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17:36 del venerdì, 18 settembre 2009


unadamatemerariacv-pierce

CREDEVA DI NON POTER AMARE, MA UN GIORNO INCONTRA LEI…

Lord Rayne Wymsn, visconte di Tipton, vive lontano dalla buona società inglese a causa di un passato di indicibili tormenti. A infrangere la sua solitudine arriva Devona Bedegrayne con una richiesta estrema: salvare la vita a un uomo condannato all’esecuzione. Devona, impulsiva e affascinante, infiamma il gelido e distaccato Rayne: il piano che il visconte escogita per aiutarla prevede il loro fidanzamento. Ma non l’amore…

Iniziamo a conoscere quella che, per me, è una nuova autrice, che so tanto acclamata da chi ha già letto tutta la sua serie sulla famiglia Bedegrayne. Famiglia che, per sua stessa definizione, si definisce dalla testa dura, cosa ampiamente dimostrata dalla sua prima rappresentante, Devona.

Il libro inizia con un prologo abbastanza raccapricciante, con il protagonista prima ammalato, poi creduto morto, quindi sepolto vivo che viene salvato da una banda di profanatori di tombe. La sua “resurrezione” sconvolge tutti, inclusa la sua famiglia che, invece di reagire con gioia, rifiuta questa incredibile svolta.

Il lui in questione è Rayne Tolland Wyman visconte Tipton che si è guadagnato presso la buona società una fama decisamente macabra tra il suo ritorno in vita e le sue ricerche mediche tra i cadaveri, sembra un demone che accarezza, e troppo spesso, la morte.

Ma sono proprio queste competenze che attirano nel suo studio Devona Bedegrayne in quanto gli vuol chiedere un aiuto per salvare un suo amico condannato alla forca, magari rianimarlo dopo l’esecuzione. Il suo piano è un po’ fragile e ingenuo ma la sua tenacia e, in fondo, anche la sua bellezza conquistano l’attenzione di Rayne che, dopo vari tentennamenti, decide di aiutarla, ma con un piano più efficace.

Intanto i due passano diverso tempo insieme e, tra balli e passeggiate, è chiaro a tutti che Tipton prova un particolare interesse nei suoi confronti tanto che conclude il suo patto con Devona con il matrimonio. I due, poi, devono risolvere anche il problema di qualcuno che vuole attentare alla vita di Devona e che sembra interessato ad attirare in tutto ciò Rayne.

Questa seconda parte, avventurosa e d’azione, è sembrata meglio sviluppata anche se, l’identità del malvagio di turno era abbastanza intuibile, mentre la portata e l’articolazione del suo piano di vendetta mi è sembrata un po’ troppo contorta e impossibile da pianificare.

I personaggi sono interessanti e piacevoli, all’inizio, ma ho trovato che non hanno avuto particolare sviluppo nel corso della storia, quindi dopo un po’ iniziano a diventare noiosi.

Devona, oltre ad avere un nome orribile, è affetta dalla sindrome della crocerossina, vuole salvare tutti. Dall’amico Doran, chiuso in carcere per essere caduto nelle mani di una banda di malfattori, a Rayne, tutti hanno bisogno del suo aiuto.

Rayne è più piacevole perché ha in sé una nota ironica che gli è servita per sopravvivere nonostante l’ostracismo della propria famiglia e dell’intera società. Si poteva, secondo me, accentuare un certo lato macabro, cupo che il personaggio possedeva, dato il suo status di redivivo.

Attorno ai due personaggi principali ruotano tante figure secondarie. Innanzitutto i fratelli Bedegrayne, protagonisti dei prossimi libri, e altre figure a loro intrecciate. Tutte lasciano intuire interessanti sviluppi della serie. Il personaggio che mi ha colpito di più è stata Maddy, la sorella minore di Rayne. Una ragazzina 14enne, vissuta in una famiglia insolita, con una madre particolarmente velenosa (odia il figlio con tutta se stessa), isolata in campagna. Ha fatto dell’amore per il giardinaggio il suo rifugio da un contorno decisamente negativo. È una ragazza decisa, caparbia, pronta a lottare per quello che vuole. Decisamente il preludio per una buona, futura eroina.

Giudico questo libro discreto, trovo che avesse delle buone possibilità, non tutte mantenute in pieno.


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17:35 del venerdì, 18 settembre 2009


Inghilterra 1792

Rayne Tolland Wyman era sicuro di due cose: che quel giorno era il suo quindicesimo compleanno e che stava morendo. Cercò di muoversi nel buio ma scoprì di essere immobilizzato.

Ruotò gli occhi in alto, poi li incrociò per focalizzarli su un cerchio di luce che apparve all’improvviso. Non sapeva se fosse reale o solo effetto della febbre, ma non gli importava. Scacciò le ombre dal suo corpo emaciato. La vedeva muoversi sulle gambe, poi salire fino al suo torso nudo. Soffocò un singhiozzo quando notò sul petto, per la prima volta, due grasse sanguisughe che si nutrivano e le loro forme viscide, scure, lucide, illuminate dalla luce fioca. Era sicuro che se avesse teso l’orecchio le avrebbe sentite succhiargli via la vita.

