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LEI
Alexander, barone di Sedgwick, è ossessionato da ragazze in cerca di un buon partito, ma è deciso a non cedere. Finché un giorno, anche per porre fine alle continue pressioni della nonna, “inventa” l’esistenza di una moglie. Emmaline è la ragazza più bella che Alex abbia mai incontrato e l’amore che dovevano solo fingere di provare finisce a poco a poco per arroventare i loro cuori. Ma chi è in realtà Emmaline? È possibile che il loro incontro sia stato davvero casuale?
Trama decisamente insolita ma corrispondente allo stile insolito e anticonvenzionale di questa autrice. Bisogna approcciarla sapendo di trovarsi di fronte non il solito Regency. Stavolta mi troverei quasi costretta a sospendere il giudizio perché questo libro ha tanti lati negativi ma anche alcuni positivi quindi anche se non mi ritrovo a dare un giudizio entusiasta, non sono neanche del tutto delusa. Bisogna accettare alcune particolarità per farsi piacere questo libro.
Tutto parte dal poco credibile stratagemma di Alexander, barone Sedgwick, per non essere assediato dalle madri in cerca di marito per le loro figlie, di una moglie immaginaria che nessuno ha visto mai a causa della sua salute precaria. In questo modo Alex si è liberato da ogni incomodo e ha potuto continuare la sua vita tranquilla e ordinata. Finché non scopre che sua “moglie” si è appropriata della sua casa di Londra e sta facendo spese pazze per riarredarla. Al che si precipita in città per eliminare quell’ impostora che sta approfittando dell’occasione. Si trova di fronte a una ragazza bellissima e molto astuta che gli fa capire che smascherare lei vuol dire rivelare a tutta la società londinese il suo inganno. Trattenuto dalle possibili conseguenze e sbigottito dal fatto che tutti i servi, ma anche i vicini, sembrano aver accolto prontamente e volentieri la sua consorte, accetta di mantenere il gioco per due settimane. Ma è stato anche subito evidente che i due personaggi sono estremamente attratti l’uno dall’altra e ben presto diventano marito e moglie a tutti gli effetti.
Emmaline è bella ed esuberante e ravviva un po’ l’esistenza un po’ troppo ordinata e ripetitiva di Alex che, stranamente, si accorge che gli piace il caos che la ragazza ha portato nella sua vita.
All’inizio Emmaline risulta un personaggio davvero odioso: non sappiamo chi sia, che cosa ha fatto nella sua vita, qual è il suo vero nome. È una truffatrice e una ricattatrice, insomma l’antitesi dell’eroina innocente e debole perché ha dovuto arrangiarsi da sola nella vita, avendo perso presto la madre e avendo avuto un padre ladro e truffatore. Pian pianino però acquista simpatia quando si conosce la sua nobiltà d’animo e disponibilità verso il prossimo. Perde, secondo me, si fascino quando
Alexander non è il classico eroe alfa: è molto dolce e paziente con la sua compagna, nonostante i mille dubbi che lei possa fargli venire sulla sua condotta, continua a sostenerla e ad amarla. Non è una presenza molto forte nel libro perché Emmaline accentra su di sé l’attenzione della lettrice.
Lo stile della Boyle è il solito stile vivo e brillante, pieno di dialoghi divertenti e maliziosi.
I personaggi secondari, a volte, sono più interessanti di quelli principali, in particolare Jack, l’amico scavezzacollo di Alex, il suo esatto opposto e qualche altro. Ma nei loro confronti
Una lettura un po’ a luci e ombre.

Inghilterra
1801
- Potrebbe essere la mia ultima cena – si rammaricò lord Jack Tremont, affondando coltello e forchetta nel tenero arrosto che aveva nel piatto. – Ma almeno è una cena da re.
- E suppongo che il fatto che sia io a pagare la renda ancora più eccezionale, vero, Jack? – fu il sarcastico commento di Alexander Denford, barone di Sedgwick, il suo miglior amico.
- Me la dovevi – replicò Jack tra un boccone e l’altro.
- Te la dovevo? – Alex rise. – Proprio non capisco per quale ragione. – Per la seconda volta riempì il bicchiere di vino. Dal momento che si trattava di un vino francese molto costoso pensò che fosse meglio berne qualche bicchiere prima che l’amico decidesse di dedicarsi alla pregiata bottiglia con lo stesso vorace fervore con cui si era gettato sulla pietanza. – Se ben ricordo, il mese scorso, da White, sono sempre stato io a onorare il tuo pagherò.
- Si trattava solo di pochi spiccioli – tagliò corto Jack con un gesto noncurante.
