’ufficio comunicazioni di un college, a scrivere certificati di licenza e di ammissione per vari college e università, inclusa Brown, l’Università della Pennsylvania, e il Bryn Mawr College. Le pubbliche relazioni hanno offerto un gran terreno di prova per una scrittrice: a Susan hanno insegnato come scrivere con chiarezza e precisione, come venire incontro a strette scadenze, e, soprattutto, come trattare con personaggi turbolenti.
E il virus della scrittura ha colpito duro. Ora sposata con il musicista Jay Scott e madre di due bambini, Susan decide di servirsi del suo permesso di maternità alla nascita della figlia per provare a scrivere un libro. Quel primo libro, un romance storico ambientato durante
Sotto il nome di Miranda Jarrett ha scritto più di trenta storici bestseller per Harlequin e per Pocket Books. Molti di questi libri sono legati da saghe familiari, che seguono le vite e gli amori di varie generazioni lungo la storia americana. Con più di tre milioni e mezzo di libri pubblicati, i libri premiati di Miranda sono letti in undici lingue e in sedici paesi stranieri nel mondo. Spesso è portavoce nelle conferenze di scrittrici, e ha lavorato nel quadro esecutivo del Romance Writers of America.
Nel 2005, Susan ha deciso di voler scrivere storie più lunghe e più complesse con più personaggi e storia reale che potrebbero adattarsi facilmente a un romance storico. Si è rivolta a un periodo per lei nuovo – il tardo XVI sec della Restaurazione di Carlo II – e ha scritto Duchess: A Novel for Sarah Churchill. Dopo ricerche meticolose e aver riempito il libro di personaggi memorabili che le lettrici si aspettavano da un libro di Susan, Duchess è la biografia romanzata di una delle donne più affascinanti e influenti del suo tempo.
- La posta in gioco
Inghilterra 1805
Cassia Penny gestisce insieme alle sorelle una famosa casa da gioco. Il suo impeccabile gusto in fatto di arredamento ha sempre dettato moda nella capitale, e la cosa non è sfuggita al ricchissimo Richard Blackley, che tenta in ogni modo di accaparrarsi i servigi della ritrosa fanciulla per risistemare Greenwood Hall, un’antica residenza nobiliare pressoché in rovina. Dopo diversi tentativi infruttuosi, finalmente Richard vince una scommessa la cui posta è per l’appunto il talento di arredatrice di Cassia e la conduce con sé a Greenwood. Durante la permanenza nella signorile dimora, però, i due giovani si innamorano e finiscono per abbandonarsi alla passione trascorrendo insieme giorni indimenticabili. Fino a quando un terribile segreto emerge dal passato di Richard, un segreto che potrebbe separarli, oppure unirli per semrpe.
- La scommessa di Bethany
Londra, 1805
Proprietaria insieme alle sorelle di una rinomata casa da gioco londinese, Bethany è abituata a frequentare i più eleganti aristocratici, ma preferisce dedicare gran parte delle proprie risorse ai poveri. E l’ufficiale in fila davanti alle cucine di Penny House per ricevere un piatto di minestra attira immediatamente la sua attenzione, forse perché dietro l’atteggiamento dimesso e l’uniforme lacera le pare di intuire un passato misterioso. Il maggiore William Callaway, tuttavia, non è lì per avere un pasto caldo, bensì per indagare sugli omicidi che stanno decimando i superstiti del suo ex battaglione, reduci dalla Guerra Peninsulare e dal momento che la vicenda potrebbe coinvolgere anche lei, Bethany decide di aiutarlo.
- La scommessa del duca
E più tardi, molto più tardi, quando William e Bethany furono finalmente insieme nel loro letto in una locanda sulla strada per Brigton, dove avrebbero trascorso la luna di miele, lei esibì la quinta, e la più importante, delle torte nuziali, destinata esclusivamente allo sposo.
<<Questa è per te, amore mio>> dichiarò porgendogli la piccola scatola legata con un nastro azzurro. <<Un dolce per il mio dolce William>>
<<Tu sei dolce, Bethany, non io>>. Appoggiandosi ai guanciali, William sollevò il coperchio e sorrise. La piccola torta era esattamente per due persone, con due cuori di glassa intrecciati che ne ornavano la superficie. Ne tracciò il contorno con la punta dell’indice, raccogliendo un mucchietto di zucchero e accostandoglielo alle labbra.
<<Questo sì che è dolce>> dichiarò, avvicinandosi alla bocca per togliergli lo zucchero con un bacio.
Ridendo, lei lo aiutò a spalmare la glassa sul suo mento e sulla propria guancia.
<<Ma ti stai perdendo la parte più importante della torta, William>> osservò, spezzandola in due. <<Ci ho messo chiare d’uovo, mandorle e tutte quelle buone cose che dovrebbero infondere un vigore supplementare.>>
<<Vigore?>> finse di offendersi lui, ma stava ridendo mentre Bethany gli metteva in bocca un pezzetto di torta. <<Che cosa stai insinuando, moglie?>>
<Sto insinuando che intendo passare più tempo possibile nel letto di mio marito e voglio che siamo entrambi all’altezza della sfida che questo comporta.>>
<<Oh, sarà una grossa sfida per te>> ribatté William, facendola scivolare sotto di sé. <<Puoi starne sicura, Lady Bethany>>
…
Una volta doveva essere stato un uomo attraente, il tipo di uomo che faceva voltare le teste a teatro. Alcuni avrebbero potuto affermare che lo era ancora. Aveva la mascella marcata con una fossetta al centro del mento, il naso dritto, le labbra piene ma ferme, una bocca che denotava risoluzione e al contempo capacità di sedurre. I suoi capelli scuri, scarmigliati sotto il cappello, erano precocemente spruzzati d’argento.
Ma erano gli occhi ad averle mozzato il fiato. Occhi di un grigio chiarissimo, senza la minima traccia di calore che ne mitigasse la freddezza. Occhi crudeli come quelli di un lupo e altrettanto indecifrabili. Aveva pensato di aver visto facce di ogni genere fuori dalla porta della sua cucina, ma nessuna che assomigliasse a quella dello sconosciuto. Che cos’avevano visto gli occhi di un uomo così?, si chiese. O era stato ciò che aveva fatto a renderli così gliaciali?
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