- Mamma – sussurrò. Aveva la gola secca per aver urlato durante i momenti peggiori della febbre. Aveva contrazioni al braccio, ma era troppo debole per spostarlo e cambiare posizione. Dita inguantate gli strinsero la mano inerte. Erano fresche e impersonali, tuttavia, nonostante il suo stato, poteva sentire le ossa fragili sotto la pelle del guanto. Si aggrappò a quella mano senza corpo come se fosse l’unica cosa che lo tratteneva sulla terra.

- Calma, figliolo, sono qui – bisbigliò una voce femminile.

Sua nonna. La sua sola nonna vivente che era a volte più mamma di quella che lo aveva partorito. Era vestita di nero e si confondeva con le ombre. Una cuffietta di pizzo le teneva in ordine i capelli grigi, ed era un’immagine abbastanza chiara da impedire alla sua vista di affondare nel buio totale. – Sto morendo, mamma.


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17:31 del venerdì, 18 settembre 2009


joshhollowaysu7

Malgrado la luce fioca, Devona vide subito che quell’uomo era magnifico. Troppo affascinata per essere cauta, prese il candelabro più vicino e illuminò l’uomo nell’ombra. Era mollemente seduto in poltrona, una gamba allungata su una sedia e l’altra piegata verso il petto. Il braccio sinistro era appoggiato al ginocchio. Aveva in mano una pietra piatta e liscia che accarezzava con il pollice. Lei fissò le sue dita lunghe, le mani grandi. Aveva una lunga cicatrice dal polso al pollice. Erano mani da guerriero, mani di un uomo che aveva combattuto per ciò che voleva e aveva vinto. Il fatto che accarezzasse la pietra sembrava un gesto inadatto a lui e, in un certo senso, la disturbava.

Lord Tipton tossicchiò. Se lo fece per attirare l’attenzione di lei, ci riuscì. Lo sguardo di Devona passò dalla gola alla faccia dell’uomo. Quale straordinaria maschia bellezza! La sua era una faccia orgogliosa, dai lineamenti cesellati che imponevano di essere ammirati. Le guance erano coperte dalla barba di un giorno che metteva in evidenza le sue labbra piene e sensuali. I capelli, un misto di castano e miele, erano sciolti e lunghi fino alle spalle. Dalla tempia destra spuntava una ciocca bionda, o forse bianca. Qualcuno le aveva detto che era il contrassegno dei “Compagni del diavolo”.

Devona s’irrigidì quando si accorse che l’uomo non era completamente vestito. Indossava una camicia di lino con quattro bottoni. I calzoni erano di pelle scamosciata. Ma era senza scarpe! Si accorse di arrossire guardandogli i piedi fasciati da calze di seta. Non aveva mai visto i fratelli senza scarpe o senza giacca.


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17:29 del venerdì, 18 settembre 2009


-         Una dama temeraria

unadamatemerariacv-pierceCREDEVA DI NON POTER AMARE, MA UN GIORNO INCONTRA LEI…

Lord Rayne Wymsn, visconte di Tipton, vive lontano dalla buona società inglese a causa di un passato di indicibili tormenti. A infrangere la sua solitudine arriva Devona Bedegrayne con una richiesta estrema: salvare la vita a un uomo condannato all’esecuzione. Devona, impulsiva e affascinante, infiamma il gelido e distaccato Rayne: il piano che il visconte escogita per aiutarla prevede il loro fidanzamento. Ma non l’amore…

-         Il cuore di un gentiluomo

-         Tentazioni

-         Le seduzioni di una contessa


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17:28 del venerdì, 18 settembre 2009


SBN_S

Scandalous by Night

Un piano peccaminoso…

Anche tra quella banda di libertini conosciuta come I Nobili Selvaggi, la reputazione di Lord Everod è veramente maliziosa. Innumerevoli compagne consenzienti hanno gradito la sua abilità sessuale, ma ora una graziosa innocente ha la sua totale attenzione. L’attraente Miss Maura Keighly aveva una volta tolto a Everod il riguardo della sua famiglia e gli era quasi costata la vita. E nessuna vendetta potrebbe essere più dolce della deliziosa seduzione che ha progettato…

Diventa una ricerca scandalosa

Maura è sul punto di sposare un altro. Non ha ancora mosso i primi passi tra il ton che Everod si fa conoscere, tentandola e schernendola con parole e azioni, riempiendo i suoi giorni e le notti di desiderio illecito. Il suo invito gratuito è chiaro, ma l’appassionata risposta di Maura li sconvolge entrambi. Per la prima volta Everod sente qualcosa di più potente della lussuria. Una semplice resa non sarà mai abbastanza; Everod deve possedere Maura completamente. Ma il passato non può essere dimenticato così facilmente – e alcuni desideri sono ancora più pericolosi della vendetta…

ESTRATTO

Prologo

12 novembre, 1799, Worrington Hall

Odio.