- E la signora dalla discutibile reputazione per la quale ho dovuto acquistare un bracciale perché temevi che avrebbe preferito a te il vecchio Ambercrombie?
- Era una questione d’onore. – Jack prese un’altra fetta d’arrosto. – Non potevo rischiare di perdere l’affetto di Camilla a causa di quella cariatide. – Rabbrividendo per il disgusto, allungò una mano verso la bottiglia di chiaretto. – Del resto, io avrei fatto lo stesso per te.
Ma Alex l’allontanò dalla sua portata. – Naturalmente. L’unica differenza tra noi è che io sono in possesso del denaro per soddisfare tutte queste piccole necessità, mentre tu no.
Jack si fermò con la forchetta a mezz’aria. – Sedgwick, che cosa diavolo ti prende? Stasera parli come quel decerebrato di mio fratello. A cos’è dovuto questo pessimo umore?
- A nulla – rispose Alex. – Semplicemente non capisco perché dovrei pagarti la cena.
- Hai già dimenticato la tua cara mogliettina Emmaline? – gli chiese Jack con aria ammiccante. – Senza di me non avresti mai ottenuto le sue devote attenzioni. Penso che questo ti renda debitore nei miei confronti.
Questa volta Alex rise. – Pensi che io sia in debito verso di te a causa di mia moglie? Che faccia di bronzo!
Sollevò la bottiglia di chiaretto e riempì i bicchieri. Jack Tremont era un vero parassita, ma era anche il suo miglior amico. Nonostante fosse uno spendaccione e un libertino, era senza dubbio l’amico più fedele che Alex avesse mai avuto.
- Penso che il successo del tuo matrimonio sia stato un vero colpo di genio e che io merito per questo la tua eterna gratitudine – aggiunse Jack, sollevando il bicchiere in segno di brindisi.
- Il mio matrimonio ha avuto successo perché io sono stato abbastanza astuto da evitare qualsiasi sospetto; tu hai semplicemente avuto l’idea.
- Sedgwick, sei l’uomo più presuntuoso che abbia mai conosciuto. Emmaline è stata la cosa migliore che ti sia mai capitata, dal momento che senza di lei saresti considerato uno stupido.
- Non sono uno stupido – si risentì Alex, raddrizzando le spalle. – Devi sapere che molti mi ritengono una persona estremamente brillante.
- Chi? L’anziana madre di Ambercrombie?
Alex mise la bottiglia di chiaretto fuori dalla portata dell’amico, poi i due si guardarono ed entrambi esplosero in una sonora risata.
- Io ho una reputazione da difendere, devo pensare all’onore della mia famiglia.
Alex non aveva né fratelli né sorelle, ma una pletora di cugini, zie e zii che contavano sulla sua benevolenza, oltre naturalmente ai domestici e ai fittavoli. Alex si era assunto con grande serietà e orgoglio le proprie responsabilità, ma c’erano giorni in cui invidiava la ben diversa posizione dell’amico, che aveva due fratelli maggiori e che difficilmente avrebbe ereditato il titolo. Ai suoi discendenti avrebbe lasciato in eredità solo ricordi scandalosi e debiti da pagare.
- Propongo di cambiare argomento. Stai assomigliando sempre più a mio fratello Parkerton. Ma dimmi, come sta la cara Emmaline? Non sai quante volte mi sia dato dello stupido per non averla sposata al posto tuo. Dove si trova attualmente? A Londra o a Westmoreland?
- Conosci già la risposta. – Alex guardò con apprensione in direzione della porta socchiusa.
- No, a dire il vero no – replicò Jack, appoggiandosi allo schienale della sedia. – So che quando tu sei a Londra, quell’amorevole ragazza attende con ansia il tuo ritorno a Westmoreland e che quando tu risiedi nella tua tenuta in campagna, la tua famiglia è convinta che lei sia a Londra. Ma ora mi chiedo… dove si trova Emmaline quando tu non sei in nessuno dei due luoghi?
Alex rise. – Ecco perché tu non potresti mai avere un matrimonio come il mio. Astuzia, mio caro amico, astuzia. È questa la ragione per cui io ho sposato Emmaline e tu no.
- Il tuo segreto è al sicuro solo perché tua nonna s’è rifugiata su nel Nord. Immagini che cosa accadrebbe se decidesse di venire in città e scoprisse che Emmaline è semplicemente frutto della tua fantasia?
- Sì, non c’è proprio nulla di meglio dopo un picnic – disse Alex, mentre si incamminavano verso la coperta stesa sull’erba, sotto a una grande quercia.
Emmaline teneva gli occhi fissi sulla coperta dove sarebbe stata decretata la sua irrimediabile rovina e non fece caso al lungo contenitore che aveva visto poco prima sulla carrozza e che ora Sedgwick teneva nell’altra mano.
- Sì, questo è il posto ideale – dichiarò lui con espressione pensierosa.
- Ideale?
- Suppongo che ora mi direte che non l’avete mai fatto. Oh, ma non dovete vergognarvene. Mia madre ha sempre aborrito questo genere di cose, ma vi assicuro che mia nonna lo considera tuttora molto divertente.
Emmaline lo fissò allibita. Sua madre e sua nonna? Forse aveva equivocato.
- Come avete detto?
- Mi riferisco alla pesca. Cos’altro si potrebbe fare in una giornata così fantastica?
La pesca? L’aveva condotta in quel luogo ombreggiato e isolato, in quel luogo assolutamente romantico, per… pescare?
Non sapeva se piangere o se gettarlo nel fiume.
Nel frattempo lui aveva montato una delle canne da pesca e stava estraendo dal contenitore la seconda.
- Vedrete, non resterete delusa.
“Vogliamo scommettere?” replicò lei tra sé.
Ma Sedgwick non sembrava aver notato il suo malumore. Era troppo impegnato a descriverle i piaceri della pesca e a scegliere l’esca più adatta.
- Venite, Emmaline… provate – la invitò, tendendole di nuovo la mano.
Ma lei non si mosse. Tutto quel parlare di larve e di lombrichi aveva notevolmente raffreddato i suoi ardori.
- No, grazie – rispose. – Rimarrò qui a guardarvi. – “E a fremere di rabbia” pensò.
LEI
Alexander, barone di Sedgwick, è ossessionato da ragazze in cerca di un buon partito, ma è deciso a non cedere. Finché un giorno, anche per porre fine alle continue pressioni della nonna, “inventa” l’esistenza di una moglie. Emmaline è la ragazza più bella che Alex abbia mai incontrato e l’amore che dovevano solo fingere di provare finisce a poco a poco per arroventare i loro cuori. Ma chi è in realtà Emmaline? È possibile che il loro incontro sia stato davvero casuale?
- Dietro la maschera
PER IL SUO AMORE AVREBBE AFFRONTATO QUALSIASI PERICOLO
Adelaide de Cheveny è a Parigi per reclamare l’eredità del padre e la sua bellezza conquista l’ammirazione dell’alta società. Ma il suo arrivo suscita anche i sospetti di chi vede in lei una possibile spia degli inglesi. Quale segreto nasconde Adelaide? Lavora davvero per il nemico o è solamente una donna disposta a tutto pur di salvare l’uomo che ama?
- Tentatrice!
L’AMORE O
Nell’Inghilterra dell’Ottocento, Maureen Hawthorne, accusata di pirateria, rischia la morte per impiccagione. Per salvare la propria vita e quella del suo equipaggio, la donna accetta di collaborare alla cattura dell’inafferrabile pirata Julien De Ryes, l’uomo che un tempo amava. Ma i ricordi di quell’amore appartengono al passato. Oggi Julien e Maureen sono divisi dal desiderio di vendetta. Eppure quando si incontrano, alla corte di Londra, la scintilla che scocca tra loro non è certo quella dell’odio…
- Madame Fontaine
“UN’INTRIGANTE STORIA DA UN’INSUPERABILE AUTRICE” Christina Dodd
Mason St Clair eredita il titolo di conte di Ashlin insieme a tutti i debiti del fratello maggiore scomparso. A ciò si aggiunge la responsabilità do dover provvedere al mantenimento delle tre nipoti. Assillato dai creditori, Mason non vede altra soluzione che combinare un matrimonio di convenienza. Ma il destino gli fa incontrare Madame Fontaine, attricetta spregiudicata che, forse, può offrirgli una via d’uscita più… appassionante.