L’insidiosa emozione gli strisciò come un parassita sotto la pelle; bisbigliando attraenti promesse di retribuzione mentre consumava lentamente l’anima di un uomo. Townsend Elliot Lidsaw, Visconte Everod, non aveva abbracciato veramente il lato più oscuro della sua natura finché il suo provocatorio sguardo scuro si era posato sul piccolo, pallido, bellissimo volto di Maura Keighly sapendo che la ragazzina di 10 anni gli era costata la famiglia.

La ragazza si fermò, la sua esile struttura tremante, tra il padre di Everod e il fratello minore 13enne, Rowan. Anche nella rabbia, concesse che si trattava di una creatura bellissima, con la pelle di puro albastro, un naso impertinente che lui aveva pizzicato in numerose occasioni, e una prodigiosa ricchezza di riccioli castano scuri che incorniciavano sfacciatamente il suo volto.  Al momento, il suo naso e le sue guance erano di un impietoso rosa e gli occhi grigio mare erano rossi e gonfi per il pianto. Aveva pianto per lui o per se stessa? Everod aveva riflettuto sulla questione del suo calcolato tradimento di sette anni prima. Ogni notte, aveva sentito i singhiozzi soffocati di Maura dopo mezzanotte quando entrambi dovevano dormire.

Everod toccò deliberatamente la gola bendata mentre passeggiava lungo il pavimento di marmo della sala della casa di campagna che apparteneva alla sua famiglia da generazioni. Il volto dolce, ambiguo di Maura divenne di un pallore allarmante. Barcollando, afferrò il braccio di suo fratello per avere un sostegno. L’angoscia di lei lo riscaldò come vin brulé in una sera d’inverno.

Sì, bugiarda puttana, conosco i peccati che escono senza sforzo dalle tue lebbra.

La ferita alla gola era stata quasi mortale. La lama lo aveva preso proprio dietro l’orecchio sinistro, e aveva tracciato un sentiero frastagliato diagonalmente dalla gola alla clavicola. Se non si fosse scansato durante l’attacco, il padre sarebbe riuscito a staccargli la testa dal collo.

Uccidere il figlio maggiore era l’intenzione del conte, dopo tutto.

E dov’era la sua affascinante, giovane matrigna, Lady Worrington? La contessa si era data così da fare per orchestrare la sua cacciata dalla famiglia, Everod era sorpreso che non assistesse direttamente alla tragica debacle.

Everod si fermò di fronte al padre, Rowan e Maura “Le ultime parole per il vostro erede, Padre?” disse Everod, con la voce così bassa e rauca da non riconoscerla. “Forse una benedizione per un viaggio veloce e sicuro?”

Il volto del padre divenne di un rosso brillante a quello scherno. Sua Signoria avrebbe attaccato il suo erede se due camerieri e il fratello minore non avessero trattenuto l’uomo per le braccia.

“Bastardo traditore! Ti auguro un viaggio veloce per l’inferno” urlò il padre, fremendo ancora di rabbia e lottando per liberare le braccia dei benintenzionati che lo trattenevano “Sarò di nuovo felice quando mi arriverà notizia della tua morte!”

“Anch’io, Padre. Tanto quanto voi desiderate liberarvi di me come vostro erede, non potete impedirmi di reclamare per me quello che è mio di diritto. Un giorno io reclamerò per me il vostro titolo e la vostra ricchezza come ha fatto con la vostra deliziosa e ben disposta moglie sette giorni fa”

“Farabutto!”

Everod sorrise all’insulto. Se era un farabutto, allora intendeva rivelare la sua infamia. Con un po’ di dedizione sarebbe diventato uno dei più rinomati farabutti di Londra!

Il suo caldo, insolente sguardo d’ambra scivolò sulla ragazza. Maura non osava guardarlo ora che era abbastanza vicino da toccarla. La tentazione di afferrarlo per la gola e scuoterla fino a quando avrebbe supplicato pietà le fece serrare le dita di anticipazione.

“Sebbene la nostra separazione mi addolori” disse bruscamente, mentre la mano carezzava in maniera assente la gola bendata, “provo consolazione nel sapere che ci incontreremo di nuovo” Il suo freddo sguardo scivolò sul trio, prima di fermarsi su Maura. Comprendendo la sua dichiarazione, lei sollevò le ciglia con aria guardinga finché vide il giuramento nei suoi occhi d’ambra.

“Lo so”


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17:27 del venerdì, 18 settembre 2009


BARBARA PIERCE

Avendo una ricca discendenza inglese che può risalire fino al 1500, Barbara Pierce attribuisce alla nonna e ai romantici racconti di famiglia che le raccontava da bambina di averle ispirato il suo primo amore per la storia inglese.

Sforzandosi di bilanciare il suo amore per la storia con la necessità di raccontare storie affascinanti ha debuttato nel 2000 con Un amore pericoloso. Da allora, ha creato due serie familiari di successo, quella dei Bedegrayne e quella dei Carlisle.

Nel 2006 il primo libro della serie dei Carlisle, Wicked under the Covers è stato nominato dal Romantic Times come Miglior Storico Sensuale scelto dai lettori.

Barbara abita vicino Atlanta con il marito e i tre figli.

 


Autore: millecuori
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