- Il segreto di Olivia
Geniale decifratrice di codici segreti, Olivia Sutton viene adescata con false promesse di matrimonio da Robert Parnell, marchese di Bradstone, un libertino privo di scrupoli che si serve di lei solo per farsi aiutare nel ritrovamento di un leggendario tesoro spagnolo. E una volta ottenute le informazioni, Robert cerca di uccidere la donna. Il proiettile destinato a Olivia, però, colpisce Orlando, un giovane agente segreto che prima di morire le consegna un anello…
- La sposa rapita
INTRIGHI E PASSIONI NELL’EUROPA NAPOLEONICA
Da quando il nonno gli ha tagliato i fondi, Temple è costretto a una vita di miseria. Certo non la vita adatta a un pretendente della bellissima ereditiera lady Diana Fordham. Temple decide di rinunciare a lei, ma Diana non è una donna da farsi sfuggire l’uomo che ama. E per farsi sposare si fa rapire dal pericoloso visconte Cordell, giocatore accanito e assassino. Ciò che né Diana né Temple possono immaginare è che saranno in molti a mettersi sulle tracce della ragazza, persino degli agguerritissimi agenti segreti francesi…
- L’angelo impudente
Nessuno può resisterle perché l’Angelo Impudente sa esattamente ciò che ogni uomo vuole, e sembra offrirlo senza chiedere nulla in cambio. In realtà le sue promesse d’amore sono l’invitante copertura per un unico obiettivo: denaro e gioielli. Ma perché rubare ciò che potrebbe ottenere solo chiedendo? Giles Corliss, marchese di Trahern, è determinato a scoprirlo.
- Emmaline
LEI
Alexander, barone di Sedgwick, è ossessionato da ragazze in cerca di un buon partito, ma è deciso a non cedere. Finché un giorno, anche per porre fine alle continue pressioni della nonna, “inventa” l’esistenza di una moglie. Emmaline è la ragazza più bella che Alex abbia mai incontrato e l’amore che dovevano solo fingere di provare finisce a poco a poco per arroventare i loro cuori. Ma chi è in realtà Emmaline? È possibile che il loro incontro sia stato davvero casuale?
Cosa succede se tutto quello che hai sono le memorie di un pirata…
… e uno scandaloso abito rosso che ti ha portato quasi alla rovina? Ricordi dei baci che lui ha rubato? O il suo sorriso seducente, da libertino mentre conquistava il diritto al tuo letto, rubava la tua innocenza e il tuo cuore? Per l’appropriata e rispettabile Philippa, Lady Gossett, tali memorie sono state riposte via. Almeno così pensava finché non arriva uno straniero alla sua porta e le offre una chance di tentare il destino ancora una volta… di tentare di riportare Dash nella sua vita e possibilmente nel suo letto…
Ma l’uomo che Pippin ha amato per tutti quegli anni, e l’uomo che scopre, non sono gli stessi. Il capitano Thomas Dashwell ha l’obiettivo di legarsi con la neovedova Lady Gossett, la visione in rosso che ha catturato la sua vita da tanto tempo – da quando quella notte fatale lo ha tradito e ha sposato un altro. Lei è l’unica donna che ha giurato di odiare fino alla fine dei suoi giorni… e l’unica donna che non riesce a dimenticare…
Dal capitolo 7
“Pippin ha appena visto Dash nella casa che lei divide a Londra con sua cugina, ma il tempo passato insieme li mette in pericolo. Questa notte diventa un presagio degli eventi a venire, eventi che cambieranno la loro vita per sempre”
Dash si sedette guardando verso il cestino e poi sollevando lo sguardo verso di lei <<Non avevate bisogno di rubare tanto. Che succederebbe se qualcuno lo notasse?>>
Pippin scosse la testa <<Mrs Hutchinson… be’, temo che lei…>> fece il gesto di scolare una bottiglia.
Dash annuì <<Ah, bene, sì. Deplorevole stato per una donna. Anche per un uomo. Li priva del loro spirito e della loro vita>>
<<Be’, non noterà se manca un po’ di cibo>>
Dash cercò nelle tasche <<Era il mio sentimento quando l’ho scoperto>> disse chiudendo a fagotto il suo fazzoletto.
Lei lo prese e aprì il tessuto per trovarvi dentro vari pezzi di Delizie Turche dentro. <<Oh, Dash, non dovevate!>> disse, ma le sue proteste furono interrotte quando iniziò a mangiarne un pezzo con gusto. Poi si fermò a metà morso. <<Li avete veramente rubati?>>
<<Come ho detto, non penso che la proprietaria del negozio noterà un pezzo mancante>> Poi drizzò la testa e guardò verso di lei <<Cosa c’è? Un po’ di coscienza da una signora che vive in una casa che ha rubato ai legittimi eredi?>>
<<Lo penso quando la mettete in questo modo>> disse, abbassando lo sguardo al delizioso dolcetto nelle sue mani.
<<Bevi la tua pozione, Circe. Ne hai avute poche nella vita, a quello che mi hai detto>>
Perché quando lui le aveva riempito le orecchie e il cuore con storie sul mare, lei gliele aveva riempite con la sua vita – molto grigia al confronto – la morte di sua madre quando era una ragazzina, come l’avevano accolta le sue cugine Felicity e Tally da Miss Emery dopo che il padre, un diplomatico, aveva deciso che avevano bisogno di un’educazione “inglese” dopo anni in cui erano stati educati dalle sue amanti.
Lì, nei confini di Bath, Felicity e Tally avevano dato a Pippin la speranza di un futuro, con le loro selvagge maniere continentali e nozioni scandalose, finché la prematura scomparsa del padre aveva posto fine alla loro prima Stagione prima che avesse inizio. Cosa ancora peggiore, la loro tenuta era stata ipotecata e i forzieri erano vuoti dopo anni di gioco e comportamento rovinoso.
<<Senza Tally e Felicity non so come avrei fatto>> gli aveva confidato. <<Ero così sola prima che tornassero in Inghilterra. E poi è stato come se fossimo sempre state amiche. Nonostante la mancanza di denaro, la nostra vita non è così terribile. Abbiamo zia Mint che bada a noi e abbiamo la scrittura a tenerci occupate>>
Lei certamente non aveva voluto liberare il suo cuore con lui, tali fatti privati che non venivano condivisi neanche con gli amici più cari, ma lui aveva ascoltato e l’aveva persuasa a raccontare le sue storie, ascoltandola recitare le sue brevi storie come se i suoi banali scarabocchi fossero magici quanto la sua straordinaria vita in mare.
<<Il ghiaccio si sta sciogliendo>> annunciò dopo qualche pezzo di biscotto.
<<Di già>> lei sussurrò.
<<Aye>>
<<Allora andrete>> lei scosse la testa. <<Ma avete promesso, Dash. Avete promesso che mi avreste insegnato ad essere un pirata adeguato prima di andare via>>
Dash rise <<Ah, sì, le vostre lezioni di pirata. Come potevo dimenticare?>>
<<Sì, come?>> lo sgridò sorridendo allo stesso tempo <<Veleggiare, navigare, affondare le navi, lottare con la spada, depredare e caricare appropriatamente e sparare con i cannoni. Credo fosse il nostro accordo>>
<<E dove pensate di trovare un cannone?>> la stuzzicò, gli occhi ravvivati.
Pippin rabbrividì, poiché amava quel fuoco perfido che illuminava i suoi occhi verdi. <<Hmm, trovare un cannone potrebbe rappresentare un problema, ma accetto di depredare Almack’s fino a raggiungere un dodici libbre adatte>>
Egli rise, scuotendo la testa alla sua proposta, ma dopo alcuni momenti, si fermò, abbassando lo sguardo al pavimento <<Temo che dovremo interrompere le nostre lezioni>>
<<Ma Dash, non potete andare>> lei insistette, non preoccupandosi di come sarebbe sembrato.
<<Aye. Devo>> Poi sollevò lo sguardo verso di lei e fece un ghigno <<Ma non prima di avervi comprato un vestito di seta rossa>>
<<Un vestito? Per me?>> Pippin era arrossita alla notizia. Le donne non sposate non permettevano ai gentiluomini di comprare loro degli abiti, a meno che… <<Oh, non potrei indossarlo>>
<<Perché no?>>
Lei rise <<Perché non penso che il rosso mi si adatti>> Non sarebbe appropriato. Non più di essere lì con lui. Soli. Indossando solo la camicia da notte.
La guardò, un lampo nei suoi occhi verdi e un’espressione che incendiò con un fuoco raro <<Non sono d’accordo. Penso che sareste incantevole in rosso. Incantereste ogni uomo che vi vedesse>> Si interruppe per un momento <<Allora, forse questa non sarebbe una buona idea>>
Lei lo guardò. Aveva cambiato parere? <<Perché no?>>
<<Perché>> lui iniziò lentamente <<sareste circondata da offerte e passare le vostre notti con me sarebbe una scarsa ricompensa in confronto>>
Lei agitò la mano verso di lui <<Oh, sono difficile da catturare>> Inoltre le sue notti con lui erano tutto quello che aveva mai voluto.
<<Gli uomini guardano oltre il borsellino di una signora, amore mio>> disse con voce bassa e piena di passione <<Ci sono abbastanza uomini a Londra, scommetto, che non ci penserebbero due volte a sposarvi, anche al verde come siete ora>> Si fermò, il suo sguardo di fuoco vagava dall’orlo della sua semplice vestaglia gialla al laccio della scollo della sua virginale camicia da notte bianca.
Oh, santo paradiso. La desiderava.
<<Dash, siete terribile quando mi prendete in giro>> disse, facendogli un cenno e sperando disperatamente che lui fosse uno di quelli. Il tipo che l’avrebbe amato così com’era. Povera e senza un penny a suo nome.
Ma con suo dispiacere, lui era indietreggiato a mangiare ciò che lei aveva rubato. Dopo alcuni morsi, chiese <<Com’è che la vostra indiscreta cugina non vi ha trovato un marito adeguato?>>
Pippin gemette e non per la mancanza di un marito, ma per la maledetta parola. Adeguato. <<Non per non averci provato, lasciatemelo dire. È determinata a farmi sposare con qualche noioso duca, o almeno, a un visconte>>
<<Povera, povera ragazza>> disse solennemente <<Nel vostro futuro nient’altro che un pranzo e un solido tetto sulla vostra testa. Riesco a capire perché troviate una tale idea così totalmente disgraziata>>
<<Non sareste così poco convincente se fosse la vostra vita>> rispose <<Vi invidio, capitano Dashwell. La vostra libertà e le vostre avventure. Non vi dovrete sposare solo per denaro e per una posizione, come mia cugina pensa sia importante>> si fermò per un secondo. <<Sono intrappolata in questo mondo senza nessuna speranza di fuga, nient’altro che un noioso futuro mi si prospetta>>
Egli scosse la testa <<Non invidiatemi, cuore mio. Probabilmente finirò i miei giorni penzolando da una forca. In confronto, il vostro noioso conte sembrerà un principe>> Prese un pezzo del suo pane, ma lei lo scansò, puntando alle Delizie Turche ancora rimaste.
Lei sussultò a quell’osservazione <<Non vi impiccheranno, non è vero Dash?>>
<<Certo che sì>> le disse.
<<Dopo tutto quello che avete fatto per Temple e Mad Jack>>
<<E sono stato pagato per i miei servizi>> le ricordò.
Ma Pippin insistette ancora <<Vi dovrebbero concedere la salvezza>>
Lui le sorrise <<Avrebbero potuto prima…>> La sua voce si trascinò e guardò verso la finestra. <<Ma ora?>> Alzò le spalle <<Due anni di guerra cambiano le cose. Ora siamo nemici>>
<<Non ditelo mai>> gli disse con veemenza, alzando dal suo sgabello e andandosi a sedere accanto a lui sul lettino <<Non voglio che siate catturato, dovete restare libero, dovete proprio>>
Lui si protese e le prese il mento con la mano. La tenne così per un momento, osservandola negli occhi come se la loro vista gli desse più nutrimento del pane nero nello stomaco <<C’è sempre un prezzo per la libertà, Circe>> bisbigliò <<Sempre>>
La parola le scivolò addosso con uno strano finale. Era come se imprimesse il suo futuro nella sua fronte. Quest’uomo, i suoi sentimenti per lui, e osare dirlo, il suo desiderio per lui, erano il suo biglietto per la libertà, ma il prezzo… il prezzo li avrebbe potuti distruggere entrambi.
Secondo la sua famiglia, Elizabeth Boyle ha sempre raccontato storie. Questo se si contano i lontani racconti che era solita creare sulla sua mucca immaginaria, John Clapper, o i racconti immaginari che si inventata su chi avesse rotto il barattolo dei biscotti. Così non sono rimasti sorpresi quando il primo racconto di Elizabeth L’angelo Impudente è arrivato in scena con un grande balzo conquistando il Premio per il Debutto “Dell Diamond” e ha vinto il premio RITA del Romance Writers of America come Miglior Primo Libro.
Da allora Elizabeth ha scritto quattordici racconti avventurosi e romantici, undici di loro hanno scalato le classifiche del bestseller, compresa quella del New York Times (Love Letters from a Duke e Hero, Come Back) e USA Today (One Night of Passion, Stealing the Bride, It Takes a Hero e His Mistress by Morning). Inoltre, Elizabeth è stata nominata per il RITA due altre volte dal 1997 (This Raje of Mine e His Mistress by Morning), ha vinto il Premio Love e Laughter del Romantic Times, premio come Miglior Bookseller, e altri onori. Elizabeth è stata intervistata dal The Chicago Tribune e Booklist, ha visto i suoi libri citati dal Writer’s Digest e dal The Economist. Elizabeth è una speaker popolare e ha avuto l’onore di far parte del Portland Reader’s Luncheon e del Richardson Library’s Burns and Roses Reader Tea, entrambi in aiuto ad associazioni di beneficienza letterarie.
Le sue numerose fan definiscono il suo lavoro “da leggere tutto d’un fiato” e “tremendamente divertente”, con l’unico lamento che i suoi libri le fanno leggere fino a tarda notte. I suoi titoli più recenti per
Prima di pubblicare, Elizabeth ha scoperto che le aspiranti scrittrici devono mangiare e pagare l’affitto mentre inseguono la loro musa. Lavorando come assistente legale, ha compilato profili di casi o assicurazioni per frode (incendi dolosi, falsi furti, falsi incidenti) e casi di reati di polizia (assalti a ufficiale, inchieste per uso d’armi) Alla fine le è stata offerta una posizione come assistente legale a casi di pirateria informatica in Nord America. Durante quel periodo di “caccia ai pirati” ha partecipato a sequestri civili e legali con l’FBI, US Customs e RCMP Canadese. Dopo anni di queste avventure moderne, non meraviglia che falsificazione e spionaggio si trovino nei suoi racconti mozzafiato, che ora scrive a tempo pieno.
Oltre a scrivere, Elizabeth ama il giardinaggio, lavorare a maglia, leggere, viaggiare, andare in esplorazione di negozi di tè e provare a trovare ricette a basso contenuto di grassi che abbiano lo stesso gusto di quelle che faceva la nonna. Quando non scrive, Elizabeth insegue i suoi due irrequieti figli, o come ama chiamarli, i suoi eroi “in preparazione”. Vive a Seattle con il marito Terry, e considera la sua vita frenetica la migliore fetta di paradiso che avrebbe mai potuto desiderare.

CATHERINE TOWNSEND. Io non dormo da sola. Reportage da sotto le lenzuola
Catherine è americana ma vive a Londra, ha un seguitissima rubrica di chiacchiere sessuali sull’ “Independent” e una vita sentimentale vorticosa. Quando Patrick l’ha lasciata, ha pensato bene di indossare la sua mise PSDV (“potenziale strada della vergogna”), ossia top e jeans super attillati sopra tacchi vertiginosi, ed esplorare la city nel modo che le era più congeniale: il sesso. Fra ménage à trois, giochi erotici con tutti i suoi amici maschi e a volte anche con le femmine, pillole di viagra – ma ingerite da lei! – e master in sesso orale, questa ventinovenne un po’ romantica e un po’ puttana fa un’indagine sul campo alla ricerca dell’amore, passando per la via che più la fa sentire vicina a Dio: l’orgasmo
ATTENZIONE: ROMANZO EROTICO, SOLO PER ADULTI!
Ho pensato che però fosse la stagione giusta per leggerlo!
SANNO DI APPARTENERSI, MA IL DESTINO VUOLE DIVIDERLI
Brianna Donnally, intelligente e appassionata fotografa, non è preparata a resistere al desiderio. In pericolo nel deserto del Sahara, è tratta in salvo da Michael Fallon, valoroso e rude ufficiale inglese. Tra loro la passione divampa. All’improvviso, però, Michael viene richiamato in patria per assumere il titolo che gli spetta: è lui il nuovo duca di Ravenspur. Potrà anche essere l’anima gemella di Brianna?
Questo è un romance abbastanza diverso dal solito. Pur essendo costituito da elementi ricorrenti
All’inizio del racconto ci troviamo nel deserto egiziano e il maggiore Michael Fallon scova due giovani donne, uniche superstiti di una carovana attaccata dai trafficanti di antichità. Le due donne sono Alexandra Connally e la cognata Brianna. I tre affrontano insieme i mille pericoli e i disagi dell’ambiente desertico finché arrivano ad Alesandria. Qui i coniugi Connally, Brianna e il maggiore si trovano coinvolti in strani casi di attentati, fughe di notizie particolarmente compromettenti per Michael. Nel frattempo l’attrazione tra Brianna e Michael, apparsa subito fortissima, cresce ulteriormente fino a trovare il suo naturale sbocco. Ad un certo punto, Brianna è inesorabilmente compromessa e Michael la deve sposare. Contemporaneamente lui è diventato improvvisamente duca di Ravenspuir, un ruolo che non si sarebbe mai aspettato di assumere quando dodici anni prima era stato diseredato e cacciato dalla sua famiglia. Nonostante l’evidente reticenza di Brianna, l’unione tra i due deve essere celebrata.
Di ritorno in Inghilterra i due neosposi devono affrontare una famiglia decisamente ostile o poco preparata a riaccoglierli, loro stessi devono imparare a convivere, a conoscersi, a capirsi, ad avere fiducia reciproca. Ma anche ad affrontare il pericolo che li ha seguiti anche in Inghilterra.
Michael Fallon (o James Michael Fallon Aldbury, duca di Ravenspuir) è un personaggio dal fascino dirompente: è sexy, forte, cinico ma anche fragile, divertente e provocatorio nei confronti della sua partner. Ha affrontato con coraggio le varie peripezie della sua vita, pur restandone ferito, è riuscito ad andare avanti e a conservare la sua dirittura morale. Era un giovane pieno di speranze e che viveva un amore romantico che gli è stato spezzato, ha quindi decisamente paura dell’amore ma ciò nonostante lo riconosce in sé per la giovane moglie.
Brianna è un’indomita irlandese che viene da una famiglia decisamente più unita e affettuosa di quella del marito. Certo, è cresciuta con cinque fratelli iperprotettivi. Vi è, in questo libro, Christopher, il protagonista del primo libro della serie, che eliminerebbe volentieri Michael per salvaguardare la reputazione m anche i sentimenti della sorella.
Brianna è una fanciulla estremamente indipendente: è una suffragetta che ha manifestato per le sue idee, è stata incarcerata per esse, le difende strenuamente. Ha già avuto nel suo passato delle delusioni sentimentali ma, soprattutto ora, vede tutto quello per cui ha lottato crollare davanti all’amore che prova per Michael. Lei, contraria al matrimonio, alla maternità e alle classi sociali, si deve sposare, per giunta a un duca, e generargli quanto prima un erede. C’è da dire che questo tormento interiore è talmente ben descritto che sfocia naturalmente nella consapevolezza della ragazza di “volere” tutto ciò e di non poter fare a meno del marito.
La storia d’amore tra i due è al centro del racconto ma è contornata dalla vicenda un po’ mystery del traffico illegale di reperti egiziani e di un misterioso attentatore alla vita di Michael. Certo il “giallo” non è particolarmente complicato e di difficile soluzione ma è sviluppato in maniera complessa e puntuale.
L’autrice ha uno stile molto poetico e romantico: le scene tra i due protagonisti sono mozzafiato, di estrema sensualità, ma contemporaneamente ci sono splendide scene molto romantiche e dolci.
Sicuramente un libro da leggere. Attenzione: fa parte di una serie di quattro libri dedicati ai fratelli Donnally. In Italia sono stati pubblicati questo, che è il secondo, e il primo con protagonisti Christopher e Alexandra. Speriamo che venga completata la serie con la traduzione degli altri due.


Egitto
1870
Il maggiore Michael Fallon si accovacciò, il viso oscurato da una barba lunga di giorni, scrutando la distesa abbagliante del Sahara occidentale. Osservò l’oggetto che aveva attratto la sua attenzione quando aveva superato l’ultima duna, il palpitare nel vento di un velo di seta scuro, impigliato tra i sassi. Lo raccolse e l’annusò. Un profumo di rose e di qualche altra essenza femminile colpì i suoi sensi. Rigirando il pezzo di stoffa tra le mani, Michael spostò lo sguardo su un cavallo arabo grigio come l’acciaio, che vagava trascinando le redini poco lontano. Dov’era il secondo cavaliere che stava seguendo?
Puntò il cannocchiale, coprendo le lenti con l’apposito schermo di pelle antiriflesso. Un’antica torre di guardia e un pozzo di pietra, edificati in quell’angolo remoto di deserto secoli prima, costituivano un tenue punto di riferimento contro il cielo blu-viola del crepuscolo, mentre i suoi occhi sonnolenti esploravano il terreno. Sapeva che se avesse abbandonato il suo riparo, un cecchino con un fucile munito di mirino telescopico avrebbe potuto farlo secco facilmente.
Mormorò una sommessa imprecazione, guardando indietro verso il suo dromedario bianco, accucciato sulla sabbia con un’espressione sovranamente annoiata, indifferente anche al freddo crescente della sera. Estrasse da una tasca una scatoletta di mentine, e se ne mise una sulla lingua, annusando di nuovo il tipico profumo femminile che impregnava il velo, prima d’infilarlo sotto la camicia.
Prese con sé la carabina e, restando al riparo dietro la duna, s’avvicinò cautamente al cavallo che vagava libero presso la torre di guardia. Tre giorni senza dormire, e anche i postumi dello scontro che aveva avuto tre mesi prima con una banda di mercanti di schiavi, facevano sì che si sentisse tutto indolenzito mentre procedeva curvo, cercando di non farsi scorgere.
Il cavallo percorse un tratto di un sentiero, poi si fermò.
Michael scrutò in giro, stringendo il fucile. Aveva un coltello nell’altra mano e portava strette al petto diverse pistole. Davanti a lui si alzava la torre di guardia, costruita probabilmente accanto a una sorgente. Non vide capi di bestiame lì intorno, probabilmente erano radunati in un recinto tra le rocce, dall’altra parte della torre. Scorse l’impronta di un piccolo piede della torre. Scorse l’impronta di un piccolo piede lungo il sentiero. Mentre allungava lo sguardo in direzione delle rocce, sentì alle sue spalle il tipico scatto del cane di una pistola.
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